Dio, l’arte e l’immaginazione

MichelangelocreazionedelsoleedellalunasistinaMichelangelo, Creazione del sole e della luna, Cappella Sistina, Città del Vaticano.

Dall’immaginazione nascono cose vere e false. Spesso l’immaginazione non è ben vista dagli altri, perché secondo loro, è volubile e fantasiosa. E’ anche vero che se l’uomo non immagina non riesce a pensare. In effetti, la conoscenza è la conseguenza del pensiero, che a sua volta nasce dall’immaginare. Pensare per immagini che la mente concepisce, serve ad avere sapienza e conoscenza. Non è un caso, che Gesù si servisse di raffigurazioni nel suo modo di insegnare, e le folle che lo ascoltavano pendevano dalle sue labbra poiché le sue parole erano avvincenti e coinvolgenti. Siamo stati fatti a “immagine” di Dio, quindi immaginare, ha una base biblica e una certificazione spirituale. Dio per primo ha pensato e dato forma a un’immagine, immaginata nella sua mente. Lo stesso principio vale per l’arte e la sua storia.L’artista è l’interprete più sensibile nella società in cui opera. Egli reagisce in modo consapevole, positivo o negativo, agli stimoli che gli provengono dall’esterno. Egli si esprime con un linguaggio artistico svincolato dalla logica e dalla razionalità. Un quadro è la proiezione dell’immagine mentale del suo artefice. Per capire un’opera d’arte non è sufficiente osservare tutto ciò che è dipinto sulla tela. Un’opera per capirla appieno va inserita nel suo contesto storico e ambientale. E’ quindi necessario conoscere la storia in cui è ambientata: la storia dell’arte.

Il linguaggio artistico spesso è oscuro nel suo frasario, fumoso, pressoché incomprensibile, tipico del critico d’arte. Spiegare l’arte non è cosa semplicistica. Se però le idee esistono e sono chiare, anche la spiegazione è comprensibile. Un giudizio valido riguardo a un’opera d’arte può farlo chi usa concretamente la sua immaginazione basata sulla realtà dei fatti. In genere all’artista si associa la fantasia. Appunto, la fantasia di quella realtà immaginata nell’ambiente in cui crea la sua opera. Lo studio del passato serve a comprendere come siamo giunti al presente. La conoscenza della storia umana ci aiuta a capire come il pensiero e il nostro stile di vita si sia evoluto nel corso dei secoli.

Michelangelo Buonarroti, Creazione di Adamo (particolare)

La Creazione di Adamo è una delle opere d’arte più famose al mondo. Raffigura il momento in cui il Creatore trasmette ad Adamo la sua energia vitale. Vito Mancuso, docente di Storia delle Dottrine Teologiche, nel suo ultimo libro, Dio e il suo destino, p. 404, Ed. Garzanti, ci fa notare un particolare che è un’esclusiva di Michelangelo, quello di una misteriosa figura femminile, bionda, seminuda, cui un esile velo verde copre parte della coscia. Questa donna è abbracciata da Dio. Chi raffigura questa donna? Secondo Mancuso, si tratta della sapienza creatrice, quella descritta in Proverbi 8:22-31, che Dio pone all’inizio del mondo. Dio e la sua Sapienza vanno sempre a braccetto.

La cultura occidentale cristiana è quella che ha espresso meglio nella sua bellezza l’arte dell’umanità. In effetti, la pittura sacra è servita a istruire il popolo, facendogli conoscere attraverso le immagini e le rappresentazioni, numerosi episodi della Bibbia. A quel tempo, l’arte era considerata “la Bibbia dei poveri”, cioè di coloro i quali erano analfabeti. Queste persone, guardando le immagini imparavano a conoscere i personaggi della Bibbia. Una cosa, comunque, sono i personaggi, un’altra è la rappresentazione di Dio stesso in quanto Spirito. Pur comprendendo che “Dio è unito a noi, perché ci ha impartito il suo spirito” (1 Gv. 4:13), nessuna rappresentazione di Dio è all’altezza, perché Dio è spirito e lo spirito è una forza creativa  che non si può immaginare nella forma, in quanto appartiene alla natura stessa di Dio.

Essendo Dio impalpabile, l’uomo moderno considera questa ricerca una perdita di tempo. Mentre Dio mette d’accordo gli uomini quando parla, è difficile mettere d’accordo gli uomini quando parlano di Dio. Ancor di più quando lo fanno le religioni. In genere le discussioni su Dio tendono a dividere. Nonostante ciò, l’uomo meditativo riconosce che c’è in noi una componente spirituale che attrae la mente e il cuore e che a essa si relaziona, anche se spesso in modi diversi. E’ impossibile conoscere la dimensione di Dio. “La sua grandezza è imperscrutabile” (Salmo 145:3). Per questo motivo molti concludono che Dio non esista, mentre altri sostengono che questa impossibilità non ne limita la ricerca, anzi il senso della vita è nella ricerca di Dio. L’arte nella sua storia ha cercato di far sé questa ricerca, sfruttando l’immaginazione creativa degli artisti. Anche quando la creatività artistica era soggetta ai gusti del mecenate di turno, l’artista non perdeva mai la sua immaginazione.

giudizio_universale-anima-dannataAnima dannata, particolare del Giudizio Universale, Cappella Sistina.

Oggi, l’animo umano non cerca più nell’arte una sua dimensione spirituale. Non si sente neanche rappresentato dai dogmi e dalle dottrine religiose, ma non per questo smette di cercare Dio. La verità su Dio non dipende dalle religioni. La capacità di indagare su di lui è alla portata di ogni uomo. Ogni uomo è “l’immagine” di Dio. Nell’arte nessun artista si è mai arrogato il diritto esclusivo di rappresentare Dio. Diversamente, ogni religione si considera depositaria delle verità di Dio e questa presunzione porta spesso a vietare pensieri contrari, a non ammettere domande scomode, a punire i dubbi e proibire le amicizie al di fuori della sua schiera. Se le religioni censurano le idee e maltrattano i loro membri per un fine che non giustifica il loro modo di agire, come nel caso di un’espulsione, allora vuol dire che c’è qualcosa di guasto in esse. Se stiamo in una religione e non sopportiamo i soprusi e se l’angoscia che si vive è tale da impedire di vedere con chiarezza e continuiamo ad avere paura, pensando che uscire da essa significa vivere in isolamento sociale e spirituale, allora vuol dire che la nostra immaginazione è stata castrata. Quando si è parte attiva di una religione ed è scoraggiato pensare con la propria testa, proibito cercare notizie e informazioni  al di fuori di essa e tutto questo viene ripetuto come un mantra, allora vuol dire  che i tuoi pensieri  non sono più liberi e che la tua immaginazione si è spinta oltre i limiti che la tua religione ha stabilito. Non c’é tolleranza né apertura verso i ribelli, i disubbidienti, gli anticonformisti. A questi, non rimane altro che la fuga o piegarsi all’ubbidienza e alla sottomissione dei padri ispirati, dei capi spirituali. Le religioni, al di fuori dei loro testi scritti e del loro credo, sono prive di immaginazione e senza immaginare non c’è Dio. L’uomo privo di immaginazione è razionale, terraneo, vuole toccare con mano anche Dio, ecco perché Dio non sarà mai un suo amico. Per loro è difficile avere fede, perché essa è legata all’immaginare una realtà benché non vista; a una promessa di Dio già realizzata ancor prima di adempiersi. Altri nemici di Dio sono gli insegnamenti dogmatici e dottrinali che i religiosi per proteggerli hanno collocato intorno a essi, muri, fossati e filo spinato. Pur di difendere il loro credo in tutti i modi, non hanno esitato a scomunicare e uccidere nel corso dei secoli tutti quelli che hanno tentato con argomentazioni scritturali la verità su Dio.

natiche-di-dio

Le natiche di Dio, particolare della Creazione delle piante, Cappella Sistina.

Una rappresentazione considerata blasfema e irriverente in quel tempo, ma che non fu mai cancellata né coperta e che suscitò la critica di molti esponenti clericali. Si tratta dei glutei scoperti di Dio, dipinti nell’atto di creare le piante. Finché visse, Michelangelo non permise a nessuno di modificare quest’affresco del santuario più famoso della cristianità, luogo dove si riuniscono i cardinali in Conclave per eleggere il Papa. Una critica coraggiosa al cuore della religione, che Michelangelo fa, sotto la copertura dell’arte?

Molti hanno deciso, dopo un lungo turbamento, di allontanarsi dalla religione di appartenenza, incapace di immaginare al di là dei suoi dogmi. Questo spiega perché molti scelgono di fuggire, piuttosto che rimanere e mettere a repentaglio la propria salute psicofisica. La fuga è un aspetto che sarà preso in considerazione nel prossimo articolo.

 

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