CORTO CIRCUITO

cortocircuito

Le vittime di quelli che sono vittime di un corto circuito spirituale.

Agli inizi si è attratti dalle qualità di Geova. Nel tempo e con il progresso teocratico è sorto in alcuni nominati un dualismo interiore. Servendo Geova dall’interno e coprendo ruoli di responsabilità, si sono accorti che alcuni modi di fare lasciano perplessi.

La conoscenza diretta dei meccanismi interni porta a un duplice effetto: da una parte si ha un ruolo ben integrato da esser così assorbiti dagli impegni teocratici e dall’altra si fa passare in secondo piano le qualità di Dio. La macchina organizzativa messa in atto diventa la priorità su tutto il resto.

Il nuovo comandamento è per molti: “Ama l’organizzazione come te stesso”. In pratica vuol dire: “Mi concentro più sul ruolo che l’organizzazione mi ha assegnato e meno sulla personalità di Geova, sul Regno di Cristo, sulla Bibbia e sui bisogni reali dei fratelli”. Non stiamo dicendo che i fratelli negano Geova, Cristo e i loro conservi, ma non possiamo fare a meno di constatare che c’è una tendenza a mettere in primo piano più gli aspetti organizzativi e tecnologici e meno quelli umani.

Coloro che gestiscono gli “averi” di Cristo sono uomini imperfetti e i problemi che devono affrontare sono così tanti da diventare ingestibili. Chi è sano di mente è consapevole quanto sia impossibile per un Corpo Direttivo di sette persone imperfette gestire in maniera perfetta più di otto milioni di persone imperfette. Il punto su cui concentrarsi per capirci qualcosa al riguardo, non sono le direttive in sé, a volte sgangherate, a volte appropriate, ma è saggio concentrarsi su quello che più interessa a questi milioni di Testimoni.

NON SONO MENTALMENTE SCHIAVI

La maggior parte dei Testimoni servono Geova con fedeltà e lealtà. Forse con meno ardore rispetto a prima e comunque con dedizione sincera. Questi fratelli sono concentrati sulle qualità di Dio e vivono la loro vita, forse, all’oscuro di tutte le magagne teocratiche. Inconsciamente rifiutano persino di ascoltarle. Questo non significa che sono schiavi mentalmente della “Torre di Guardia” o di “JW.org”. Semplicemente hanno scelto Geova e gli “scandali” che coinvolgono l’organizzazione non li toccano più di tanto.

Non è una questione di neuroni ma di fede. Loro hanno scelto Geova e le sue promesse di vita eterna. Sono così proiettati al futuro che il presente li scalfisce poco o niente. Il passato per loro è già passato. Quello che succede al presente, domani sarà dimenticato. A questi interessa l’attesa che sperano e per la quale vivono.

Anche se la barca fa acqua da tutte le parti a loro interessa poco. L’importante è che la barca arrivi a destinazione, anche quando i “timonieri” commettono gravi errori di rotta, non solo nei confronti dei proclamatori inattivi o di quelli che vengono allontanati, ma anche verso gli stessi proclamatori attivi.

Grazie all’uso di Internet diversi Testimoni sinceri, che si trovano dentro questo barcone, lottano per un miglioramento e lo fanno in forma anonima. Sull’anonimato ci sarebbe da fare un discorso a parte. Comunque, la Bibbia non solo condanna ma parla apertamente di omicidio, stupro, incesto, vendetta, tradimento, ribellione, apostasia, rinnegamento, guerre, tragedie, insomma, oltre che di cose buone, la Bibbia parla anche di queste nefandezze e di chi le commette.

Non si capisce come mai l’organizzazione proibisca di parlare di quelli che considera “apostati e ribelli”, equiparandoli ai perfidi peccatori, come se non ci fosse nessuna soluzione in merito se non quella adottata in maniera del tutto arbitraria, di non parlare e di non aver contatti con nessuno di loro. E nemmeno di salutarli.

Imporre questa veduta costringe chi la pensa diversamente a ricorrere all’anonimato per evitare conseguenze disciplinari. Geova stesso parla apertamente di queste cose nella sua Parola. Si vuole tappare la bocca pure a Geova? Imporre anche a lui di non salutare e di non ricevere nella sua casa tali persone che hanno idee diverse dall’organizzazione?  Ci si vuole mettere alla pari se non al di sopra di Geova e stabilire chi merita di adorarlo e chi invece è meritevole di provvedimenti disciplinari?

USARE IL CERVELLO DI CHI?

Qualche giorno fa, i testimoni di Geova italiani sono stati incoraggiati a usare il cervello e a ragionare in termini di principi se si vuole essere “alberi ben radicati”. Se ogni testimone deve usare il suo cervello, non si capisce ancora una volta, come mai le modalità di studio della Bibbia prevedono sia domande che risposte prestampate. Il cervello di chi viene usato se un Testimone vuole fare una personale analisi critica delle Scritture?

Se malauguratamente qualcuno fa una domanda o una riflessione diversa da quanto scritto nelle pubblicazioni viene come minimo ripreso o addirittura tacciato di apostasia. Quale cervello si deve usare in questi casi? Non tutte le domande sono pericolose per la propria fede. Molti cristiani hanno scoperto che la loro fede passa attraverso le domande e le risposte di Dio. Si pensa forse che Geova non sia in grado con la sua Parola di dare risposte a chiunque, anche a chi accusa? Anche se tra questi ci sono gli organi di stampa?

Ogni domanda nuova non sempre è provocatoria. E comunque, non esistono domande nuove, perché esistono già nella Bibbia risposte scritte e adeguate a ogni tempo. Le risposte che si trovano nella Bibbia sono le migliori, anche alle domande peggiori.

Le risposte prestampate non aiutano il cervello a svilupparsi né seguono una logica personale. Il pensiero unico del comitato scrittori e approvato dal corpo direttivo potrebbe rivelarsi peggiore di tanti pensieri diversi fra loro. Ogni Testimone deve essere messo nelle condizioni di saper valutare ciò che gli appare difficile da comprendere. E’ paradossale, come da una parte si incoraggia a usare il proprio cervello e dall’altra si diffida di “chi pensa troppo”. Semmai è ragionevole diffidare di “chi pensa poco”.

fulmineFULMINATI?

Ci sono scrittori della Bibbia e grandi uomini di fede che hanno addirittura avuto discussioni con Dio e non sono stati fulminati né disassociati come apostati per avere osato tanto. Basti pensare ad Abraamo, a Mosè, a Giobbe o ai suoi falsi confortatori, solo per citarne alcuni.

Inoltre, Gesù non è mai fuggito di fronte alle domande, sia quelle scomode che quelle accusatorie. E nemmeno di fronte all’indifferenza dei capi religiosi che tenevano in piedi un sistema religioso colossale. Costoro fingevano purezza e compassione che in realtà non possedevano. E’ la presenza di questi ipocriti che dà agli altri l’opportunità di criticare la fede di tutti. Solo gli ipocriti hanno paura di un confronto, perché prima o poi saranno smascherati.

E’ illusorio aspettarsi notevoli cambiamenti all’interno di questa struttura monolitica, né sperare che un giorno sia abbattuta, come si augurano molti oppositori. I cambiamenti che ci sono stati e che seguiranno saranno sempre per il beneficio di se stessa, cioè prima l’interesse dell’organizzazione e poi quello di tutto il resto. Innovatori, riformisti, critici e oppositori, è il caso di mettersi l’anima in pace.

Si, ci sarà sempre qualcuno che decide di allontanarsi dalla casa madre, ma la maggior parte dei Testimoni conservatori ha già fatto la sua scelta: seguire Geova e sperare nelle sue promesse. Essi dicono: “Al di fuori di Dio e delle sue promesse, cos’altro propongono di più importante gli altri per seguirli?”

La pubblicità negativa che viene fatta alla loro organizzazione, i Testimoni la considerano fuffa, nient’altro che ciarpame. Il motivo? Perché anch’essi, come tutti gli inattivi e gli ex testimoni di Geova, sono vittime di quelle vittime fulminate da un corto circuito spirituale. In attesa che qualcuno lassù lo ripari.

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Commenti (1)

  • Lude

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    grazie per avermi ancora una volta datomi la convinzione che se penso certe cose è perchè uso il cervello e non perchè sono poco spirituale.
    Un caro amico in relazione al discorso di Reino circa le radici ben affondate nel terreno, ha immaginato quei begli alberi che nei vivai sono messi in grandi catini neri, quegli alberi hanno le radici affossate, profonde, ma sempre dentro al vaso si devono sviluppare, e a far questo si attorcigliano sempre di più intorno al vaso stesso. Ma se dovesse venire un’alluvione, alias delle vere prove, verrebbero spazzati via…il vaso può essere paragonato alla limitazione della nostra conoscenza e dell’uso del nostro cervello che deve restare solo nell’ambito dei ragionamenti e pubblicazioni jw.org. Leggendo la Bibbia per esempio, meditare su di essa, potremmo veramente essere come alberi con radici profonde su terreni ampi, dove poter attingere acqua e rafforzarci…. e sarebbe molto bello poter parlare apertamente di come abbiamo capito certi principi. Geova non si sottrasse mai agli interrogatori o alle manifestazioni dubbiose dei suoi fedeli servitori, eppure parlavano direttamente con lui, Gedeone per es….. e fammi trovare il vello bagnato, poi, non sono ancora sicuro, e fammelo trovare asciutto…. e Geova pazientemente ascoltò e cercò di dissipare i dubbi. non disse: aò ma che te credi che stò a pettinà le bambole?? o lo capisci o ne piglio un’altro e te faccio sbranà da un leone ….
    Mi ricorda la risposta di qualcuno, ..vabbè siamo in un circuito corto…nel senso del ristretto

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