Disinformazione digitale

bufale

Le menzogne del web.

Oggi è facile propinare un’informazione menzognera o manometterla. E tutto a costo zero: basta avere un computer e una connessione a Internet. Questo succede perché ci sono tanti creduloni che girovagano nel web e che pensano di non essere ingannati. Internet è una potente calamita che attrae informazioni affidabili ma anche ogni genere di spazzatura mediatica. Per difendersi dalle bufale basta avere un po’ di buonsenso e capacità critica. L’errore che fanno molte persone è di scollegare il cervello quando si collegano a Internet.

Come ogni invenzione umana, c’è sempre del meglio e del peggio in essa, dipende dall’uso che si fa. Spesso succede che si consideri come verità assoluta ciò che si legge on line, da qui nasce il proliferare delle varie bufale. Ci sono molti lati nascosti nel Web e cascare in errore è facile e a volte con gravi ripercussioni sociali e spirituali. La Rete è diventata la cassa di risonanza più potente tra i mezzi di comunicazione di massa. Non sempre è usata a fin di bene, anzi molti la usano abilmente per alterare le facoltà di percezione con conseguenze spiacevoli per coloro che si affidano a essa come a un dio.

immagine

Non si contano più le bufale della manipolazione on line che volano da una parte all’altra della terra alla velocità della luce. Una nuova ingegneria genetica di bit e di byte sta modificando il tradizionale modo di interagire degli uomini. Per i cristiani internauti, sta diventando sempre più difficile distinguere se la “verità”, la “via” e la “vita” sia la Rete o sia ancora Gesù Cristo. Per molti, la Rete sta diventando più affidabile della Bibbia.

C’è in atto una guerra informatica, invisibile alla maggior parte dei frequentatori della Rete, da parte di imprese commerciali e di multinazionali dell’informazione, per garantirsi la capacità di influenzare le volontà, manipolare le credenze e plasmare lo stile di vita delle masse. I dispositivi digitali, stanno sostituendo i nostri sensi e si stanno conficcando sempre di più, là dove è situato il nostro cervello. Per difenderci da queste insidie, prima di credere a quanto ci viene rifilato come verità, è necessario creare un filtro mentale che sia in grado di depurare le notizie, inquinate dalle menzogne nascoste. Inoltre, dobbiamo sviluppare una coscienza critica e un sano scetticismo prima di accettare come vera una notizia. Spesso un’informazione può trasformarsi in un virulento virus digitale e una volta diffuso è quasi impossibile bloccarlo.

wikipediaWIKIPEDIA

Persino su una pagina di Wikipedia, infilarci una bufala, è semplicissimo. Chiunque può diventare un compilatore, indipendentemente dalla sua qualifica e competenza. Basta cercare un articolo da modificare, cliccare su “modifica” e iniziare a scrivere una mezza verità. Quando avete finito “salvate” la pagina e il vostro cambiamento sarà visibile in tempo reale. Alcuni si possono accorgere dell’errore o della modifica quasi subito e dopo pochi minuti correggerla. Oppure, possono passare giorni, mesi o anni prima che qualcuno se ne accorga. Intanto l’informazione scorretta veicola attraverso la connessione dei computer di milioni di persone. Le storie e le informazioni vanno sempre prese cum grano salis (con un po’ di discernimento).

NOTIZIE DA FONTI AUTOREVOLI

Che dire di quelle notizie “autorevoli”? E’ un lavoro molto difficile e dispendioso confrontare le “varie autorità” per stabilire quanto ci sia di vero in quel tipo d’informazione. La velocità con cui girano e cambiano le notizie a livello globale, rende tutto ancor più complicato. A volte non è facile accertarsi se persino la fonte della notizia sia reale o inesistente.

falso-profiloIL POTERE DEL FALSO PROFILO

“La maggior parte delle persone non sono se stesse, ma altri”, scrisse Oscar Wilde nel De Profundis. Ed è vero, specialmente in Rete. Abituati a interagire on line con personaggi non facilmente identificabili o immaginari, è molto facile essere manipolati da individui nascosti, che realmente non esistono. Siccome non possiamo incontrarli letteralmente, né viaggiare alla velocità della luce per interagire con essi, dobbiamo creare anche noi degli avatar che lo facciano al nostro posto. Si stabilisce così un’interazione dove ognuno è libero di raccontare verità, mezze verità o menzogne. Alla fine, i contatti diventano molti, ma anche nessun (vero) contatto.

UN CAST IMMAGINARIO

Alcuni sono abili registi della finzione. Sono capaci di creare un cast di personaggi secondari per farli ruotare intorno al personaggio principale o all’idea che vogliono trasmettere. Ciò che conta di più in questo teatrino digitale è che i nickname che commentano siano concordi con quanto espresso, ma diversi dal burattinaio che li muove e manovra i fili della conversazione. Si sa di false recensioni pubblicate su Amazon scritte dagli stessi autori dei libri.

Si possono distinguere (non sempre è possibile) le persone vere da quelle fittizie dall’indirizzo IP, rintracciabile dalle email e in alcuni casi anche dai post per capire da dove è stato inviato il messaggio. Anche i motori di ricerca sono utili per rintracciare il destinatario.

LA SOLITUDINE DEI CONTESTATORI

Molti pensano che il successo di certi contenuti si misura dal numero di visualizzazioni. Altri sono convinti che per uscire dal mare magnum occorra essere aggressivi contro qualcosa o qualcuno. In realtà i contenuti si sono moltiplicati, ma si notano anche somiglianze e repliche. Molti fanno le stesse cose e alla stessa maniera, cavalcando i soliti cliché. Si dice, che se un’informazione non influenza le opinioni, è soltanto un rumore. L’informazione consiste in uno scambio di notizie e di conoscenze che in qualche modo plasmano il vostro credo e la vostra opinione.

Quando fate parte contemporaneamente di una comunità vera e una digitale e dove l’una contesta l’altra, si crea un profondo conflitto e più delle volte vi schierate con coloro che la pensano come voi. In genere, scegliete di schierarvi con la comunità virtuale, perché in essa c’è più libertà di esprimervi e di sostenervi. Sperate che anche altri si persuadano a far parte della vostra comunità e che anch’essi s’impegnino a sostenere la linea di pensiero e a considerare, quelle che secondo voi, sono le proposte valide. Se questa idea è demolita dai fatti, se la fiducia viene meno e le previsioni non si avverano, subentra la paura di rimanere soli, abbandonati dagli stessi membri che la pensavano come voi. Paradossalmente, invece di accettare la realtà e cambiare atteggiamento, in alcune comunità, gli stessi membri reagiscono rafforzandosi a vicenda, più decisi che mai ad andare avanti in quelle convinzioni cui sono stati smentiti.

copia-e-incolla-wordCOPIA E INCOLLA

La copiatura perfetta è una caratteristica dell’informazione digitale. Chi spaccia informazioni copiate come se fossero sue, si arroga un diritto che non gli appartiene. E’ un operaio che si finge architetto. La copiatura avviene quando la notizia è sensazionale; quando non si è capaci di fare ricerche o non si è in grado di analizzare in modo obiettivo la realtà del problema. Alcuni copiano e incollano nelle loro pagine web articoli di altri, spacciandoli come originali o proponendoli come oggetto di discussione con i propri lettori. Riconfezionare e riciclare articoli è sinonimo di pigrizia e la pigrizia spesso paga a discapito di quelli che impiegano fatica, tempo, denaro e che si dannano per trovare una notizia o per scrivere un articolo. Ciò lo si nota spesso nelle news dei notiziari on line. E’ più facile criticare gli articoli degli altri che i propri. In questo modo, copiando e incollando parti di un articolo e tralasciando volutamente altre parti, viene fuori un pezzo amplificato e distorto, che confrontato con l’originale, si scopre che il senso è stato completamente stravolto, soprattutto quando si estrapolano alcune frasi dal contesto. Peggio ancora è non mettere il link di riferimento, non permettendo così a chi ha dei dubbi di verificare se quanto scritto corrisponda all’articolo originale. Troppo affidamento alla disinformazione digitale, rende inattive le facoltà cognitive.

parlare-in-pubblico-webAVERE UN PUBBLICO GRATIS

Se non avete un pulpito da cui attirare l’attenzione, anche se avete la più grande libertà di parola o una spiccata capacità oratoria, serve a poco se non c’è il pubblico. Con il semplice costo di una connessione a Internet e un computer si possono raggiungere milioni di persone di ogni continente. Chiunque può sentire. Centinaia di migliaia di persone fanno sentire la loro voce, basta avere un po’ di esperienza e abilità per dire quello che altri vogliono ascoltare. Immaginate che se Gesù fosse vivo oggi come lo fu negli ultimi tre anni della sua vita, oltre al contatto personale con le folle, non userebbe l’interconnessione per far conoscere la Buona Notizia del Regno a quei miliardi di persone che non sarebbe in grado di raggiungere personalmente in poco tempo? Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Non è questo il punto. Però vale la pena porsi questa domanda e riflettere sui benefici immediati e reali che suscita una notizia a livello planetario.

cavo-serpeINFORMAZIONI VERE O FALSE?

Siamo stati creati con la capacità di comunicare. Geova fu il primo a trasmettere informazioni alla famiglia umana su come avere una vita felice. A seguire, Satana trasmise anche lui informazioni a Eva che si rivelarono false e disastrose. Internet è uno strumento globale che può fornirci informazioni preziose e farci risparmiare un sacco di tempo. Poiché abbiamo in noi il desiderio di comunicare con i nostri simili, dobbiamo stare attenti a non avvelenare questo dono che Dio ci ha dato, quando condividiamo informazioni con altri.

Quando ci scambiamo informazioni, dobbiamo mostrare un senso critico e riflettere su quanto stiamo leggendo. Inoltre dobbiamo farci delle domande, ad esempio:

  1. Chi è l’autore di quel materiale o di quel commento?
  2. Qual è il titolo o la qualifica dell’autore?
  3. Qual è lo scopo dell’articolo o del commento e perché è stato pubblicato in quel sito?
  4. Ci sono pregiudizi ed espressioni offensive nel materiale?
  5. Quali sono le fonti e queste possono essere verificabili?
  6. Conosciamo il pensiero vero della controparte?

Molte cose sono state dette e scritte sugli inattivi. Quante di queste informazioni sono vere, mezze vere o false del tutto?

In una vecchia barzelletta un ubriaco si aggira di notte a quattro zampe sotto un lampione. “Sto cercando le chiavi”, spiega a un tizio che passa di lì. “Mi sono cadute in quella strada, laggiù, in fondo”. “Ma se le chiavi le hai perse in quella strada, perché le cerchi qui?” “Perché qui c’è molta luce”.

Internet è un potente lampione, ma per cercare la verità e molte altre cose che vale la pena cercare, dovete allontanarvi dalla luce artefatta e cercare nel posto giusto. Non tutto è on line. Per adesso. (Salmo 119:105)

menzogne-web-copertinaPer un ulteriore approfondimento di questo argomento, si consiglia il libro Le menzogne del web di Charles Seife, accademico e giornalista americano, da cui sono state tratte diverse informazioni utili alla stesura del nostro articolo. Il libro edito da Bollati Boringhieri, anche se fornisce nel dettaglio le molte bufale propinate tramite Internet, non è un’antologia divertente di bufale digitali, ma una guida che aiuta a comprendere come il sapere non è solo universalmente accessibile, è anche universalmente modificabile. Seife non se la prende con Internet, piuttosto il suo è un monito contro la cattiva informazione digitale. I punti di forza delle sue argomentazioni sono: controllare le fonti della notizia; esercitare dubbi sinceri e un sano scetticismo; confrontare punti di vista divergenti e opinioni diverse da quanto si afferma e mostrare una certa diffidenza nei confronti del flusso disordinato e caotico che veicola in Rete. Il dubbio quando è sincero, porta spesso a credere nella verità.

L’inesperto ripone fede in ogni parola, ma l’accorto guarda dove mette i piedi. (Proverbi 14:15)

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA