Fate sacrifici per amore o perché gli altri vi vedono?

Due fratelli fanno una visita amichevole a un anziano fratello inattivoDue fratelli fanno una visita amichevole a un anziano fratello inattivo

A volte si fanno notevoli sacrifici, perché, immaginando di essere giudicati da altri, si proverebbe vergogna se si agisse diversamente.

L’idea che qualcuno osservi il nostro operato, scaturisce dall’importanza che diamo ad altri di opinare sul nostro carattere o sulla nostra personalità. Difficilmente proviamo piacere pensando male di noi stessi. Anzi, è talmente spiacevole avere una veduta negativa di se stessi, che alcuni distolgono lo sguardo da tutto ciò che potrebbe rendere sfavorevole un giudizio.

Ci vediamo quasi sempre con i nostri occhi, mai con quelli degli altri. Per alcuni è piacevole giudicare gli altri, eppure considerano spiacevole che gli altri li giudichino. Non sono in molti coloro che hanno il coraggio di togliere il velo che impedisce di far vedere agli altri i propri difetti.

Autoilludersi di ciò che si è o non si è realmente, oltre a essere una debolezza che inganna, è anche causa di molti turbamenti. Se ci guardassimo con gli occhi degli altri, correremmo ai ripari, troveremmo al più presto una soluzione per correggere i difetti più evidenti. In questi casi è insopportabile lo spettacolo a cui assistiamo.

Se di tanto in tanto, inattivi e anziani si vedessero gli uni con gli occhi degli altri, sarebbe non solo profittevole, ma anche un modo per valutarsi in maniera equilibrata e obiettiva. Vedersi con gli occhi degli altri è anche un modo per vedere come siamo percepiti: negativi o positivi?

Non tutti gli occhi degli altri sono puri. Alcuni hanno l’occhio malvagio e vedersi con questo genere di vista è pericoloso e antiscritturale. Allora è meglio guardarsi come ci guarda Geova: “Non come vede l’uomo vede Dio”. – 1 Samuele16:7. Cercate di vedervi come vi vede Geova. 

Cercate di considerare gli altri come li considera Geova. “Non ci sono divisioni nel corpo: tutte le parti si preoccupano le une delle altre”. — 1 Corinti. 12:25, Parola del Signore. Col passare del tempo potremmo cominciare a vedere i fratelli attraverso la lente distorta dell’imperfezione. La nostra imperfezione può portarci a esagerare i difetti dei fratelli, a non vedere le loro qualità spirituali: in altre parole, a dimenticare di considerarli come li considera Geova.

In realtà, chi siamo noi per giudicare qualcuno per dire che non dovrebbe far parte della congregazione? Geova può leggere il cuore, cosa che noi non possiamo fare. Non conosciamo in maniera completa i motivi di un’altra persona. Forse diciamo: “Io non ho pregiudizi nei confronti degli inattivi, ma . . . ”? E poi magari elenchiamo una serie di caratteristiche negative.

Tali sentimenti potrebbero rivelare che dobbiamo liberarci di qualche traccia di pregiudizio che ancora si annida in noi. Forse, è il caso di chiedersi: “Faccio uno sforzo costante per conoscere meglio i fratelli e le sorelle un tempo fortemente attivi?” “Vado a trovarli?”.

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