E la chiamavano DEDICAZIONE!

La dedicazione a Dio è la rinuncia volontaria ad avere possesso di sé stessi. Da quel momento in poi Dio diventa il proprietario della propria vita. È una promessa solenne fatta a Geova in preghiera una sola volta nella vita, rinunciando a qualsiasi cosa possa anteporsi fra la propria volontà e quella di Dio.

Non si può essere Testimoni di Geova senza prima fare questo passo e poi il battesimo, cioè una dimostrazione pubblica fatta agli altri di tale dedicazione. Detto in poche parole: “La mia vita appartiene più a te che a me. Quando c’è diversità di desiderio tra me e te, prevale il tuo” (Giovanni 6:38).

Oggi è il giorno di Natale, anniversario sacro alla cristianità. Ma quanti fanno fede al loro battesimo tutti i giorni dell’anno? E come mai, anche alcuni testimoni di Geova, che hanno fatto volontariamente il battesimo da adulti e non da neonati, sono venuti meno a questa solenne promessa fatta a Dio e resa pubblica con il loro battesimo? Come mai alcuni l’hanno addirittura rinnegata?

Coloro che rinnegano i Testimoni di Geova e la loro organizzazione non si riconoscono più in loro, rifiutano ogni legame di ubbidienza, di affetto o di rispetto, condannando ciò in cui loro hanno aderito per poco o tanto tempo. In pratica, si dichiara esplicitamente o anche solo dimostrandolo coi fatti che non si seguono più le norme o il credo dei tdG. Quella promessa fatta a Dio solennemente è andata a farsi friggere, è stata mandata al Diavolo.

In genere ci si dedica a Dio dopo la scoperta dei valori, non in ciò che è giusto o sbagliato, ma quando si sperimenta nella propria vita un anticipo della felicità. Man mano che si cresce nel fare la volontà di Geova e nel modo di intendere la verità, le motivazioni danno forza, sostegno, entusiasmo e resistenza nelle difficoltà.

Si scopre di essere se stessi, non quando si decide di diventare tdG, ma quando si capisce che tipo di tdG si intende essere. Non è il diventare tdG che si realizza una vita, ma il senso che le si attribuisce e lo stile con cui la si vive.

Si può scegliere di essere tdG per servire il prossimo, per il piacere di condividere quanto si è imparato, per realizzare cose giuste, belle, utili, positive, che nulla hanno a che a fare con i propri interessi personali. La dedicazione è autentica quando è sincera e ciò che la distingue è la filigrana. Scorgere la filigrana di una banconota ci dà la garanzia dell’autenticità di essa. Senza filigrana essa è falsa.

Questa filigrana spirituale costituisce nel cristiano dedicato a Dio la profondità del suo essere e il sincero desiderio di fare la volontà di Dio con passione, con entusiasmo, esprimendo la donazione di sé con genuina sincerità e naturalezza. Si diventa tdG, non quando si ha conoscenza abbastanza del proposito di Dio e di quello che si vuole essere, ma quando si intuiscono i valori che lo attraggono, quando quel tipo di vita comincia a far sentire vivi e desiderosi del futuro che Dio promette.

Il compimento positivo della dedicazione si realizza con l’attrazione verso le cose spirituali, verso Geova e Gesù Cristo, con il credere che valga la pena lasciarsi guidare da loro. Se non si considera sia il ruolo che Dio ha assegnato a ciascuno nella congregazione, sia l’incarico di predicare la buona notizia del Regno in modo attraente e impegnativo, non si va da nessuna parte.

Geova desidera essere servito “secondo ciò che la persona ha, non secondo ciò che non ha”. (2 Corinti 8:12; Luca 21:1-4) Nessuno dovrebbe giudicare la profondità e la sincerità della dedicazione di un altro. Ognuno dovrebbe valutare personalmente quanto è grande la propria devozione a Geova. (Galati 6:4)

La profondità della dedicazione a Geova aumenta man mano che cresce l’apprezzamento per lui. Non possiamo chiedere a Geova di concederci una licenza di allontanamento provvisorio dalla congregazione. Se siamo di parola il nostro sì significhi sì (Matteo 5:37).

Dio non vuole che gli facciamo promesse sconsiderate (Levitico 5:4-7, 11) Comunque, se si viene meno alla parola data possiamo tornare a Geova grazie all’intercessione di Gesù, rimediando a quanto detto o fatto.

La cosa migliore, comunque, resta quella di riflettere attentamente prima di fare una promessa che non si è in grado di mantenere. (Proverbi 6:2, 3; Ecclesiaste 5:2). Non abbiamo fatto la dedicazione sotto la spinta di un capriccio a livello emotivo. L’abbiamo meditata attentamente e in preghiera, usando la facoltà di ragionare.

Pertanto non è stata una decisione temporanea. Non possiamo essere come chi comincia un lavoro e poi si ferma a metà perché il compito è troppo impegnativo o perché la fine di questo sistema è lontano o non è più sicuro come prima.

Alcuni non hanno più una visione spirituale chiara del futuro, fra ciò che è puro o impuro, fra ciò che è morale o immorale, fra ciò che è etico o non lo è. Chi è fermamente determinato a tener fede alla propria dedicazione sarà protetto dalle trappole di questo mondo e dallo scoraggiamento. Non lasciate il popolo di Dio per colpa di screzi, idiosincrasie e stupidate varie.

Non vi siete dedicati a un uomo qualunque, ma al Creatore di tutto l’universo, senza che nessuno, nemmeno Dio vi obbligasse a farlo. Lo avete scelto voi. Ricordatevelo!

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Commenti (2)

  • burattino senza fili

    |

    Me lo ricordo benissimo. Tuttavia , non confondiamo l’orchestra e il suo direttore, con chi ha scritto la musica. Mi so dedicato al compositore non all’orchestra, e nemmeno al suo direttore o 8 che siano. Comunque grazie. Scrivete sempre cose interessanti ma come Conte dovete difendere il governo e ci sta…… Poi penserete ai tanti versetti ecc ecc , ma ci sono anche quelli che dicono che quando un orchestra suona male o un direttore non usa bene la bacchetta, Dio cambia la filarmonica.

    Reply

    • inattivopuntoinfo

      |

      Caro burattino (con fili o senza fili) un burattino sempre un burattino è. Forse, quella di definirti un burattino è stato un lapsus, perché qualsiasi vocabolario consulti, il burattino è un fantoccio con la testa di legno, una persona inaffidabile, che non ha carattere. Ci lusinghi associandoci addirittura a un presidente del consiglio che difende il suo governo. Non abbiamo questa pretesa istituzionale, né alcun governo da difendere, né siamo aggrappati a una cadrega. Ci sforziamo di rimanere “schisci”. Forse questo è un altro errore mentale e la cosa comincia a preoccuparci. Inoltre, non ci dici se sei “attivo, inattivo o disassociato”, né da che parte stai o dove stai. Non abbiamo capito l’esempio dell’orchestra e della “filarmonica” che Dio cambia “se suona male o il direttore che non usa bene la bacchetta”. Ci fai conoscere quali scritture sostengono questa affermazione e quale sarebbe l’orchestra e il direttore che Dio cambia quando questi sbagliano. E, qualora Dio dovesse cambiarla, con chi o cosa la sostituirebbe? Se conosci questa nuova filarmonica, ti preghiamo di farcelo sapere.

      Reply

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA