Dai proattivi agli inattivi. Un bel salto non c’è che dire

pennaCari fratelli di inattivo.info, mi unisco a voi nel sostegno che date agli inattivi.

Negli anni dal 1999 al 2004, l’Organizzazione aveva dato forma a un nuovo servizio pubblico con l’obiettivo di migliorare l’immagine dei testimoni di Geova, vittime da anni di una disinformazione mediatica. Il Corpo Direttivo decise che in Europa, gli uffici legali, i comitati di assistenza sanitaria e i reparti stampa avrebbero cooperato insieme con l’Ufficio Relazioni Pubbliche dei testimoni di Geova.

In quel periodo il governo italiano era favorevole a una bozza d’intesa (in seguito approvata) in vista di un’intesa ufficiale tra lo Stato Italiano e la Congregazione Cristiana dei testimoni di Geova, intesa tuttora osteggiata e purtroppo accantonata nei meandri parlamentari.
Legittimamente i Testimoni di Geova presentarono alla Commissione Affari Costituzionali una serie di documenti che dimostravano l’infondatezza delle accuse.  Si trattava di critiche che provenivano per lo più da ambienti ostili, sorti con l’intento di fermare con ogni mezzo l’Intesa

“Proactive”

Era la parola chiave di quel programma di informazione, cioè attivarsi prima del sorgere di un problema e coinvolgeva uomini fidati e capaci scelti tra i vari membri dei comitati sanitari e del servizio stampa. Furono nominati quindici coordinatori regionali, che sotto la direttiva del nuovo Ufficio Relazioni Pubbliche ebbero l’incarico di contattare personalità di spicco nell’ambito della magistratura, della sanità, dei media e del mondo accademico.

Addestrati presso la Betel di Roma e aiutati da altri due rappresentanti stampa esemplari, i Coordinatori Regionali avevano il compito di contattare i tribunali italiani, le università, i direttori dei media (stampa e televisione) e i giornalisti che si occupavano di medicina. A ognuno di loro veniva consegnato un dossier che conteneva fonti normative e deontologiche, giurisprudenziali e dottrinali, nonché articoli di giornali di taglio positivo su interventi chirurgici eseguiti senza l’uso del sangue.

Era un’opera molto impegnativa mai fatta in passato e questi uomini impiegarono più di un anno per completarla. I risultati furono eccellenti. Molti cambiarono opinione su di noi. Inoltre, furono pubblicate centinaia di articoli positivi e in tanti diedero la disponibilità a fornirci il loro aiuto qualora fosse necessario. In seguito, sotto la direttiva delle Relazioni Pubbliche, furono organizzati una serie d’incontri, convegni e studi   sull’utilizzo del sangue e le sue alternative in chirurgia.

Oltre a ciò e con grande intuizione, si diede inizio a una serie di mostre sia sui triangoli viola, così chiamati dai nazisti i testimoni di Geova rinchiusi nei campi di concentramento, sia sulla persecuzione sotto il regime comunista. Fu una grande opportunità per far conoscere all’opinione pubblica fatti storici sconosciuti che ci riguardavano direttamente. Grazie a queste mostre espositive milioni di visitatori in Italia e in Europa ebbero l’opportunità di apprezzare l’integrità dei nostri fratelli perseguitati. I giornali nazionali cominciarono a dare risalto a questi eventi.

Alcuni storici favorevolmente colpiti da queste tragedie scrissero articoli su riviste specializzate e inserirono nelle loro ricerche storiche anche la persecuzione nazista dei nostri fratelli. Per di più, grazie a interventi chirurgici, particolarmente difficoltosi, effettuati con successo senza l’uso del sangue, giornalisti specializzati nel campo della medicina diffusero notizie sulle tecniche alternative alle trasfusioni di sangue. Personalità della politica che parteciparono a questi incontri come relatori diedero un notevole contributo alla nostra causa.

proactive

Finalmente si respirava un’aria nuova tra i testimoni di Geova. Molti fratelli collaborarono con le Relazioni Pubbliche donando il loro tempo e i loro talenti. Cresceva sempre di più lo spirito d’iniziativa nell’ambito sociale, culturale e sanitario. Attraverso la rivista Svegliatevi! seguirono altre campagne sulla droga, sui disturbi dell’umore, sulle tecniche alternative al sangue, sulle forze dell’ordine.

Furono anche distribuite alle autorità scolastiche migliaia di Svegliatevi! che trattavano il tema dell’evoluzione. Inoltre furono contattati molti insegnanti e presidi per la proiezione nelle classi del video Saldi . Persino nei penitenziari, le autorità carcerarie avevano autorizzato i fratelli ministri di culto a proiettare un video sulla tossicodipendenza. Muovevano i primi passi anche gli stand con le pubblicazioni in bella vista posizionati nei centri affollati delle grandi città.

Le persone venivano avvicinate per iniziare conversazioni bibliche o incoraggiate a prendere dai tavoli le riviste che più interessavano loro. Era molto diverso e più coinvolgente del totem e delle belle statuine di adesso. Emerse un nuovo modo di dare testimonianza a persone difficilmente raggiungibili di casa in casa. Molte di queste personalità, non testimoni di Geova, che parteciparono come relatori ai convegni, ebbero l’opportunità di testimoniare ad altri, fatti che riguardavano il popolo di Geova. Da non crederci! Centinaia e centinaia di incontri servirono per glorificare Geova in modi “insoliti”.

Improvvisamente le finestre aperte sull’universo culturale furono chiuse. Cominciarono a cambiare molte cose. Secondo le direttive ricevute, queste iniziative avevano raggiunto il loro scopo e non esistevano più i motivi per continuare a organizzarle. In poco tempo cessò di esistere la figura del Coordinatore Regionale. Le personalità del mondo della politica, della cultura, della medicina e dell’informazione non furono più seguite come prima.

Alcuni rappresentanti stampa furono sostituiti con altri (in modo pessimo) dal sorvegliante di turno. Fu così dilapidato un patrimonio di contatti con personalità importanti favorevoli ai nostri propositi. Persino l’Ufficio Relazioni Pubbliche fu ridimensionato. Furono abbandonati anche quei progetti con le amministrazioni comunali e regionali favorevoli in quel periodo alla concessione di terreni da utilizzare per la costruzione di nuove Sale per le Assemblee.

Ho conosciuto alcuni di questi fratelli che hanno dato l’anima per glorificare Geova e neanche sotto tortura confesserebbero la loro delusione e amarezza per come sono andate le cose, né direbbero, in nome di una coscienza fin troppo addestrata alla lealtà e sottomissione, una sola parola contro chi ha gestito il dopo. Un bel salto non c’è che dire: dai proattivi agli inattivi.

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