Farsi carico di chi è nel bisogno

pastore ks

“Pascete il gregge di Dio”. – 1 Pietro 5:2

 La cura è un interessamento premuroso per una persona, un essere vivente, un oggetto. La cura richiede impegno attivo e coinvolge le emozioni e i sentimenti verso le persone bisognose e fragili. La cura implica anche la protezione e la difesa degli altri. In genere, viene più facile prenderci cura del nostro corpo e delle nostre esigenze. Ci teniamo molto al nostro aspetto e non badiamo a spese quando è implicata la nostra salute. Più faticoso e impegnativo è prendersi cura del prossimo.

Fa male vedere nell’ambiente del cristianesimo quanta fatica fanno molti a comprendere che farsi carico di chi è nel bisogno è uno degli aspetti fondamentali dell’insegnamento di Cristo. Il vero cristianesimo si fonda nel soddisfare i bisogni dei nostri fratelli, anche di quelli che non lo manifestano o non lo dichiarano apertamente. Prendersi cura dell’altro significa assumersi certe responsabilità. Vuol dire andare oltre il senso del dovere. Significa agire con intenzionalità e non di malavoglia o perché si è costretti a farlo. Geova ama chi dona allegramente con l’obiettivo di migliorare altri e se stesso.

Come è scritto in Giacomo 1:27 “La forma di adorazione che è pura e incontaminata dal punto di vista del nostro Dio e Padre è questa: aver cura degli orfani e delle vedove nella loro tribolazione, e mantenersi senza macchia dal mondo”. Quanti sono al corrente che tra gli inattivi ci sono anche numerose vedove e orfani? I vari programmi di assistenza organizzati dai corpi degli anziani, sotto la direttiva del sorvegliante del gruppo, si stanno rivelando in alcune congregazioni efficaci nella cura dei bisognosi e degli inattivi. In queste congregazioni lo spirito soccorrevole che tanti stanno mostrando è una benedizione per i fratelli e una lode per il nostro Creatore.

C’è comunque tanto da lavorare in quelle congregazioni dove ancora non si sono organizzate sotto quest’aspetto. Auspichiamo che con l’inizio del nuovo anno teocratico, i nominati nelle congregazioni facciano tesoro dei consigli ricevuti dal sorvegliante di circoscrizione durante l’adunanza con gli anziani e i servitori di ministero. (Vedi l’articolo Assumetevi la responsabilità di aver cura delle pecore). Rivolgiamo un appello sincero a tutti quegli anziani che leggono i nostri articoli e che hanno a cuore i bisogni degli inattivi, di inserire di tanto in tanto tra i punti dell’ordine del giorno delle adunanza tra anziani anche quello sugli inattivi.

C’era una bellissima frase nella prima lezione “Imitiamo Geova, il Pastore e Sorvegliante delle nostre anime” del vecchio Ks a pagina 11: “Dio ci dà la direttiva di cui abbiamo bisogno per aver cura del suo popolo. (Confronta Esodo 24:12). La sua Parola ci guida e il suo Spirito ci assiste al di là delle nostre normali capacità nell’assolvere le nostre responsabilità”. (2 Cor. 4:7) Aver cura dei bisognosi è una direttiva che non viene dagli uomini, ma direttamente da Geova. E per avere successo contribuisce l’operato dello Spirito Santo che va oltre le nostre normali capacità di assolvere l’incarico di pastori amorevoli. Questo è un grande privilegio per chi apprezza la profondità dello Spirito.

 

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Il dipinto che fa da copertina al libro di testo degli anziani raffigura un pastore che guarda il cielo con apparente preoccupazione per l’improvviso temporale che si sta avvicinando. Si trova al pascolo con le pecore e con ogni probabilità l’ovile dove portare le sue pecore al riparo non è così vicino. Le nubi minacciose hanno coperto il cielo tranne quel piccolo spazio di azzurro che si nota in alto a destra. Sullo sfondo a sinistra, due robusti alberi piegati si contrappongono alla figura stabile del pastore che tiene in mano il bastone. Le pecore sono tranquille, pascolano inconsapevoli della tempesta che sta per abbattersi. Si fidano del pastore, dalla più grassa all’agnellino, il primo a destra. Questo bellissimo dipinto dà l’idea dell’attenzione vigile del pastore a qualsiasi minaccia per le sue pecore. Il suo sguardo non è di paura, lui osserva il pericolo. Non è la prima volta che gli capita di affrontare la tempesta. Lui cerca di capire come muoversi senza spaventare le pecore. Da una parte c’è l’avvicinarsi minaccioso di un temporale e dall’altra la sicurezza con la quale il pastore si sta organizzando per portare al riparo il gregge.

 

 

 

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