Fratelli invisibili fatevi vedere!

fratello invisibile

Questo sito è un luogo per raccontarvi. Serve a voi invisibili per essere protagonisti della vostra storia, della vostra “inattività” (che brutta parola). Come si può definire “inattivo” un fratello, che pur a modo suo, continua ad amare Geova?

Conosco diversi fratelli inattivi. Uno di loro è un mio caro amico. Ci sentiamo per telefono e quando sta bene, usciamo per trascorrere una serata in pizzeria. Parliamo dei fratelli e delle nostre esperienze. E’ stato lui, molti anni fa, a farmi “conoscere” la verità tramite lo studio della Bibbia. Per questo motivo ho con lui un legame profondo.

In quegli anni era anziano e pioniere. Molte persone hanno studiato la Bibbia con lui e sono diventate fratelli e sorelle.Era molto bravo a insegnare. Apprezzato e disponibile con chiunque avesse bisogno, si “spendeva” per la verità. Sono stato l’unico in questi anni a stargli vicino e con un po’ di timore a dire il vero. Ha ancora una forte personalità. In questo periodo sono entrato nella sua vita in punta di piedi. Ho bussato a casa sua con delicatezza, senza invadenza, senza disturbare. Pronto ad andare via se percepivo che non era il momento adatto. Ritornavo volentieri un’altra volta. Il mio sorriso accendeva il suo. Ci abbracciavamo profondamente come veri fratelli. Nelle nostre conversazioni non mancava mai di incoraggiarmi. Lo ascoltavo con partecipazione di cuore. Continuo a “pendere” ancora dalle sue labbra. Mi piace la sua logica e il suo calore quando parla della Bibbia. Lui vuole parlare solo di questo. C’è ancora tanta passione quando ragiona con le Scritture. C’è tanta amarezza per la sua situazione. “Al momento opportuno ritornerò” mi ripeteva. “Non ho mai smesso di amare la verità”. Quando arrivò il momento di ritornare era felice, ma com’era nel suo carattere, doveva prima chiarire alcune cose con il corpo degli anziani. Per alcuni mesi riprese a frequentare le adunanze ma alcune cose lo addoloravano: “Non capisco perché durante le adunanze gli anziani continuano a fare commenti negativi sulla mia situazione”. Non avevano il coraggio di parlargli direttamente e lui percepiva questa ostilità. Nonostante tutto, aveva deciso di riprendere il servizio di campo. Attendeva con ansia la visita del sorvegliante. Era emozionato come lo è un nuovo proclamatore. Poi accadde l’imponderabile: la conversazione che ebbe con il sorvegliante fu un vero disastro. Non vi racconto i particolari. Posso soltanto dirvi con certezza che non è stato capito. Da quel giorno smise di andare in Sala. Ma la cosa che lo addolora di più è la mancanza di interesse fraterno nei suoi riguardi. Dopo la grande accoglienza del primo giorno di adunanza scese un silenzio tombale intorno a lui. Perché ciò che facciamo in Sala del Regno deve essere altro rispetto a quello che avviene nella nostra quotidianità? A chi giova questa duplicità? Non serve, anzi è inefficace e dannosa. Sono l’unico che continua a interessarsi. “Non rinnegherò il mio passato ma solo alcuni uomini che ne hanno fatto parte” mi confessò amaramente l’ultima volta che ci siamo visti.

“In realtà, chi  sono gli invisibili?”

Ora mi rivolgo a voi Siblings (fratelli), uomini e donne troppo spesso invisibili, e che avete una gran voglia di farvi vedere. In fondo, questo sito è un luogo per raccontarvi. Serve a voi invisibili per essere protagonisti della vostra storia, della vostra “inattività” (che brutta parola). Come si può definire “inattivo” un fratello, che pur a modo suo, continua ad amare Geova? Il sito può mettere insieme esperienze toccanti raccolte in giro per il web. Penso che sia importante stare vicino a questi fratelli. Qualcuno che li aiuti a portare il pesante fardello della loro vita.

Sono in molti nelle congregazioni che la pensano come me. Vi vogliamo bene per tutto quello che avete fatto in passato. Non vi dimentichiamo. Siete ancora in grado di dare molto al prossimo. La parola d’ordine per gli anziani e i proclamatori è: “Diamo aiuto!” La partecipazione attiva della congregazione è fondamentale per la ripresa. Senza il nostro aiuto non si va da nessuna parte. Il mondo intorno a noi è cambiato. Cambiano le famiglie, i tempi, i bisogni. Molte cose di un tempo sono superate. Anche il modo di aiutare questi fratelli. Comunque, ciò che non deve mai cambiare è il nostro amore per loro. Geova li ama ancora. E noi? In realtà, gli invisibili non sono loro, ma noi che continuiamo a non farci vedere.

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Commenti (1)

  • Johnny V.

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    Solo oggi ho scoperto questo blog. Ho cominciato subito a scrivere e commentare.
    Ci sono amici e fratelli che gridano aiuto. Forza sù. Hanno bisogno di un sorriso, di una buona parola, di sentirsi vivi e amati.
    Ho visto articoli vecchi di mesi senza commenti. Amate il prossimo è il regalo più bello che si possa fare ad una persona triste. Un fratello puô rifiorire, rinascere. Basta metterci il cuore.

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