Epafrodito di Filippi

epafrLa pena più lacerante che si prova in questi momenti è di considerarsi un fallimento. La depressione non è un sinonimo di fallimento spirituale né di debolezza mentale.

Epafrodito fece un viaggio estenuante da Filippi a Roma per portare un dono a Paolo. Si proponeva di rimanere con lui per aiutarlo in quella difficile situazione. Ma, mentre era Roma, si ammalò “e fu vicino alla morte”. Pensando di non essere riuscito a portare a termine il suo compito, entrò in uno stato depressivo. (Filippesi 2:25-27)

Le cause che in qualsiasi momento portano alla depressione sono molte. La morte della persona amata è tra le più devastanti. E se non si riesce a elaborare il lutto, i suoi effetti sulla salute sono ancora più distruttivi. Questo tipo di depressione grave può portare il coniuge vedovo alla paralisi delle attività cristiane. L’inattività è, a volte, conseguenza della morte di una persona cara. E’ come vivere “in luoghi tenebrosi” (Salmo 88:3,17,18). Le pene del cuore quando tormentano in questo modo possono abbattere anche lo spirito più resistente. La pena più lacerante che si prova in questi momenti è di considerarsi un fallimento. La depressione non è un sinonimo di fallimento spirituale né di debolezza mentale. Qualsiasi dispiacere abbia lasciato il segno non cambia il valore di una persona. Non è il fatto che siamo – o quanto siamo – amati dagli altri a determinare il nostro valore. Anche Cristo “fu disprezzato e non tenuto in nessun conto” (Isaia 53:3). Non dipendeva da lui. Nessuna speranza è disperata. Il valore di una persona non dipende dall’approvazione degli altri.

A volte gli inattivi depressi ricevono visite da anziani o da amici benintenzionati che hanno scarsa conoscenza in campo medico. Purtroppo, alcuni hanno aggravato lo stato di salute del depresso. In questi casi è ragionevole accettare consigli solo da fonti accreditate. A volte, superficialità e incompetenza spirituale – cosa ancor più grave –, hanno fatto più danno della depressione stessa. Eppure il comando biblico è di una semplicità disarmante: “Parlate in maniera consolante alle anime depresse” (1 Tessalonicesi 5:14).

A proposito di Epafrodito, Paolo scrisse: “Fategli… la consueta accoglienza nel Signore con gioia; e continuate a tenere cari gli uomini di tale sorta”. Accoglienza gioiosa e considerazione da parte della congregazione avrebbero aiutato Epafrodito a riprendersi. Accoglienza significa ricevere il fratello in maniera benigna e ospitale. Vuol dire stare in sua compagnia, concedere la nostra amicizia, far vedere quanto siamo felici di accoglierlo come Geova e Gesù hanno accolto noi.

Mostrare considerazione per i depressi inattivi vuol dire essere capaci di fare un’analisi della situazione. Significa mostrare riguardo e sensibilità ai suoi sentimenti. La vista degli afflitti non lascia indifferente chi mostra considerazione cristiana. E’ spinto a recare sollievo. Tiene conto dei limiti e dei bisogni del prossimo. E’ motivato ad agire in modo compassionevole, mostrando dignità al depresso. Non si concentra sui difetti, vede il potenziale. Se trattato in questo modo, sarà difficile per un inattivo depresso ritornare a servire Geova e la congregazione?

 

 

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