Dio con la barba e i capelli bianchi

«Continuai a guardare: furono collocati dei troni e l’Antico di Giorni [“uno avanti (o anziano) nei giorni”] si sedette. La sua veste era bianca come la neve, e i suoi capelli erano come lana pura». Daniele 7:9, 10.

Questa del Dio con la barba e i capelli bianchi è una riflessione sull’invecchiamento nella società contemporanea, ossessionata dal giovalinismo e dal mito del corpo perfetto. Il tempo scorre inesorabile in una sola direzione: avanti. Non è concesso guardare dietro, c’è il rischio di finire come la biblica moglie di Lot o come Euridice, la bella moglie di Orfeo. L’umanità sembra in preda alla frenesia del domani, dimenticandosi ben presto del suo passato. Le nuove generazioni fanno fatica a ricordare ciò che altri sono stati prima di loro. Succede questo anche nelle congregazioni?

In Italia sono in aumento le persone anziane: 12 milioni di persone hanno più di 65 anni. Non abbiamo statistiche precise per quanto riguarda i testimoni di Geova, né quale sia l’età media dei proclamatori. Da quello che si nota nelle congregazioni e dal numero sempre crescente di quelli che vedono le adunanze in streaming, c’è da riflettere su quanto incida la terza età nelle congregazioni e tra gli stessi proclamatori anziani.

Questa riflessione nasce da una visita a una sorella molto avanti negli anni, da oltre 50 anni nella verità. Malata da tempo, il suo corpo non risponde più, sente meno, vede meno bene. Conosce la solitudine, la debolezza e la fragilità. Quando parliamo di Geova, i suoi occhi si illuminano, la sua voce diventa squillante. Prega continuamente Dio. “Parlare con Geova è la cosa più bella che mi è rimasta”, mi racconta con tanto calore da rimanere a bocca aperta. Tanta intimità con Dio è straordinaria. Era una proclamatrice modello, al servizio dei fratelli, fedele e amorevole. Ora non lo è più. È diventata inattiva, suo malgrado. Vorrebbe che qualcuno tenesse uno studio biblico a una persona interessata a casa sua. Desiderio che sembra dissolversi nel vuoto. Qualcuno soltanto va a fargli visita. Eppure, dalla sua bocca non ho mai sentito una parola fuori posto, né una lamentela. “I fratelli sono impegnati nella predicazione, gli manca il tempo per passare da me” mi dice con un tono amorevole. L’ho abbracciata e una goccia di lacrima è comparsa nei miei occhi.

Che tristezza quando il servizio di questi fedeli servitori di Geova viene dimenticato. Mi vengono in mente alcuni anziani che Rembrandt dipingeva nei suoi quadri con dei libri in mano, assorti nella lettura o con lo sguardo perso nel vuoto. Libri che fanno sognare incontri immaginari con persone che si vorrebbero conoscere almeno una volta nella vita. La vecchiaia priva di vecchi amici, morti tempo fa. Alcuni cercano nuovi amici nella Bibbia. Non togliamo le rughe a questi cari fratelli anziani, segni visibili della loro storia intensa.

“Non veniamo meno, ma anche se l’uomo che siamo di fuori deperisce, certamente l’uomo che siamo di dentro si rinnova di giorno in giorno”, disse l’apostolo Paolo (2 Corinti 4:16). Una bella immagine questa, che ne fa Paolo della vecchiaia. Anche se possiamo venire meno in senso esteriore, in senso interiore possiamo rinnovarci giorno dopo giorno, anno dopo anno. Presi dalla frenesia delle incombenze teocratiche non trascuriamo gli anziani d’età nelle congregazioni. Un tempo lontano questi cari fratelli anziani avevano un certo peso nelle congregazioni. I loro consigli erano rispettati da tutti, giovani inclusi.

Sto scrivendo questo articolo seduto su una panchina in un parco dove tanti bambini chiassosi e felici giocano con lo scivolo e l’altalena, sotto gli occhi vigili e attenti delle loro mamme. Mentre scrivo un signore con sua mamma anziana mi chiede se possono sedersi con me. Li guardo meravigliato, mentre il figlio tiene la mano di sua madre e sottovoce le chiede della sua salute, delle medicine e di altre cose. E’ così raro vedere un genitore anziano con il figlio che si scambiano affettuosamente pareri e consigli. Vorrei parlare con loro di quanto sto scrivendo, ma non me la sono sentita di interrompere questa intimità familiare. So bene cosa significhi accudire un genitore non più autosufficiente. Ho anch’io una certa età e un padre anziano disabile da assistere.

C’è una rimozione della vecchiaia in alcune congregazioni che fa male. In fondo, cosa chiedono i fratelli e le sorelle anziane se non una briciola di calore e di affetto? Ci costa così tanto? Un giorno diventeremo anche noi vecchi, se non arriva prima il nuovo mondo. Come ti sentiresti se dopo una vita impegnata nelle tante attività teocratiche ti ritrovassi solo e senza la vicinanza dei fratelli o dei tuoi familiari? D’altra parte, se oggi hai le forze per stare vicino ai fratelli anziani e non lo fai, per insensibilità, negligenza, ignoranza, non puoi aspettarti che quando sarai vecchio gli altri si comporteranno diversamente da come hai fatto tu. Chi semina affetto raccoglierà affetto.

Apprezziamo di cuore questi fratelli fedeli nel tempo, “piantati [molto tempo fa] nella casa di Geova e fioriti nei cortili del nostro Dio. Anche nella vecchiaia continueranno a prosperare; saranno forti e pieni di vita”. (Salmo 92:13,14) Geova, l’Antico dei giorni, sarà sempre al loro fianco.

Bat. Sil.  (un nostro articolista)

Tags: , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Commenti (2)

  • Cristiana libera

    |

    Profonda riflessione.
    Un’articolo da incorniciare., già, quanto costano un pò di calore e di affetto, me lo chiedo anch’io e mi tornano in mente le parole di Gesù in Giovanni 13:35:
    “Grazie a questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore tra voi”.

    Se il “rapportino” mensile includesse la voce “Amore”, “Empatia”, forse cambierebbe qualcosa.. per le sorelle e i fratelli anziani e malati, e per tutti in generale.
    Quest’articolo come le numerose esortazioni, attraverso discorsi, riviste, dimostrano che non si fa abbastanza, e spontaneamente.
    Triste realtà.

    Reply

    • inattivopuntoinfo

      |

      Grazie per il tuo commento. Lo spirito di questo articolo è riassunto nella frase: Eppure, dalla sua bocca non ho mai sentito una parola fuori posto, né una lamentela. “I fratelli sono impegnati nella predicazione, gli manca il tempo per passare da me” mi dice con un tono amorevole”. L’ho abbracciata e una goccia di lacrima è comparsa nei miei occhi.

      Reply

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA