EVVIVA GLI IGNORANTI!

Questa folla che non conosce la Legge è gente maledetta! (Giovanni 7:49)

I farisei e i capi giudei si ritenevano giusti e istruiti. Consideravano con disprezzo la gente comune che ascoltava Gesù; la definivano “gente maledetta”. Il termine greco qui usato è dispregiativo e suggeriva l’idea che queste persone fossero maledetti da Dio. I capi religiosi giudei, nel loro disprezzo, usavano anche un’espressione ebraica, ʽam haʼàrets’ (“popolo del paese”).

Il termine veniva usato in riferimento a coloro che erano considerati ignoranti in fatto di Legge mosaica o che non seguivano meticolosamente le tradizioni rabbiniche. Molti capi religiosi stavano alla larga dal “popolo del paese” per non contaminarsi.

In genere chi apostrofa la gente come ignorante si ritiene una persona colta e lo dice perché si sente superiore. I capi religiosi, che si consideravano puri e incontaminati, ritenevano ignoranti e maledetti tutti coloro che ascoltavano Gesù. In verità, consideravano anche Gesù maledetto che invece accoglieva tutti quelli che lo ascoltavano, istruendoli intorno a Dio. Gesù benedice gli emarginati della cultura biblica.

L’istruzione ebbe inizio quando Geova creò suo Figlio il primogenito, il principio della creazione, che poté essere ammaestrato per innumerevoli millenni, direttamente dal più grande Insegnante in persona! (Giovanni 8:28). Gesù si valse dell’istruzione ricevuta parlando instancabilmente ad altri di ciò che aveva imparato da suo Padre.

Il versetto 15 del capitolo 7 di Giovanni dice: “Perciò i giudei si meravigliavano, dicendo: ‘Come ha quest’uomo conoscenza delle lettere, non avendo studiato nelle scuole?’” Erano perplessi perché Gesù non aveva frequentato nessuna scuola rabbinica, quindi non era istruito secondo i canoni da loro stabiliti. I farisei usavano l’istruzione per glorificarsi, Gesù la usava per glorificare Geova. 

Istruire significa “dare a qualcuno l’insieme di nozioni e di elementi necessari mediante l’insegnamento pratico o teorico”. Un’istruzione equilibrata dovrebbe aiutarci, non solo a leggere e a scrivere bene e in modo chiaro, ma aiutarci a crescere mentalmente e moralmente, ad avere l’addestramento pratico necessario per la vita di ogni giorno.

La storia ha dimostrato che i veri ignoranti della Parola di Dio erano i capi religiosi e i farisei, mentre i discepoli di Gesù, uomini illetterati e comuni, grazie al loro maestro di Nazaret, furono in grado di comprendere gli oracoli di Dio e divulgarli in lungo e in largo. Evviva quindi tutti quelli che sono disprezzati come gli ignoranti di Dio!

Il segreto della conoscenza di Dio non è l’istruzione e nemmeno l’ignoranza è un ostacolo. Gesù provava compassione per le persone perché “erano mal ridotte e disperse come pecore senza pastore”. Vedendo la loro triste condizione, “cominciò a insegnare loro molte cose” (Matteo 9:36; Marco 6:34). Il suo atteggiamento era completamente diverso da quello dei farisei, che non desideravano affatto aiutare la gente comune. L’ignoranza spirituale di molti farisei poteva essere dovuta al fatto che non desideravano piacere a Dio, nutrivano pregiudizi, invidia o odio vero e proprio nei confronti di Gesù e dei suoi seguaci.

A ragione Gesù li condannò per la loro ostinata ignoranza, dicendo: “Guai a voi che siete versati nella Legge, perché avete tolto la chiave della conoscenza; voi stessi non siete entrati [nel Regno], e a quelli che entravano lo avete impedito!” (Luca 11:37-52). Erano talmente orgogliosi che si esaltavano sminuendo costantemente il popolo. Lo facevano con parole offensive e paragoni denigratori. Gesù non era così. Capiva i sentimenti delle persone quando queste si rivolgevano a lui.

Non permettete che le ostilità di chi si crede superiore a voi raffreddi il vostro zelo e il vostro amore per Geova. Gesù rese chiaro che per lui i problemi della gente erano importanti. La Bibbia ci mette in guardia da coloro che hanno una certa autorità, che proclamano la loro benignità e amano dire che la loro porta è sempre aperta: “Una moltitudine di uomini proclameranno ciascuno la sua propria amorevole benignità, ma un uomo fedele chi lo può trovare?” (Proverbi 20:6)

Gli scribi e i farisei erano incapaci di imparare, nonostante ciò si erano seduti presuntuosamente sul seggio di Mosè per insegnare la Legge (Matteo 23:2). L’ignoranza in sé non è un male quando si è modesti e ci si lascia istruire. Male è non sapere di essere ignoranti. Malissimo è compiacersi di essere ignoranti, cioè non fare nulla per migliorarsi imparando. I farisei si vantavano di essere istruiti, in realtà questa presunzione li condannò a restare ignoranti per sempre riguardo alla verità di Dio. È meglio essere ignoranti sinceri che si lasciano istruire dal Grande Insegnante Geova Dio, che essere insegnanti di ignoranza.

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