Estremisti digitali

Molti che sono ostili ai tdG hanno capito la nuova logica digitale per estremizzare le loro idee sul web. Una volta c’era la carta stampata e i volantini come mezzi per diffondere le loro opinioni. Ma non erano strumenti efficaci né per raggiungere un buon numero di persone né per avere o divulgare informazioni di prima mano.

Erano i tempi di singole iniziative o di piccoli gruppi associati agli ultras della Chiesa Cattolica. Oggi, con il progresso tecnologico nel campo della comunicazione i tempi sono cambiati. Un oceano di informazioni sommerge chi vuole conoscere cosa, dove e quando sui tdG. Gruppi agguerriti e organizzati in comunità virtuali parlano sempre di più delle loro storie e manifestano liberamente le loro opinioni sull’organizzazione. Desolante è che a farlo in negativo sono anche gruppi della stessa religione dei tdG.

Con l’istituzione di un sito ufficiale, broadcasting e quant’altro, il corpo direttivo ha sdoganato Internet. Questa apertura ha permesso a milioni di proclamatori di avere accesso a informazioni provenienti direttamente da canali ufficiali, in tempo reale, favorendo inoltre un atteggiamento da negativo a positivo del web rispetto al passato.

È in questo contesto che si sono inseriti siti e blog, offrendo a ciascuno, a costo zero, la possibilità di mettere in vetrina, senza filtri o inibizioni, esperienze, desideri, paure, affetti. Un nuovo modo di comunicare, che ha ampliato i confini e le forme della comunicazione e in cui sono nati gruppi e siti, alcuni dei quali veri cortili di estremismo digitale. Ridurre al silenzio l’altro, gridare il proprio odio, prendersela con coloro i quali hanno servito insieme per anni, ridurre l’amico fraterno in nemico da combattere, sono modi di fare sdoganati prima sulla rete e poi nella realtà.

Una sorta di rivendicazione della verità, una vera lotta di religione che si è trasformata in rabbia digitale, dove l’urlo, la lamentela e il malessere sono tra le discussioni più accese. Una violenza verbale di stati d’animo negativi, di storie esasperate e di frustrazione. Si inizia con un post e si finisce con l’insulto. Non c’è più spazio per la critica, intesa come capacità di analisi della realtà, milioni di utenti disillusi, protagonisti e vittime di un modo di comunicare diseducativo e isterico.

Ormai non esistono più i ragionamenti, l’analisi, lo scambio intellettuale di idee per imparare e crescere in conoscenza, allargare i propri orizzonti mentali. Ogni comunità cresce e si alimenta di malanimo, lamentele, esasperazioni, esagerazioni, confusione, aspetti che servono a manipolare e controllare un pubblico digitale sempre più crescente. Si cerca di conquistare, attraverso l’esagerazione o la distorsione delle informazioni, i cuori e le menti degli insoddisfatti, degli illusi e dei delusi, degli arrabbiati e degli ostili. Sono i nuovi estremisti del web, gli scioperanti digitali, i manifestanti delle piazze digitali, quelli che con i loro slogan ripetuti come tanti pappagalli, non sanno nemmeno che cosa blaterano. Propaganda spazzatura, dove si getta di tutto: indifferenziata, plastica, umido, carta, vetro, Dio, Gesù, i santi, il Papa, le chiese, la Bibbia…

Storie drammatiche, urla di disperati, verità alternative, profezie che più di Bibbia sanno di algoritmi cervellotici, ignoranza emotiva, cialtronerie dottrinali, individui conflittuali sordi e ciechi, una vera moderna arca digitale di Noè, dove convivono animali di ogni specie. A contare e a influenzare non è l’autorevolezza delle fonti, ma la capacità di orientare lo stato d’animo degli esagitati anti tutto e tutti anti. Un piccolo blog, un sito online, l’invenzione di notizie mezze vere e mezze false, a volte news inventate di sana pianta, bufale idiote, hanno una presa mentale impressionante.

Persino tdG solidi nella fede stanno cadendo dal pero come frutti guasti. L’incertezza pervade la spiritualità di molti e i dubbi crescono sempre di più in menti prive di riflessioni. Il nemico numero uno è il corpo direttivo, che va ammazzato al più presto prima che mieta altre vittime. Il capro espiatorio di tutti i mali dell’umanità: dal buco dell’ozono al flusso migratorio, dalla fame nel mondo alla criminalità organizzata, dalla mancanza di lavoro allo sfruttamento dei deboli, dalle banche alle immobiliari del cemento. È senza dubbio colpa del corpo direttivo se la Juve ruba le partite. Gli arbitri hanno sudditanza psicologica? Sempre colpa del corpo direttivo dei tdG. Cacciamo il corpo direttivo dal campionato di serie A. E così via, con tante scemenze e idiozie.

Organismi come l’ATCV-1, si sono impossessati delle menti digitali, rendendole stupide. Parassiti tossici che viaggiano liberamente nel corpo e nella mente di tanti viaggiatori virtuali. Per non parlare poi dei tripanosomiaci che dopo essersi svegliati dal letargo spirituale, sono divenuti amebici.

Il rischio è che, di fronte all’aggravarsi delle informazioni taroccate e artate come nemmeno il diavolo riesce a fare, monti sempre di più la rabbia e la bava alla bocca. Non abbiamo bisogno di lumache che amano la loro bava, né di lama che sputano. Occorrono idee, simboli, speranza, persone nuove, creative, pacifiche e spirituali. Insomma veri discepoli di Cristo, equilibrati, amanti di Dio e non delle bufale, e nemmeno amanti di sé stessi o dei loro simili digitali. Moderati, non urlatori, persone misurate, incoraggianti e non prefiche digitali, né radicali e né intransigenti. Praticamente, come cercarli nel buio digitale con il lanternino ancora fumante.

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