Efficace o efficiente?

L’ideale sarebbe entrambi, pur essendo due concetti diversi ma con molte similitudini. Il segreto del successo dipende dal trovare un giusto compromesso fra le parti. La tecnologia ha comunque ridotto le differenze.

Efficace è colui che ottiene l’effetto sperato e con le sue capacità si dimostra adeguato a raggiungere un fine. Chi è efficiente ha un rendimento notevole quando svolge e porta a termine i suoi compiti.

Nei rapporti tra cristiani l’efficienza è un modo per essere efficaci. Il rendimento efficiente ha bisogno dell’efficacia per raggiungere gli obiettivi. Si può essere efficienti ma non raggiungere lo scopo finale. Mentre l’efficacia è talmente abile che si serve dell’efficienza per raggiungere l’obiettivo sperato.

A volte senza l’efficienza non si può essere efficaci. Ad esempio, l’ordine teocratico è essenziale. Geova è un Dio di ordine e di pace, e tutti i suoi servitori riconoscono l’efficacia di ubbidirgli e sottomettersi. Tuttavia per essere ordinati si deve avere un minimo di efficienza.

Comunque, non è l’efficienza che attira le persone a Dio, ma l’amore che scoprono di lui. Perciò, l’efficacia riguarda lo stato spirituale su cui pervenire, mentre l’efficienza si basa sugli strumenti per raggiungere questo obiettivo.

Chi è efficiente si propone di fare di più in meno tempo e con minor dispendio di energie. Può riuscirci e può non farcela. Invece, l’efficace usa i modi diversi dell’efficienza per arrivare fino alla fine. Un po’ come l’automobilista e l’auto. Il cristiano efficace è chi guida, mentre l’efficiente è l’automobile.

Il pericolo sono le troppe regole che nuocciono nei rapporti e ne limitano la creatività. Soprattutto, si deve mostrare equilibrio evitando il perfezionismo e l’irritazione ogni qualvolta si perde tempo ed energia. Può nuocere alla salute e quasi certissimamente soffocherà la propria gioia e quella di coloro che stanno vicino. Non bisogna perdere la gioia di vivere per una vita freddamente efficiente.

L’efficienza ha la sua importanza, ma non bisogna diventarne schiavi

Purtroppo è questo il limite dell’efficienza, non riconoscere che non tutti possono acquisire lo stesso grado di efficienza. A lungo andare si fa più affidamento su chi è gioioso ma meno efficiente, che su chi è efficiente al 100 per cento ma che non ci mette voglia e che fa le cose senza gioia e con indifferenza.

Come si può comunicare con efficacia?

Se a volte è difficile comunicare tra fratelli immaginate quanto lo sia tra sconosciuti. Ad esempio, come si può essere efficaci nell’uso dei social con utenti che non abbiamo la più pallida idea di chi siano?

Innanzitutto bisogna mettersi nei loro panni. È naturale essere sospettosi con gli sconosciuti. Un buon modo per rompere il ghiaccio è comunicare con modi pacifici e amichevoli. Una persona aggressiva, veemente e bellicosa non solo non attrae, ma spesso respinge.

Per far sentire a proprio agio gli altri occorre essere ben preparati. Chi sa cosa dire è meno nervoso e non monopolizza la conversazione. Comunicare efficacemente significa anche saper ascoltare ciò che interessa agli altri.

Dicono che la modestia mentale lubrifica gli ingranaggi della comunicazione. In effetti, “quando arriva la presunzione arriva anche il disonore, ma la sapienza è con i modesti” raccomanda Proverbi 11:2. Risulta più facile parlare con una persona modesta di mente che con un presuntuoso sapientone.

Prima di correggere qualcuno con efficacia, è vantaggioso costruire un dialogo partendo dalle idee che abbiamo in comune. Questo richiede pazienza e tatto.

Comunque, la vera efficacia si basa soprattutto sull’amore altruistico. Con i fratelli “inattivi” dobbiamo manifestare lo stesso spirito di Gesù, che provava compassione perché erano “mal ridotte e disperse come pecore senza pastore”. (Matteo 9:36)

L’efficacia ci induce a far conoscere le qualità di Dio e aiutare i nostri fratelli inattivi (e non solo loro) con modi amorevoli. Il successo nella ricerca di questi fratelli sta nel giusto equilibrio tra l’efficacia e l’efficienza.

Immagine in alto: l’efficiente, diversamente da chi è quadrato, si trasforma in una palla per facilitare il percorso dell’efficace che la rotola fino alla fine. L’efficiente e l’efficace sono un tutt’uno quando devono raggiungere un obiettivo comune.

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