Evita i discorsi vuoti

Immergersi nel web in discussioni inutili, anche quando le buone intenzioni sono evidenti, può diventare controproducente e se la discussione degenera può prendere il sopravvento anche sul cristiano giudizioso ed equilibrato.

Lasciarsi coinvolgere in dibattiti lunghi e negativi non giova affatto alla salute spirituale. Ma perché ci caschiamo di nuovo? Perché ci lasciamo trascinare così volentieri dalle chiacchiere, quando l’esperienza e il buon senso stanno lì a dirci che più volte ne abbiamo risentito a livello mentale o la coscienza è rimasta turbata?

Forse cerchiamo un incoraggiamento, una specie di consolazione, oppure speriamo di trovare sollievo alle nostre preoccupazioni. Forse ci piace parlare di ciò che abbiamo a cuore o di quello che più ci infastidisce in congregazione. Ma veramente pensate di trovare consolazione nel web? Le discussioni on line sono sempre edificanti? Internet ha una sua natura: dare spazio a intelligenti e stupidi, preparati e ignoranti, professionisti e dilettanti, buoni insegnanti e cattivi maestri, diplomatici e sconsiderati, educati e maleducati, tolleranti e intolleranti, ragionevoli e fanatici, equilibrati e invasati, ecc.

Cattive abitudini e superficialità spirituale inducono a non porre un freno alla lingua. È già difficile parlare della stessa fede con i nostri conservi, immaginatevi con coloro che la pensano diversamente. Ci vuole molto a capire che se non ci occupiamo di quello che dicono altri o delle cose che non ci riguardano, possiamo godere di una grande pace interiore? Non è possibile rimanere sereni se continuiamo a girovagare sul web alla ricerca di siti e comunità che si fanno gli affari degli altri. Colombe e falchi hanno sempre posizioni opposte. A volte nel web si entra colomba e si esce falco, il più delle volte nemmeno come. Si può entrare attivi e uscire inattivi o viceversa.

Discutere animatamente nel web in maniera carnale delle proprie convinzioni ci porta inevitabilmente in situazioni ancor più deprimenti per lo spirito. Bisogna comunque riconoscere che le difficoltà e le contrarietà non sono in assoluto delle disgrazie, perché hanno in sé quella capacità di richiamare il cristiano a sé stesso e di farlo riflettere sul valore della vita. Soffrire le negatività altrui, nonostante la nostra buona volontà, può diventare una prova positiva. Questa favorisce l’umiltà e la modestia e ci fa stare con i piedi per terra. Le ingiurie, gli epiteti, le discriminazioni ricevute a motivo della propria fede aumentano il desiderio di rivolgersi maggiormente a Dio.

Saldamente uniti a Geova non si ha più bisogno delle consolazioni umane. È nelle sofferenze che il fedele si stringe di più a Dio. Invece di essere abbattuti quando ci si imbatte nelle contrarietà del web, può rafforzarci di più se ne usciamo con più convinzione in Geova.

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