Siamo così intelligenti da apprezzare l’intelligenza degli animali?

Non pensavamo che l’articolo La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco suscitasse tanta curiosità da proporre un altro articolo del genere. Speriamo che anche il simposio creazione-perseveranza provochi lo stesso entusiasmo ai congressi di zona

La prefazione del libro all’edizione italiana è di Telmo Pievani, ordinario di filosofia delle scienze biologiche presso l’università degli studi di Padova. Evoluzionista convinto, scrive: “Ogni essere vivente è cibo per qualcun altro (…) Il ‘regno di pace’ profetizzato da Isaia (11,6-9) non è storia naturale alternativa, semmai un invito messianico e metaforico a trasformare le menti umane. Dunque, il lupo e l’agnello non vivranno insieme, il leopardo non si sdraierà accanto al capretto, i cuccioli di vitello e di leone non si nutriranno dalla stessa mangiatoia, vacche e orsi non pascoleranno insieme, e gli aspidi continueranno a mordere”.

La natura, così come la conosciamo, è indifferente alla morte e alla sofferenza e questo disorienta l’essere umano. Per Matt Simon, l’autore del libro in questione, ed evoluzionista, “gli animali hanno non pochi problemi e l’evoluzione è la più grande forza della Terra che può risolverli, ma anche quella che li genera”. E’ chiaro che i credenti non la pensano così. Non siamo qui per disquisire sulla Creazione o sull’Evoluzione, quello che ci interessa è se siamo così intelligenti da apprendere lezioni di vita utili da animali intelligenti o saggiamente istintivi. In genere chi è meglio equipaggiato sfugge ai predatori e riesce a sopravvivere ai pericoli.

L’ANTECHINO. A chi non piace fare sesso da matti? Il sesso nel regno animale (spesso anche in quello umano) è più ridicolo di quanto possiate immaginarvi. L’antechino fa sesso da morire, con più partner. Muore letteralmente di sesso. Vive solo per fare figli. Tre settimane intere di follie, notte e giorno, a fare sesso fino a perdere il pelo e a diventare uno zombie cieco. Riesce a sopravvivere per tre settimane grazie all’enorme quantità di zuccheri che il testosterone mobilita. Ha degli enormi testicoli che gli permettono di copulare per quattordici ore di fila. Rimane stecchito solo quando non ha più testosterone in corpo. Morale per i comuni mortali: non siate troppo sessuofobi, ma nemmeno pensate ossessivamente al sesso, perché alla fine porta alla morte morale e spirituale. A dirla tutta, molti assatanati di sesso, vorrebbero morire in questo modo. (La “morale” è un’applicazione che facciamo noi di inattivopuntoinfo, ndr).

LA RANA PESCATRICE. Luce dei miei occhi, lampada sulla mia testa. Vive come una palla di calcio acquatico. Nelle oscurità degli abissi, la rana pescatrice, come circa il 90 per cento degli organismi usa la bioluminescenza. E’ come se avesse una lampadina in testa. Se da una parte è pericolosa perché segnala nel buio la propria presenza e quindi diventare un potenziale boccone per un predatore, dall’altra, grazie a questi sprazzi di luce, riesce a comunicare e attrarre, ma anche difendersi. Se vuole suicidarsi, decidendo di essere una vittima sacrificale, il predatore trasparente che ingerisce un pezzo luminoso del suo corpo, continuerà a brillare nello stomaco, così che il predatore diventa a sua volta una preda vistosa. “Morale”: pensa a illuminare prima la tua di strada e poi quella degli altri, prestando attenzione che la troppa luce della Parola di Dio per farsi solo notare o per farne mostra, mette nelle condizioni di essere un buon pasto per i predatori spirituali. La luce di Dio serve a “dirigere il proprio cammino”.

IL BRUCO ASPIDE. L’illustrazione a fianco è presa dal libro, dove si nota la folta capigliatura simile a quella di Trump. Il bruco aspide non usa il gel per i capelli ma una sostanza irritante, così irritante da mandare in panico chi glieli tocca. Alcuni che hanno avuto la sfortuna di toccarli è come se fossero stati presi a martellate. Le farfalle e le falene amano andare dal parrucchiere per farsi pettinature elettrizzanti. A ogni muta il bruco adotta una pettinatura sempre più ricercata e voluminosa come quella afro, solo che al posto dei ricci, ha spine velenose per potersi difendere. Insomma, state alla larga dai bruchi capelloni. Morale: non infastidite troppo quelli un po’ bruttarelli né prendeteli in giro per i loro capelli. Possono urticarvi. Nel tempo il bruco si trasforma in una bellissima farfalla. Anche ai bruttarelli viene data l’opportunità di diventare belli in senso spirituale.

IL PANGOLINO. Assomiglia a una lucertola e ha il corpo rivestito di affilate squame sovrapposte che lo fanno sembrare un carciofo. E’ talmente corazzato che assomiglia a un Panzer Tiger, uno dei più famosi carri armati tedeschi. Queste squame sono fatte di cheratina. Nemmeno un leone riesce a scalfire la corazza. Qui la morale è scontata: se Geova ha dotato un animaletto di una corazza d’acciaio, figuriamoci che corazza spirituale indossa il cristiano per proteggere il cuore simbolico.

IL GAMBERO PISTOLERO. Una delle sue chele, assume la forma di una pistola. Spara proiettili d’acqua alla velocità di circa 100 Km/h, all’interno di queste bolle che si formano, la temperatura raggiunge i 4500°C, che producono onde d’urto da superare i 200 decibel come un jet al decollo. E’ l’animale più rumoroso dei sette mari. La sua chela è come un rock. Ma anche efficiente e preparato nel difendere la sua specie e la regina in particolare. Questi crostacei intimidiscono già da soli, ma in gruppo, formano eserciti formidabili e fortezze inespugnabili. Sono animali altamente sociali. I sottomarini militari hanno sfruttato l’intensità di questo suono per confondere i sonar nemici. Morale: anche le armi del cristiano sono potenti. Rovesciano trincee, ragionamenti e cose innalzate contro Dio. Anche i pensieri diventano ubbidienti. (2 Cor 10:3-5)

L’AXOLOTL Non si tratta di una parola elfica come quella dei Signori dell’anello. E’ il nome di una salamandra messicana che ha la capacità di rigenerarsi gli arti qualora li perdesse in combattimento. Matt Simon, racconta di un laboratorio di rigenerazione di un’università americana dove venivano tagliati gli arti a una salamandra viva. Nel suo corpo non si formano cicatrici. Attraverso una serie di passaggi e grazie a delle proteine che promuovono lo sviluppo dei tessuti, la salamandra riesce a rigenerare l’arto tagliato. Gli scienziati stanno per sfruttare la forza dei fattori di crescita associati a questi geni per indurre una simile generazione anche negli esseri umani. Pensano che sia solo una questione di tempo. Nel frattempo, per chi ci crede ed è privo di un arto o ha una malformazione, può trovare consolazione nella speranza di rigenerazione, in Isaia 35:5.6, dove “gli occhi dei ciechi saranno aperti, gli orecchi dei sordi sturati, lo zoppo salterà come un cervo, e il muto riavrà la sua lingua per gridare di gioia”.

Leggendo il libro ci siamo divertiti in questa bizzarria zoologica e speriamo che vi siate divertiti anche voi con questo articolo. In natura esiste una continua escalation di ingegnosità che certi esseri viventi si inventano per sopravvivere. La lettura ironica e divertente è consigliata a tutti quelli che vogliono imparare dalla creazione senza dover ricorrere a spiegazioni scientifiche o a modi arzigogolati da far venire il mal di testa. In natura vi è di tutto, di più e il contrario di tutto. La mente umana ha ancora molte cose da scoprire e da imparare dalla creazione. Tutto è bello e meraviglioso in natura, perché la natura è l’arte di Dio.

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