CRISTIANI SOTTO LA CENERE

Nel linguaggio comune, la cenere è la polvere grigia, residuo della combustione di legna, carbone, carta. Il termine cenere è usato di frequente nelle Scritture, spesso con significato simbolico. A noi di inattivo.info piace paragonare i cristiani che non predicano più a cristiani sotto la cenere. E vi spieghiamo perché.

Ci sono vari modi di dire che hanno relazione con la cenere. Ad esempio, “covare sotto le ceneri” è riferito a un’azione nascosta in vista di una sua esplosione;  “diventare cenere” vuol significare morire, cessare di esistere; “ridursi in cenere” indica, non solo rovinarsi, ma anche vedere sfumare un progetto o una aspettativa disattesa. Ma la locuzione che più ci interessa è “risorgere o rinascere dalle proprie ceneri”.

Il detto si collega all’Araba Fenice, un mitico uccello, che si bruciava da sé per poi rinascere dalle proprie ceneri. Allo stesso modo, alcuni cristiani non più attivi, sono in grado di imparare dal passato e dalle loro cadute per rinascere più forti di prima. Ci riferiamo ai cristiani che risorgono dalle ceneri del loro passato e della loro sofferenza, per ricostruirsi una nuova vita spirituale.

Il cristiano “inattivo” può rinascere a nuova vita dopo un’esperienza traumatica?

Non è facile risollevarsi dopo la fine di una storia dolorosa. Per lo psichiatra Paolo Crepet, alcuni rimangono bloccati per paura di cambiare, “è come trascorrere la propria vita in cantina”. In realtà, per alcuni cristiani ritornati a Geova, la fine di una storia, spesso si è rivelata l’inizio di un’altra più soddisfacente.

L’osso diventa più forte dove si è spezzato.

Nei tempi biblici, la cenere era anche simbolo di cose insignificanti o senza valore. Inoltre, c’era l’usanza di sedere in mezzo alla cenere o di spargersela addosso in segno di cordoglio, umiliazione e pentimento. Profondo sconforto e afflizione sono messi figurativamente in relazione col ‘mangiare cenere’. Giobbe paragonò le parole dei suoi falsi confortatori a “proverbi di cenere”. (Giobbe 13:12).

Paolo fece riferimento alla purificazione simbolica della carne mediante “la cenere di una giovenca” per evidenziare la purificazione della “coscienza dalle opere morte” resa possibile mediante “il sangue del Cristo”.  (Eb 9:13, 14).

Abbiamo messo di proposito dei riferimenti scritturali sulla cenere perché alcuni fratelli non più operosi come prima potrebbero sentirsi insignificanti, senza alcun valore. Vivono alcuni aspetti della loro esistenza, come se fossero cosparsi di cenere a motivo di cordoglio o di afflizione. Altri invece vengono “confortati” con parole di “cenere”, che bruciano fino a ridurre in cenere.

Chi vive una condizione del genere può mostrare fede nel sacrificio di Geù che rende possibile al cristiano “bruciato e incenerito” una rinascita in tutti i sensi. Molti di questi fratelli sono come la brace in attesa che la loro fiamma si rinvigorisca dopo la pulizia della cenere che hanno addosso.

Comunque, la cenere non sempre è una cosa negativa, essa è una conseguenza del fuoco. Diventa un problema quando soffoca la brace. Perciò, cari fratelli lontani, vivere momentaneamente sotto la cenere non è necessariamente un aspetto negativo. La vostra fiammella d’amore può ancora ritornare a risplendere in maniera scintillante. Molto dipende da voi: rimanere coperti sotto la cenere o rendere fiammeggiante il vostro ardore e le vostre vampate di devozione a Dio.

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