Dal cantico 44: «Mi aiuterai, mi rialzerai / e il cuore mio tu fascerai».

La preghiera di chi è afflitto è il titolo del cantico 44, tratto dal Salmo 4:1 “Quando ti invoco, rispondimi, o mio Dio giusto. Procurami una via di fuga dalle mie angosce. Concedimi il tuo favore e ascolta la mia preghiera”.

Il salmista si rivolge a Geova in preghiera chiedendogli di procurargli una via di fuga, non dalla congregazione, ma dalle angosce che lo affliggono. Capita che qualcuno ci offenda, in questo caso il salmo 4:4 ci consiglia: “Adiratevi, ma non peccate. Sfogatevi nel vostro cuore, nel vostro letto, ma tacete”.

Possiamo esprimere i nostri sentimenti in merito pregando in privato, nel nostro letto. Se preghiamo riguardo al problema, potremmo vederlo in una luce diversa e sentirci spinti a perdonare per amore.

Anche le parole del cantico 44 ci indicano di aprire il cuore a Geova quando le ferite e le delusioni sono tante e i carichi da portare diventano pesanti. Geova aiuta, rialza chi è caduto e fascia le sue ferite, come nel caso dei fratelli lontani che desiderano ritornare da lui.

In questo modo aumenta sempre più la speranza di vedere la luce fuori dal tunnel. Anche quando dal nostro cuore provengono gemiti inespressi, le parole di Dio sono di conforto, come se si avvertisse la sua presenza. Geova ci capisce nonostante il cuore ci condanni.

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