Dire la verità e non essere creduti

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Chi ha paura dell’effetto Cassandra?

Cassandra, mitica profetessa, non solo è detestata da molti per le sciagure che profetizza, ma nessuno le crede. E’ famosa per aver previsto la distruzione di Troia. Le sue previsioni sono precise e razionali e i suoi responsi non sono mai ambigui. Si attribuisce l’appellativo di Cassandra a quelle persone, che pur annunciando eventi sfavorevoli e che puntualmente si avverano, non vengono credute. E’ riferito anche a quelli che ipotizzano situazioni pessimistiche senza poter far nulla di personale per migliorarle, se non quella di avvertire.

Gli psicologi, dicono che la sindrome di Cassandra è causata da ansia e depressione. Questa condizione porta chi ne è affetto a formulare previsioni negative o a raccontare storie di sfiducia. Egli può solo mettere “in guardia” il mondo, in quanto consapevole di non poter fare nulla per evitare il disastro. Il destino di Cassandra è anche quello di molti, considerati pazzi visionari. Nonostante il fardello da portare, la coerenza è una delle qualità che spinge l’individuo a non smettere di parlare, anche quando ha tutti contro.

Chi ha paura della verità

Colui che ha la capacità di fare previsioni di questo genere è titolare di un sapere che non serve a nulla, in quanto non essendo creduto, non è di nessun beneficio a chi si rivolge. Il sapere può essere una cosa terribile quando il sapere non serve a chi sa. Se questa persona ha azzeccato una o più volte le previsioni perché allora non credergli? Se non si crede può diventare ostinazione a non voler credere. Se si verificano più volte certe situazioni previste, la ragionevolezza dovrebbe spingere, come minimo a prenderle in seria considerazione, invece di scartarle come ipotesi esagerate o menzognere.

Profeti di sventura?

Spesso l’Organizzazione dei testimoni di Geova è stata accusata di essere un profeta di sventure. Accusa, ovviamente rispedita al mittente. Ci sembra abbastanza logico dal suo punto di vista il ragionamento che fa l’Organizzazione sulle “percentuali di successo delle profezie bibliche”. La W 5/2014 dice a questo proposito: Chiedete ai Testimoni di Geova cosa dice la Bibbia al riguardo. I Testimoni non sono sensitivi e non asseriscono di sentire voci sovrumane o di avere speciali poteri di predizione. Sono semplicemente studiosi della Bibbia, e saranno felici di mostrarvi quello che Dio sta facendo perché possiate avere uno splendido futuro.

Parlare e profetizzare delle disastrose condizioni dell’umanità di oggi è realismo ed è giusto far conoscere queste cose alla luce delle Scritture, senza per questo essere accusati come profeti di sventura. Anzi guai a non parlare delle condizioni in cui versa oggi l’uomo: sconvolgimenti a livello mondiale e atteggiamenti molto negativi delle persone (2 Timoteo 3:1-4).

Come mai è di vitale importanza parlare di persone “del mondo” come “amanti di se stessi, amanti del denaro, millantatori, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, sleali, senza affezione naturale, non disposti a nessun accordo, calunniatori, senza padronanza di sé, fieri, senza amore per la bontà, traditori, testardi, gonfi [d’orgoglio], amanti dei piaceri anziché amanti di Dio” ed è proibito parlare di uomini (non riferito a tutti, è chiaro) che manifestano più o meno queste caratteristiche anche nelle congregazioni? Se non si vuole essere considerati dagli accusatori profeti di sventure, allora non si capisce perché non si tollera di parlare di queste cose che succedono anche nelle congregazioni.

Perché si deve diffidare e giudicare negativamente gli inattivi che parlano di fatti personali veramente accaduti tra le mura dell’Organizzazione? Fa piacere quando altri accusano i testimoni di Geova di non dire la verità? Fa piacere quando un testimone di Geova inattivo dice la verità su fatti accertati e realmente accaduti e paradossalmente a non credere sono molti dei suoi stessi fratelli? Anzi, come sta succedendo in questi giorni, molti inattivi sono accusati di creare divisioni e spaccature nelle congregazioni.

Se ai testimoni di Geova non fa piacere essere giudicati come non veritieri, non si capisce perché si devono giudicare negativamente gli stessi fratelli che dicono la verità sui soprusi che hanno subito da parte dei responsabili del popolo di Geova. Non si può respingere l’accusa di essere profeti di sventura quando i testimoni di Geova parlano delle ingiustizie degli altri e proibire invece agli stessi Testimoni inattivi di parlare, alla luce delle Scritture, delle ingiustizie che altri Testimoni commettono o hanno commesso nei loro riguardi. Chi ha paura dell’effetto Cassandra?

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