Conversazione edificante tra un amico e un inattivo

pioniereUna corrispondenza vera.

AMICO: Ti ho pensato molto dall’ultima volta che ci siamo sentiti per telefono. Pur se lontani non ho mai dimenticato l’amicizia che ci lega da molti anni. Prego Geova che ti sorregga in questo periodo così difficile per la tua salute. Mi hanno fatto piacere le parole che hai detto riguardo a Geova e i sentimenti che provi ancora nei suoi confronti. Geova non ci abbandona mai. Ti mando una poesia che ho scritto durante una vecchia scuola dei pionieri. So che l’apprezzerai, ti voglio bene, tuo amico fraterno XXXXX

INATTIVO: Caro amico fraterno che tu sia benedetto. Che sollievo leggere le tue parole. Sei rimasto uno dei pochi che ancora si interessa sinceramente di me. Ho letto più volte il testo della poesia che mi hai mandato. E’ commovente e penetrante. Me li ricordo bene i pionieri di una volta. L’interesse per gli altri era scritto nel loro DNA. Non era necessario che un anziano dicesse cosa fare. I pionieri lo facevano e basta. Quanti figli “persi” hanno aiutato questi cari pionieri. Bellissime le parole:

E quando gli altri nei giorni d’inverno

sono nel caldo delle loro case,

tu li vedi avvolti nel vento

e accarezzati dalla pioggia mentre aiutano

“i figli persi a tornare dal loro Padre”.

Quando gli altri nelle giornate

calde sono tra le braccia delle onde

tu li vedi andare a salvare

chi annega nel mare di questa umanità.

Caro amico, sai che gli anziani e il sorvegliante di circoscrizione hanno avvicinato il fratello XXXXX e gli hanno detto di stare attento a me, poiché non sono una buona compagnia. Il fratello XXXXX è l’unico con il quale sono in contatto e che veramente si interessa di me. Facciamo anche delle buone conversazioni spirituali. Vogliono recidere il cordone ombelicale che ancora mi lega con la congregazione. Cosa ne sanno questi della mia vita e dei miei sentimenti se non sono mai venuti a cercarmi. Questi sono i pastori che dovrebbero visitare gli inattivi con il nuovo opuscolo? Con quale spirito andranno? Che amarezza…

AMICO: Non guardare gli uomini e la loro stoltezza. Sono limitati nella loro spiritualità e pensano che gli altri debbano essere come loro, altrimenti sono persone carnali. Questi non hanno compreso né l’amore di Geova né la potenza del suo essere Padre. Uomini che hanno timore dell’odore a volte forte delle pecore e pensano di fare i pastori stando lontani dal gregge. A loro sfugge che il più grande Pastore ha lasciato le sue dimore per scendere nell’odore e nell’affanno delle pecore per respirarne la stessa disperazione, dopo di che ha sacrificato la vita senza esprimere giudizi sulla condizione delle pecore. L’unica cosa che disse su di loro fu: “Sono pecore senza pastore”. Attivati e predica come sai fare, come ti senti e fallo solo per Geova. Tutto il resto è odore di umani che vivono con un’anomala struttura spirituale. Ti voglio infinitamente bene.

INATTIVO: Grazie mio caro fratello che sei “nato per quando c’è angustia” e per questo sei “un amico che si tiene più stretto di un fratello”. (Prov. 17:17; 18:24)

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