È meglio evidenziare le crepe della vita anziché nasconderle

Nel quindicesimo secolo si sviluppò in Giappone una tecnica che riparava un oggetto rotto con l’oro, chiamata l’arte del kintsugi. La riparazione è un processo lungo che richiede precisione estrema e si svolge in numerose fasi. Riparato con cura, l’oggetto diventa più forte, più bello e più prezioso di prima. Il suo simbolismo ci parla di guarigione personale e resistenza alle prove.

Dorate le ferite della vostra vita. Trasformate le cicatrici di piombo in oro. Ogni cristiano ha sofferto continue prove. Il primo passo è quello di raccogliere i pezzi della vostra vita. Anziché disfarsene c’è sempre un’altra possibilità per riparare l’oggetto spezzato. Qualsiasi crisi state vivendo è un punto di partenza che vi porterà a non essere più quelli di prima. Spetta a voi decidere cosa fare della vostra vita: buttarla via o riparare i pezzi e renderla più preziosa?

Molti sono sopravvissuti alle tempeste della vita. Ora sono felici. Non nascondono più gli eventi traumatici e le conseguenze che hanno subito. Sono in bella mostra. Ogni ferita emotiva mette a nudo la nostra fragilità. Ma è anche un’occasione per ritornare più forti di prima. Se ti sei allontanato da Geova, prendi in mano la tua vita e non esitare. Fai il primo passo verso la rinascita. Aprite il cuore e perdonatevi. Tutto passa nella vita. E se il meglio deve ancora avvenire? Visualizzate gli eventi della vostra esistenza passata e ricordate le più grosse difficoltà che avete affrontato quando muovevate i primi passi nel popolo di Dio. Quante difficoltà avete superato quando camminavate con Dio, non è vero? Molte di quelle linee di frattura erano diventate punti di forza della vostra spiritualità.

Non sempre una rottura ha solo lati negativi. Ogni cicatrice ha una sua storia. E ogni storia ha il suo lato positivo. Chi nasconde le sue crepe non potrà mai accettare le crepe degli altri. Tantomeno aiutare chi ha la vita a pezzi. Recentemente la cronaca rosa mondiale si è occupata del matrimonio della principessa inglese Eugenie. Proprio l’abito nuziale ha attirato l’attenzione del grande pubblico, la cui scollatura sulla schiena aveva un particolare significato. Da adolescente la principessina aveva subito un delicato intervento chirurgico dovuto alla scoliosi. Le furono inserite delle aste di titanio a sostegno della colonna. Senza le necessarie cure ricevute non avrebbe avuto quell’aspetto. La sua schiena si sarebbe incurvata. Non ha voluto coprirla col velo. Considera un onore mostrare quella lunga cicatrice. Un ringraziamento verso chi l’ha operata. Ma anche un messaggio di speranza a tutti quei giovani che stanno attraversando un brutto momento della loro vita. “Penso sia bellissimo – ha dichiarato la principessa – poter mostrare a tutti le tue cicatrici. Il concetto di bellezza può essere cambiato, e questo è importantissimo”.

Non c’è quindi nulla da vergognarsi delle proprie ferite e delle cicatrici che esse hanno lasciato. Neanche quando si vive il disagio degli sguardi altrui sui segni visibili del proprio corpo. Sia in senso letterale che simbolico. Abbracciare il danno è un’arte che si può imparare. E le cicatrici possono diventare bellezze da esibire, vere opere d’arte della vita, ognuna con la propria trama da raccontare. Ricordate: se un oggetto è bello, rimane bello nel tempo. La vostra bellezza interiore dovuta a una buona relazione con Geova, bella era e bella rimarrà. Anche se ora siete lontani da lui. Geova non vi considera per quello che ora siete ma per quello che eravate. Quella bellezza si è spezzata? Geova può ripararla e impreziosirla.

Chi ama il designer sa bene che tutti quegli oggetti che si avvalgono di vita vissuta, sono oggetti che invecchiano bene perché sono stati pensati e costruiti con materiali durevoli e con delle estetiche equilibrate. Se un oggetto è piaciuto ad altri prima di te, significa che la scelta l’ha già fatta qualcuno prima di te. Se poi è vissuto in un contesto affascinante, contribuisce a portare un tocco di narrazione in più. Per questo motivo, spesso, vale la pena acquistare un oggetto usato rispetto ad uno nuovo, incontaminato. Capito? Geova non vuole fare di te un oggetto nuovo. Lui non nasconde la tua storia, il tuo passato. Hai vissuto con Lui la tua storia e la tua vita vale di più rispetto a una nuova. C’è un tocco di narrativa speciale in più. Ogni essere umano è legato alla storia e al tempo. Geova di più. Alcuni confondono il lifestyle (stile di vita) con il riciclo. Geova non ricicla nessuno dei suoi servitori. Lui ha uno stile di vita. Gesù è il modello da seguire.

Il Lifestyle è il modo in cui una persona vive, è l’interesse per ciò che la circonda, è scambio di opinioni, è interazione con l’ambiente, è cultura, divertimento, è cibo, è fitness, è insomma l’arte del vivere bene. Ogni cristiano ha uno stile di vita diverso da un altro, poiché interagisce in un ambiente diverso. Ma tutti i cristiani seguono le norme della Bibbia per avere un accettabile stile di vita. E’ questo che li accomuna. Geova non ci ricicla alla meno peggio. Ci dà un’impronta unica e irripetibile in base a quello che siamo. In base ai tratti orientativi dei nostri pensieri e del nostro carattere. Una preziosa tazza rotta, quando viene riparata con la tecnica del kintsugi, non viene modificata nel colore o nella sua struttura originale. Rimane sempre quella, con qualcosa in più: le crepe impreziosite di oro. Il resto rimane immutabile.

Non vergognarti di mostrare le crepe della tua vita. Possono diventare la tua peculiarità. Più correttamente: la specialità di Geova.

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