Curano chi è normale e non curano il malato

La sofferenza del proclamatore creativo che gli anziani non considerano “normale”


Nelle congregazioni si incontrano spesso fratelli e sorelle dotati di sanità di mente che soffrono a causa diun loro mancato inserimento tra i tdG. Si tratta di proclamatori che hanno una sensibilità creativa e una grande capacità empatica. Soffrire non è sinonimo di malattia spirituale e non necessariamente questi fratelli hanno bisogno di una cura per guarire dalla creatività.

Intanto la creatività non è una malattia ma un dono di Dio, che come tutti i doni spirituali sono visti con invidia e ignoranza. Essere troppo sani in un mondo malato procura dolore, diversità ed emarginazione.

I creativi hanno una grande capacità di amare, di cambiare, di sperimentare, di crearsi nuove mete e nuovi metodi per raggiungerle. Per loro la vita ha un significato diverso per ogni individuo e per questo motivo fanno fatica ad omologarsi a una vita standard, regolata da norme e comandi. Questi cristiani non amano competere, sopraffare, comandare. Sono incapaci di sfruttare le debolezze altrui perché sono persone che si sforzano di mettersi nei panni di chi soffre.

In qualsiasi organizzazione non sono ben visti perché sono portatori di un sapere che non piace a chi comnda e a chi non ama la cultura. I loro ideali non sempre sono compresi dalla maggioranza. Pur seguendo la stessa religione, per loro conta di più una spiritualità interiore rispetto a quella esteriore fatta di formalismi. Per questo sono incompresi e considerati “malati”. Pagano le conseguenze delle proprie scelte perché difficilmente scendono a compromessi. Non sono tdG assoggettabili alla massa. Non sono facilmente imitabili e difficilmente smuovono la folla con le loro idee. Sono tdG con un’anima “normale” in un mondo tutt’altro che “sano”.

Anziani smettetela di curare pecore sane e non inventatevi malattie spirituali inesistenti. Anche quando le vostre sono intenzioni buone potreste perdere il buon senso nel prendere decisioni che riguardano i fratelli normali. Non siete farmacisti che a tutti i costi devono vendere pillole e supposte. Usate cautela. La maggior parte delle “cure” non richieste per presunti problemi spirituali viene fatta da anziani con poca esperienza e con scarsa conoscenza spirituale.

Una diagnosi accurata della spiritualità dei fratelli può fare del gran bene, una sbagliata può causare un gran danno. Accettare una cura è nella vita di una persona un momento importante e tutto questo comporta tempo e ricerca e forse più e più visite. Troppi fratelli stanno prendendo “farmaci” di cui non hanno bisogno. La cosa giusta oggi è fornire cure migliori a chi davvero ne ha bisogno e smettere di darle inutilmente a chi non ne ha bisogno.

Quanti fratelli avrebbero evitato l’inattività se fossero stati trattati da persone “normali” e non da malati? e quanti fratelli “malati” se fossero stati curati in tempo non sarebbero diventati inattivi? Certi anziani malati travestiti da medici chi li cura?

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