DISINTOSSICAZIONE digitale

Una volta, durante un’attesa si leggeva un giornale, una rivista, un libro, si conversava piacevolmente, anche con chi si vedeva per la prima volta. Provate ora a fare un giro in autobus, in metropolitana, in treno, in una sala d’attesa, in un ufficio pubblico, notereste che la maggior parte delle persone è impegnata a smanettare con il suo telefonino. Sembra di stare in un SerT (servizi sanitari per le tossicodipendenze) o in un SerD (servizi per le dipendenze patologiche).

Nel nostro Paese, ogni utente dedica a Internet mediamente 6 ore al giorno del suo tempo. La diffusione dei dispositivi digitali ha prodotto una rivoluzione globale nelle relazioni personali. Da un lato la comunicazione è diventata più veloce e più semplice, dall’altro ha intrappolato le persone a restare sempre connessi in attesa di un messaggio, di una notifica, di una email, di un like.

Alcuni controllano messaggi e aggiornamenti sui loro dispositivi perfino durante la notte, e quando vengono separati dai loro “compagni” digitali possono presentare sintomi di astinenza.

TECNOFOBIA: Quando la batteria è scarica, non c’è campo o si aspetta un messaggio che non arriva.

Un utilizzo equilibrato di questi dispositivi può produrre dei vantaggi, mentre un uso pervasivo può creare problemi di natura psicologica. L’avvento dei social ha portato le persone a comunicare in maniera virtuale e a interagire in maniera diversa dal passato. Spesso si nota che le persone che dipendono dal telefonino, tendono a isolarsi anche quando sono in compagnia. Preferiscono la comunicazione virtuale a quella sensoriale, quella vis-à-vis.

Se qualcuno cui state parlando non fa altro che guardare continuamente il suo telefonino, probabilmente è un dipendente digitale. Paradossalmente, il telefono nato per mettere in contatto le persone, ora è diventato una barriera virtuale che invece di rafforzare le relazioni le ostacola.

Se fermare il progresso tecnologico è pura utopia, è invece possibile aiutare le persone a farne buon uso. Alcuni non riescono a mollare il telefonino neanche sotto tortura. Lo sapevate che in alcuni paesi hanno creato dei centri per la “disintossicazione digitale”?  A chi si rivolge a queste strutture viene negato l’uso di Internet e dispositivi digitali per diversi giorni. Alcuni tossici digitali sembravano impazziti per l’astinenza.

Se il modo in cui usate i dispositivi elettronici vi sta facendo trascurare le “cose più importanti”, come la vostra famiglia e altre responsabilità, è il momento di cambiare (Filippesi 1:10). Anche una cosa buona può diventare dannosa quando si esagera. Quindi imparate a porre dei limiti al tempo ai dispositivi elettronici. Non lasciate che un’attività piacevole diventi una “dipendenza”.

Abbiamo saputo che qualcuno non riteneva indispensabile andare a trovare un fratello inattivo a casa. Era sufficiente mandargli un sms. Sembra, che a motivo, della crescente dipendenza dalla tecnologia moderna, molti hanno ormai timore di fare una conversazione faccia a faccia. Sarà pur vero che l’uso degli SMS è un modo di comunicazione diretta, senza fronzoli e preamboli, ma è anche un modo mascherato per evitare del tutto di conversare.

La tecnologia ha portato numerosi vantaggi e ha risolto molti problemi. È anche vero che quando riesce a risolvere un problema, spesso ne crea altri due, i cui effetti collaterali sono difficili da prevedere.

Siamo diventati frettolosi in ogni cosa. La nostra è diventata la cultura della gratificazione immediata; pretendiamo che tutto funzioni in fretta, in modo efficiente e come vogliamo noi. E quando ciò non accade, diventiamo sempre più insofferenti e irritabili, perdiamo la pazienza. Oramai si preferisce ricorrere ai messaggi istantanei, senza saluti, senza capo e né coda. Alcuni non vedono l’ora di arrivare il più presto possibile al punto che interessa. Cortesia, rispetto ed educazione addio!

La nostra società ha un’immagine dell’informazione che, per quanto affascinante, finisce per rivelarsi in ultima analisi controproducente. Una delle cause è che si è concentrata troppa attenzione sui dispositivi digitali e troppo poco sulle persone che in realtà usufruiscono dell’informazione per dare un senso al mondo e agire in modo costruttivo per il prossimo. Il problema non sta nel fatto di avere sopravvalutato la tecnologia digitale, ma nell’avere sottovalutato le capacità umane.

C’è molta differenza tra il fattibile e il desiderabile. Quello che ha contribuito enormemente all’intossicazione digitale è stato ignorare l’elemento umano nella tecnologia. Alcuni che visitano il web sono stati intossicati da commenti velenosi e da post letali per la loro spiritualità diventando inattivi o dissociandosi dalla congregazione cristiana.

Inattivo.info non pubblica commenti “tossici”, polemici e astiosi, privi di rispetto del credo altrui. Quando si evidenzia un problema bisogna essere propositivi esplicitando una soluzione positiva. Una critica senza costrutto rimane una critica vuota, che non edifica. Questo genere di critiche non ci interessano.

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