ELOGIO DEL PARADOSSO

[…] Nei vostri articoli usate frasi per esprimere delle opinioni che sono a favore o contro il modo di pensare di molti Testimoni di Geova nominati. Anche se a volte sembrano esagerate, devo ammettere che colpiscono nel segno. […]

Nei vostri articoli fate buon uso di quello che generalmente viene chiamato paradosso, accompagnato da una venatura di enfasi. Lo fate per scuotere le coscienze. Sono d’accordo con questo modo di trasmettere la verità, perché essa va oltre le apparenze, le ovvietà e il modo di pensare comune.

Fare questo non è una novità per chi è attento lettore della Bibbia. Il parlare di Gesù e la sua vita erano spesso paradossali. E non poteva essere altrimenti. Non poteva rinchiudere negli stereotipi delle abitudini religiose e morali del suo tempo il suo modo di esprimersi e il messaggio che diffondeva. L’insegnamento cristiano, per dirla con le parole di Gesù, è come “il vino nuovo che non va messo in otri vecchi” (Lu. 5:37, 38). L’insegnamento di Cristo ‘rompe le botti vecchie’, cioè gli schemi e le espressioni comuni. Il linguaggio della Bibbia, le sue valutazioni, i giudizi che esprime, sono troppo grandi per essere contenuti in botti piccole e usurate dal tempo.

Un tale linguaggio non ha come scopo quello di fare colpo sulla gente, e non è nemmeno un modo radicale di far valere le proprie opinioni. È una rottura nei confronti degli schemi del comune ragionamento. Ma anche nei confronti di una religiosità prigioniera di abitudini e di frasi fatte. Si tratta non di una rottura distruttiva, ma di un recupero dei valori originali del cristianesimo primitivo, contro le distrazioni di cui abbiamo fatto l’abitudine. Ci sono esempi nella Bibbia che dimostrano come anche la creazione di Geova non si muove su schemi scontati, prevedibili e calcolati. La creazione si muove su schemi che nemmeno la nostra immaginazione riesce a comprendere. Pensiamo al chicco di senape, il più piccolo dei semi, che diventa grande come albero o a un chicco di grano che deve morire per produrre molto frutto.

Ragionare in termini paradossali è del tutto assente agli oratori e a gran parte dei proclamatori quando predicano. Gli schemi trattati alle adunanze sono strumenti per sviluppare idee da applicare in base ai bisogni e alle circostanze. Chi non va oltre quello che è scritto abbassa la qualità del linguaggio di Cristo, impoverisce i ragionamenti e dimostra di essere limitato mentalmente. Un oratore che non ha capacità oratorie o un predicatore che non sa predicare non è un paradosso ma un problema.

Ci sono anziani che ripetono frasi trite e ritrite quando visitano i fratelli ‘inattivi’. Di fronte a una domanda imbarazzante che richiede una spiegazione scritturale vanno nel panico, perché non sono abituati a ragionare con chi la pensa diversamente. Si mettono sulla difensiva e considerano una legittima richiesta come un atto di insubordinazione o come un affronto personale. Vogliono i fratelli accondiscendenti o con la bocca cucita.

Non capiscono che Geova predilige i criteri capovolti. (Vedi Lu. 10:21). È difficile per costoro accettare l’idea che Dio provi più gioia per un peccatore che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione o che paghi gli operai dell’ultima ora come quelli della prima ora. Il paradosso fa parte dell’esperienza umana e della verità rivelata da Cristo. Gesù non è venuto per, ma. C’è sempre un ma, nelle parole di Gesù, che indica l’opposto di quanto si crede comunemente. Pietro, che in una occasione rimprovera Gesù, viene definito Satana, perché manifesta pensieri umani e non quelli di Dio. (Mr. 8:32,33). Ragionare in termini umani significa rinchiudere il paradosso della Parola di Dio entro gli stereotipi del senso comune.

IL PARADOSSO DELLA VERITA’ NELLA BIBBIA. 

Si tratta di una verità presentata in due aspetti apparentemente in contraddizione. Per una esatta comprensione si deve considerare: il contesto; le impressioni personali dello scrittore; le fonti diverse consultate; le usanze dell’epoca; le parole simboliche e letterali. Una orchestra è formata da strumenti diversi, ma la capacità del direttore d’orchestra è quella di saper armonizzare i vari suoni. Allo stesso modo, bisogna armonizzare quelle scritture apparentemente in contraddizione fra loro.

Gesù proviene da una famiglia povera invece che ricca. Nasce in una stalla invece che in un luogo solenne. Gli angeli rivelano ai pastori la notizia della sua venuta invece che ai sacerdoti nel tempio. Durante il suo ministero avrà cura dei peccatori invece che dei giusti. Toccherà gli infermi invece che i sani. Predicherà ad alta voce quando nessuno lo vorrà sentire. Rimarrà in silenzio quando i capi sacerdoti si aspetteranno spiegazioni per coglierlo in fallo. Alla fine, risorgerà quando tutti pensavano di tenerlo morto in una tomba. La vita di Gesù è fatta di paradossi.

Gli ‘inattivi’, secondo me, sono anch’essi un paradosso dei Testimoni di Geova. Pur non partecipando alle varie attività teocratiche, sono diventati più ‘attivi’ nella verità, studiano di più la Bibbia, si sentono più vicini a Dio, e hanno dato una dimensione alla loro vita. Nella loro apparente ‘illogicità’, si sono dimostrati più veri di tanti altri Testimoni. Sono fratelli che in passato hanno fatto tanto per spargere i semi della verità e non hanno motivo di temere il giudizio di Dio. Il seme germoglia miracolosamente nel segreto della terra quando il seminatore è inattivo. Durante il gelo dell’inverno, al contadino è richiesto solo di attendere, di avere pazienza. E’ durante l’inoperosità che il frutto matura. Anche questo è un paradosso.

Paolo

 

 

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Commenti (3)

  • Anonimo

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    Bello, molto esplicativo.

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  • Lude

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    “Si mettono sulla difensiva e considerano una legittima richiesta come un atto di insubordinazione o come un affronto personale. Vogliono i fratelli accondiscendenti o con la bocca cucita.”

    quante volte, ma quante volte……abbiamo sopportato simili atteggiamenti…ma a quanto pare, è molto diffuso questo atteggiamento, pensavo fossero cellule impazzite solo nella ns. congregazione, ti chiamano come il tecnico per la revisione della caldaia, ciao, vorremmo farvi una visita il giorno tot alle ore tot, con quella voce del..come se niente fudesse…ti viene automatico dopo anni di pastorale latitanza, rispondere: Anche no, grazie. Pare che il telefono si sia istantaneamente congelato per la freddezza della comunicazione, ipotizziamo …scuola minstero teocratico….lezione calore e sentimento..valutazione P

    Questa invece ci ha confortati parecchio:

    Gli ‘inattivi’, secondo me, sono anch’essi un paradosso dei “Testimoni di Geova. Pur non partecipando alle varie attività teocratiche, sono diventati più ‘attivi’ nella verità, studiano di più la Bibbia, si sentono più vicini a Dio, e hanno dato una dimensione alla loro vita. Nella loro apparente ‘illogicità’, si sono dimostrati più veri di tanti altri Testimoni. Sono fratelli che in passato hanno fatto tanto per spargere i semi della verità e non hanno motivo di temere il giudizio di Dio. Il seme germoglia miracolosamente nel segreto della terra quando il seminatore è inattivo. Durante il gelo dell’inverno, al contadino è richiesto solo di attendere, di avere pazienza. E’ durante l’inoperosità che il frutto matura. Anche questo è un paradosso.”

    Grazie Paolo

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  • Paolo

    |

    Grazie a te Lude. Scusa per il ritardo.

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