ESAGERARE

L’eccessivo consumo di sale è stato collegato dai medici al deterioramento cognitivo, ed è un fattore di rischio per la demenza. D’altro canto, se si esagera col miele viene il vomito.

Gesù paragona i suoi discepoli al sale non al miele, nel senso che avrebbero potuto aiutare altri a evitare la corruzione spirituale e il decadimento morale (Matteo 5:13; Luca 14:34,35). Proprio come il sale rende il cibo più gustoso, il sale simbolico rende ciò che viene detto più facile da accettare (Marco 9:50).

Per il gusto gradevole e per le sue proprietà risanatrici, il miele è paragonato nella Bibbia ai detti piacevoli e alla sapienza, (Proverbi 16:24). Invece, mangiare troppo miele può far venire il vomito, la diarrea e l’orticaria. Il parlare mellifluo è riferito a chi schizza miele da tutte le parti. Chi è troppo sdolcinato è un pericoloso adulatore, dotato di una dolcezza affettata, insinuante, spesso simulata e insincera (Proverbi 29:5).

Ci sono periodi in cui la nostra fede viene ferita dalle prove della vita. Per guarirla, a volte, ha bisogno del sale, non di un ostentato buonismo.

«La fede non è un po’ di miele in bocca per imbonire l’ingoiare di qualche pillola amara. Delle volte è qualcosa che brucia, come il sale su una ferita. Ma proprio per questo le impedisce di “marcire”. Siamo chiamati ad essere sale, non miele […] Le cose che marciscono sono le cose vive. Le cose morte non rischiano di marcire, perché in loro non c’è vita. Una malattia si sviluppa lì dove c’è vita. Una piaga fa male perché vulnera un corpo vivo. La santità è il tentativo di mantenere la vita viva, di non lasciare che vada a male […] Ecco perché è sbagliato pensare che la santità consista solo in un facile buonismo da quattro soldi: piuttosto essa è una dolcezza a caro prezzo, così come solo il sale sa fare su una piaga». (Sale, non miele. Per una Fede che brucia, Luigi Maria Epicoco)

L’equilibrio rende felici

Il cristiano equilibrato non va mai agli estremi. Un estremo è quello di minimizzare i problemi di un tempo esagerandone i fatti positivi. Questi ricordi distorti possono farci rimpiangere i bei vecchi tempi. (Ecclesiaste 7:10).

Si esagera alterandosi e mostrando in modo eccessivo la propria indignazione.

Alcuni si sentono come il profeta, che gridava a Geova per avere giustizia senza capire perché gli accadessero certe ingiustizie vere o presunte (Abacuc 1:2, 3).

Altri possono cominciare a vedere i fratelli attraverso la lente dell’imperfezione. Esagerano i difetti e non vedono le loro qualità spirituali. Ancor peggio, applicano una visione falsata, non solo ai singoli ma all’intero popolo di Dio. Il sale di costoro sta incominciando a perdere il suo sapore e la capacità di conservazione.

Chi per natura esagera ha la tendenza a far apparire maggiore la verità più di quanto essa lo sia.

In Rete è facile prendere l’abitudine di esprimersi in termini che sono tecnicamente accurati ma fuorvianti. Chi ricorre all’inganno per conseguire un fine esagera sempre i fatti.  A volte, alcuni esagerano o nascondono dettagli importanti ai fini della verità. Lo si nota quando in una discussione scritturale introducono preferenze ed opinioni personali. In un dibattito sincero, chi è equilibrato e deve citare fatti spiacevoli lo farà per dimostrare un argomento senza esagerazioni positive o negative.

Alcuni non si fanno scrupoli ad esagerare i fatti.

Non credete a tutto quello che leggete nel Web. Per soddisfare la curiosità dei visitatori, gli amministratori di un sito divulgano informazioni approssimative. Tendenzialmente vogliono promuovere i loro articoli, le loro idee. Lo scopo è quello di attirare nuovi lettori e simpatizzanti. Vi raccomandiamo di stare attenti alla falsa accuratezza, alle gonfiature evidenti e alla persistente tendenza ad esagerare.

Chi esagera supera i limiti della verità.

Anche in congregazione alcuni non scherzano. Quante esagerazioni notiamo nel correggere chi sbaglia! Alcuni responsabili non si rendono conto che gli sbagli fanno parte del processo di crescita spirituale. I fratelli che vengono trattati benevolmente non hanno paura di essere puniti per aver preso un’iniziativa.

Quando gli anziani sono freddi o aspri, i fratelli hanno paura di muovere persino una sedia in Sala del Regno. Non lamentatevi se poi i fratelli e le sorelle non prendono nessuna iniziativa per rendersi utili in qualche modo, se trovate continuamente da ridire sul loro operato, rimproverandoli o punendoli.

Nonostante il vitale contributo che apportano alla congregazione, gli anziani non devono esagerare la propria importanza.

Anche quando siamo convinti d’avere ragione, non dobbiamo esagerare insistendo a volere le scuse a tutti i costi o vendicarci con chi ci ha ferito. Un atteggiamento del genere non facilita molto le cose a chi voglia riparare qualsiasi torto abbia commesso. Lo scopo è di sistemare le cose in modo spirituale e di ‘guadagnare il nostro fratello’.

Disturbo Istrionico di Personalità

È caratterizzato da una esagerata grandiosità, dalla ricerca spasmodica dell’ammirazione. Chi ne soffre ha un comportamento teatrale vistoso. Sovrastima le sue capacità compiacendosi delle proprie doti. È convinto che gli altri lo vedono come si vede lui. Se gli altri non lo fanno inizia a sminuire le capacità altrui per innalzarsi credendosi superiore.

Costui è talmente fragile che basta una piccola critica per farlo sentire umiliato. Queste caratteristiche negative lo condannano all’isolamento sociale o a una parvenza di umiltà che maschera la grandiosità. Insomma, è un attore enfatico della sua vita.

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