Diventare bambini o inattivi?

La Bibbia incoraggia a crescere e a maturare spiritualmente affinché le facoltà di percezione siano esercitate in modo da distinguere il bene dal male. Il cristiano maturo non ha bisogno che gli si insegnino le cose elementari, perché è guidato dallo spirito di Dio.

Nella sua lettera agli ebrei, Paolo rimprovera i cristiani di essere duri d’orecchio e invece di essere maestri, erano regrediti al punto che dovevano nutrirsi di latte, anziché di cibo solido. Non erano diventati maturi perché erano rimasti bambini. (Ebrei 5:11–6:2)

Dopo aver sentito da Gesù che presto morirà, i dodici, prima si rattristano, poi sorprendentemente litigano fra di loro su chi sarà il più grande nel regno dei cieli. “Allora Gesù, chiamato a sé un bambino, lo fece stare in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come bambini, non entrerete affatto nel Regno dei cieli” (Matteo 18:1-6).

La domanda è: si deve rimanere o diventare bambini?

Gli apostoli, in quell’occasione andavano alla ricerca del potere e della gloria, Gesù contrappone la necessità di riscoprire le qualità dell’infanzia. I bambini non sanno nemmeno cosa vuol dire desiderare di essere grandi. Non vogliono dominare sugli altri. Sono contenti della loro età e del loro ruolo. Essi sono umili. Un bambino quando ha tutto ciò che gli necessita è felice.

Quando intravvede il pericolo, un bambino è tranquillo se sta al sicuro tra le braccia del padre. Sono tranquilli perché hanno una grande fiducia nei genitori. Inoltre, un bambino crede a qualsiasi cosa i genitori gli dicono senza fare ragionamenti contorti. Gli basta la parola dei genitori per rassicurarlo e per sentirsi amato.

Un inciso: per l’età che ha, Lele ha bisogno di spiegazioni semplici ed elementari per capire se una cosa è sbagliata o giusta. Ciò che gli interessa di più è l’amore, la cura e la protezione dei suoi genitori. Lui è un bambino, non un adulto bambino, né un bambino adulto, ma un bambino come tanti altri.

Per Paolo, i cristiani bambini dovevano diventare adulti maturi, mentre per Gesù i discepoli dovevano diventare bambini.

“Diventare bambini” si pone come serio esame per tutti coloro che hanno perso per strada queste qualità. Invece “restare bambini” significa ostacolare il processo naturale di maturazione, l’assunzione delle proprie responsabilità teocratiche e impedire di adempiere il senso del dovere morale e sprituale.

Il verbo diventare implica un cambiamento nel tempo, un passaggio da una condizione diversa dalla precedente o, in genere, assumere la qualità indicata. Significa fare questi cambiamenti quando si è già adulti.

Il consiglio di Gesù (diventare come bambini) vuol dire riappropriarsi dell’innocenza e dello stupore del mondo che circonda il bambino, che per sua natura non esprime malizia, perché ha il cuore puro.

I bambini si sentono a loro agio quando si parla di Gesù (Marco 10:13-16). Spesso i genitori devono ricordarsi che i figli hanno bisogno di loro e che si devono comportare da genitori.

L’amore ai figli fa venire fuori il meglio della loro personalità.

In conclusione, è meglio diventare come i bambini? Oppure restare inattivi? Forse per alcuni inattivi diventare bambini può significare imparare o re–imparare a vedere la congregazione e la verità con gli occhi di un bambino, come una farfalla che cambia vita, trovare nell’innocenza e nella semplicità la misura di tutte le cose.

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