Cosa spinge a cambiare fede

Certezze, dubbi, abiura e scomunica

Cosa si intende per conversione religiosa?

Una riflessione, che prende spunto da alcuni articoli di giornali sulla conversione di una giovane cooperante milanese rapita e poi liberata. Quello che ci interessa è sapere il vero significato di conversione, secondo quanto riportato nella Bibbia.  

Nel linguaggio comune religioso, la conversione è il passaggio a un’altra religione. Indica un mutamento radicale di fede. Non ci si converte da soli, senza l’aiuto di qualcuno. Gesù insegnò ai suoi seguaci a persuadere gli altri ragionando sulle Scritture. La conversione forzata è sbagliata, così come è sbagliato costringere qualcuno a cambiare religione.

Cambiare religione è una scelta personale. Per essere gradita a Dio l’adorazione deve venire dal cuore e non deve esserci coercizione. Conversione significa “tornare, allontanarsi, voltarsi”. Usata in senso spirituale e positivo, si riferisce al tornare a Dio abbandonando una precedente via sbagliata.

Prima della conversione c’è il pentimento di una condotta disapprovata da Dio. La conversione richiede più che un semplice stato d’animo o parole: ci vogliono tempo e sforzi per fare “opere degne di pentimento”. Ci vuole un mutato modo di pensare e una forza morale nuova. Il sincero pentimento produce forza, spinge a cambiare strada. Dopo il pentimento e la conversione per essere accettati da Dio bisogna dedicarsi a lui tramite il battesimo.

Si tratta di un percorso lungo ed è frutto di una decisione libera e volontaria, fatta con coscienza pura dopo un approfondimento della conoscenza di Dio e dopo aver dato dimostrazione di opere e azioni messe in pratica e non di parole.

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L’articolista, Fabrizio Cannone, ha la laurea in lettere, il dottorato di ricerca in storia del cristianesimo e la laurea in scienze religiose. È autore di saggi religiosi e ha scritto per diverse riviste cattoliche.

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“Sul caso Romano i vescovi italiani confondono conversione e apostasia” è il titolo dell’articolo pubblicato dal quotidiano la Verità il 13 maggio 2020. Il ragionamento di Cannone, basandosi sul Codice di diritto canonico, è che «il ripudio della fede cristiana» da parte del battezzato è apostasia (canone 751). La conseguenza è la scomunica (c.1364) e la privazione delle esequie ecclesiastiche (c.1184). Il suo articolo mira alla reazione confusa che hanno avuto alcuni ecclesiastici riguardo alla dottrina in questione, e non tanto sulla decisione presa dalla giovane.

Un altro articolo, dal titolo “Cosa spinge a cambiare fede”, è stato pubblicato da Libero. Nel romanzo L’eroe, l’autore Pino Farinotti racconta di un sociologo in crisi esistenziale che si innamora di una tunisina. In seguito scopre la vitalità dell’Islam e rimane colpito dalle certezze granitiche dei musulmani che non hanno dubbi in quello che credono.

Dopo una sfida apologetica tra lui, cristiano e uno sceicco nazionalista saudita, musulmano, con laurea a Oxford, decide di difendere il residuo di fede che ancora gli rimane compiendo un gesto estremo in una moschea. Leggete l’articolo tutto d’un fiato, ci sono spunti su cui riflettere riguardo alle conseguenze che derivano dalle incrollabili certezze cristiane e musulmane.

Questi due articoli sembrano non avere nulla in comune. In realtà dicono molto. Ogni credente ha le sue convinzioni ed è certo che siano le uniche giuste. Inoltre c’è sempre una diversità di reazioni quando un credente cambia la sua religione per un’altra.

Qualsiasi sia il motivo che spinge a convertirsi, c’è sempre una reazione altrui, positiva o negativa, raramente neutra, indipendentemente dalle circostanze che spingono a convertirsi. Il punto importante è, perché si decide in maniera risoluta di rimanere saldi nella propria fede o si è determinati a cambiare a prescindere dalle conseguenze e dalle circostanze?

«Di’ loro: “Come io vivo”, è l’espressione del Sovrano Signore Geova, “non provo diletto nella morte del malvagio, ma in quanto qualcuno malvagio si ritrae dalla sua via ed effettivamente continua a vivere”». (Ezechiele 33:11)

«Pentitevi, perciò, e convertitevi perché i vostri peccati siano cancellati, affinché vengano dalla persona di Geova stagioni di ristoro». (Atti 3:19)

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