Essere gentili con gli altri, fa bene a se stessi

La gentilezza è il modo migliore che abbiamo per relazionarci, per comunicare, per risolvere problemi e raggiungere obiettivi.

E’ dimostrato che la gentilezza influisce positivamente sui parametri biologici, DNA, benessere, salute e longevità, così come sulla qualità delle relazioni e dei processi sociali.

La biologia che studia i valori umani indica che il più forte non è chi lo è fisicamente, ma è il più gentile a essere maggiormente adatto al cambiamento e alla sopravvivenza.

La parola “gentilezza” richiama il senso del garbato e deriva da gens a indicare una nobile famiglia allargata con reciproci doveri di difesa e assistenza. La gentilezza va ben oltre l’educazione. È un valore sociale importante, che crea senso di appartenenza i cui elementi caratteristici sono empatia, cortesia, amorevolezza e spirito di reciprocità.

In che modo la gentilezza aiuta a ridurre i conflitti?

Nel jujutsu si usa la forza dell’avversario per neutralizzarlo. L’aggressore ti tira? Tu spingi. Lui ti spinge? Tu cedi, ruoti e gli fai perdere l’equilibrio. Nessuna risposta violenta, ma semplici gesti di neutralizzazione per dimostrare in modo gentile che la forza aggressiva si ritorce verso di lui.

Così vale nei dibattiti, se l’interlocutore è aggressivo applichiamo il principio della cedevolezza per sbilanciarlo, ad esempio con una domanda ben concepita; esprimendo in modo chiaro lo stesso concetto ma con parole comprensibili, semplici che spingono a cambiare opinione.

Martedì 19 Gennaio 2021                                                                                                                   ItaliaOggi

Il conflitto fa parte della natura umana e per quanto ci è possibile è saggio non evitarlo, ma va affrontato con la giusta gentilezza con l’obiettivo di disinnescare la verbosità accesa. Si accetta e si pratica secondo le regole costruttive e non distruttive.

In un conflitto, il successo dipende nel trasformarlo in energia positiva. Se poi è impossibile farlo, allora è meglio evitarlo. L’esperto di arti marziali non fa nulla per primo. Segue con attenzione i movimento dell’altro e in base a questa tecnica trova la giusta mossa per agire.

In un dibattito bisogna prima di tutto ascoltare con mente aperta. Studiare attentamente le mosse di chi parla, senza farsi influenzare dai pregiudizi. In questo modo si fa capire all’interlocutore che lo stiamo ascoltando e nello stesso tempo non giudichiamo ma elaboriamo quello sentiamo per rispondere in maniera efficace.

Essere gentili richiede una nobiltà d’animo capace di esprimersi  su mutuo riconoscimento, rispetto e cura benevola. Il fiore di loto, ha il potere di crescere e sbocciare anche nel fango, così la gentilezza aiuta a crescere anche in ambienti ostili.

Non priviamoci dunque della gioia che si prova rispondendo con gentilezza alla paura, allo sgarbo, alla vendetta, al sopruso, all’ignoranza, alla violenza, al rancore. Anche per una questione di salute e qualità della vita. La gentilezza, insieme alla gratitudine, all’altruismo e all’empatia, sono eccellenti strumenti di difesa della nostra salute.

Focalizzarsi sul bene di qualcun altro in modo disinteressato sembra avere un forte impatto sui nostri meccanismi di equilibrio emotivo, il che ne fa un potente strumento di benessere, in grado di migliorare il rapporto con gli altri e la nostra stessa salute.

Mostriamo dunque gentilezza in ogni occasione. Lasciamola libera di abitare parole, gesti, sguardi, carezze e persino silenzi.

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