È bastato un virus per cancellare i pregiudizi sulla realtà digitale

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro agli acquisti, dalla connessione con i familiari alle riunioni su Zoom. Senza l’uso dei dispositivi digitali saremmo persi

Chi poteva immaginare che in due mesi un virus avrebbe cambiato il sistema di vita globale.

La tecnologia digitale è un’opportunità, impegnativa, ma necessaria per affrontare le sfide del futuro. Non potremo più farne a meno. Il tempo della demonizzazione fa parte del passato.

Il Covid-19 ha messo a nudo, da una parte la fragilità dell’individualismo e dall’altra l’importanza della collettività e della cooperazione a tutti i livelli. Si tratta di concetti noti e stranoti tra quelli che conoscono la Bibbia. Un esempio lampante per comprendere quanto sia fondamentale la cooperazione e la collaborazione tra cristiani, si trova in 1 Corinti 12:15-18.

Nessuno può pretendere di essere cristiano e allo stesso tempo ritenersi non necessario o separarsi da essa. L’isolazionismo individuale è l’opposto di quanto aveva in mente Paolo. Dio ha costituito la congregazione, dove l’uno collabora con l’altro, senza individualismi isolati e senza distinzioni di importanza.

Il virus sta costringendo la società umana a ricompattarsi in una logica collettiva, anche se non possiamo definirla un’unità conseguita in libertà, ma con restrizioni e paura. La collaborazione cui si riferisce la Bibbia è consapevole e volontaria.

Il Coronavirus ha prodotto cambiamenti improvvisi e traumatici, costringendoci a sfruttare la tecnologia digitale per le nostre attività. Presto la centralità dell’architettura digitale sarà ancora più evidente nell’intero sistema di vita mondiale. Anche tra i testimoni di Geova.

ZOOM, usiamolo bene

L’emergenza sanitaria ha un grande protagonista: Zoom, il programma di videoconferenze entrato nelle vite di molti cristiani. Come possiamo usare questa piattaforma in modo corretto?

Un primo aspetto è quello di non darci arie facendo sfoggio di una conoscenza tecnologica interplanetaria. Semplicità, please. Un secondo punto è usare spesso il pulsante “muto”. Meno si parla e meglio è. Dire soltanto una parola giusta al momento giusto (Proverbi 25:11).

Inoltre, si raccomanda di non disturbare le chiamate con gorgoglii, colpi di tosse, rumori paranormali e fischi causati da un microfono accesso. I problemi tecnici sono inevitabili, non complichiamoli di più con le nostre disattenzioni. Stiamo alla giusta distanza del microfono.

Inoltre, non ostentiamo ciò che non possediamo o che non corrisponde alla realtà, tipo sfondi spaziali, balneari o case dal designer moderno con vista lago. Uno sfondo semplice e neutro è sempre apprezzato.

Avvisiamo i nostri familiari di non posizionarsi alle nostre spalle durante il collegamento mentre guardano la tivvù, cucinano o si stanno togliendo la canottiera in diretta.

Durante le adunanze, i congressi e la predicazione digitale è appropriato vestirsi come si fa nella realtà. Non fate i furbi pensando di farla franca solo perché la video camera vi riprende dalla vita in su. Cristo è il capo della congregazione e lui osserva con i suoi occhi lucenti, sia se siamo attenti e vestiti in giacca e cravatta o in panciolle.

Evitare se possibile di nascondersi durante il collegamento, sostituendo la nostra inquadratura con un quadro del matrimonio stile Via col vento, con una foto dell’ultimo viaggio alle Mauritius o con quel fastidioso quadratino con la lettera maiuscola del nostro nome.

Cercate un angolo della casa che sia ben illuminato ed evitate le penombre inquietanti. Questi sono solo alcuni accorgimenti. Probabilmente ne arriveranno altri dall’alto, se ci sarà in futuro un uso prolungato di Zoom, che a prescindere, sta rendendo piacevoli le nostre riunioni. Buona zumata a tutti.

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