Devi distaccarti dalle ferite del passato se vuoi reinventare la tua vita

A causa di un trauma può capitare di rimanere intrappolato agli eventi dolorosi del passato e di riviverli per attirare l’attenzione o la commiserazione degli altri. Alcuni sfruttano queste ferite per avere un forte potere su chi li ascolta.

Rimanere ancorati a fatti dolorosi del passato impedisce di godere la vita e di fare progresso spirituale e rafforza l’immagine di sé stesso come sfortunato. Inoltre, protrarre il proprio stato di sofferenza, raccontando continuamente queste esperienze, fa credere che la soluzione sia sempre più irraggiungibile. La tua biografia diventa la tua biologia che a sua volta diventa una mancanza di realizzazione spirituale. Chi rimane nel dolore del suo passato trasmette una negatività alle cellule del corpo, che dopo un certo tempo diventa incapace di guarire.

È solo un’illusione pensare che evidenziare la propria storia dia potere sul prossimo. Esibire esperienze dolorose successe in congregazione, con forti accuse di insensibilità al modo come siete stati trattati dai fratelli non fa altro che rafforzare l’idea che non siete in grado di liberarvi di queste gabbie. In questo modo diventate respingenti e non attraenti. Dovete mostrare cautela quando raccontate certi fatti. Certe storie di dolore sono come una barca che serve ad attraversare la riva da una parte all’altra. Servono soltanto a proseguire oltre, fino a raggiungere la riva della vita.

Siate onesti quando vi fanno notare che la vostra storia, continuamente raccontata e ripetuta, alla fine stanca e non serve altro che a commiserarvi. Accettate i consigli e non prendetevela a male se volete uscire dal pantano della sofferenza psichica. Tornare in continuazione indietro con la mente a fatti traumatici serve solo a farvi stare male. Nessuno vi costringe a farlo se non voi stessi. Un simile atteggiamento non vi rafforza spiritualmente ed emotivamente. Lo si nota che siete rimasti indietro perché traspare dal risentimento che ci mettete quando parlate di certi fatti, dall’amarezza che emerge quando discutete, dal fatto che non sapete liberarvi dal linguaggio dell’accusa e dell’auto-commiserazione. Non riuscite a perdonarvi né a lasciare alle spalle lo spirito della vendetta. Non fate posto al perdono e all’amore. Qualsiasi religione insegna il perdono. La stessa psicologia incoraggia questo cammino.

A volte è solo una questione di buon senso. Se siete attratti dall’energia negativa di questo mondo, come può lo spirito di Dio raggiungervi? Non ci ha Dio resi viventi benché un tempo morti nei nostri errori e nei peccati? Non ci ha lo Spirito di Dio liberati dalle cose di questo sistema secondo cui il governante dell’autorità dell’aria, opera nei figli di disubbidienza? Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore col quale ci amò, non ci ha reso partecipe abbondantemente delle benedizioni in Cristo? Voi che una volta eravate lontani, non vi siete avvicinati a Geova mediante il sangue del Cristo, nostra pace? (Efesini 2:1-14).

ATTINGERE ALLA FORZA DIVINA

  • Fate ciò che amate e amate ciò che fate invece di lamentarvi in continuazione. Resistete alla tentazione di raccontare gli eventi traumatici al primo venuto.
  • Mettetevi in sintonia con lo spirito di Dio e non con quello di questo mondo.
  • Liberatevi dal pessimismo e dal risentimento quando vi rivolgete agli altri. Sostituite certe parole distruttive con parole edificanti.
  • Se ritornate a parlare del vostro passato ricordatevi che l’energia che trasmettete agli altri è regressiva e che molto spesso questa energia negativa ritorna inesorabilmente al mittente.
  • Siate tranquilli, il silenzio e la preghiera sono fonte di nutrimento spirituale per la vostra anima.
  • Leggete storie edificanti ogni volta che vi è possibile. Non prestate ascolto a fatti negativi che potrebbero scatenare la vostra rabbia.
  • Circondatevi di persone e di cose belle e praticate la gentilezza.
  • Desistete dal bisogno di voler ragione a ogni costo. Optate per la pace interiore.
  • Liberatevi dalla tendenza a credere che in congregazione o che questo mondo sia pieno di gente malvagia e iniziate a cercare il bene delle persone. Riscontrerete che per ogni azione cattiva ci sono innumerevoli atti di bontà.

Abbiate fiducia in voi stessi e nella divina saggezza di chi vi ha dato la vita. Non separatevi dal vostro ambiente spirituale e dal potere che è dentro ciascuno di voi di poter attirare le persone in positivo. Nessuno è condannato a un destino ingrato. Non perdete di vista quel processo creativo che continua a produrre il nostro essere unici con Dio. Smettete di credere che la vostra vita sia una vita sbagliata. Ricordate: nessuna ferita dura per sempre.

La capacità del corpo umano di ripararsi da solo

Il corpo umano ha la capacità di rimarginare le ferite e rigenerare i tessuti danneggiati. Il processo inizia nel momento in cui ci si procura una ferita. Tale processo è reso possibile da una serie di complesse funzioni cellulari. Entro pochi giorni il corpo inizia a sostituire i tessuti danneggiati, ridimensionare la ferita e riparare i vasi sanguigni lesionati. Infine, i tessuti cicatriziali rimodellano e rinforzano la zona danneggiata. “Siamo fatti in maniera tremendamente meravigliosa” (Salmo 139:14). Riflettete: Se il corpo umano è in grado di curare le ferite da solo e in poco tempo, indipendentemente dalla nostra volontà, che dire di noi e delle nostre ferite mentali “incurabili”?

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