Fratelli non previsti alla mia porta di casa

“Benedizione agli amici che alla mia porta, senza essere chiamati, senza essere sperati, sono però venuti”.  (JOHN HENRY NEWMAN)

J.H. Newman, famoso cardinale inglese, fece scrivere a fianco della porta di casa sua le parole sopra riportate. Voleva evidenziare l’affetto di quegli amici che si fanno vedere senza essere attesi o reclamati. Un’esperienza del genere è descritta nella Bibbia, dove si narra che Abraamo, fu visitato da tre ospiti inattesi e che in seguito si rivelarono essere tre angeli. Quell’incontro inatteso si rivelò anche una straordinaria benedizione per l’accoglienza mostrata da Abraamo e Sara: la nascita di un figlio.

Oggi il mondo è pieno di persone che soffrono la solitudine, che vivono nell’anonimato e sono privi di ogni contatto sociale. Anziani abbandonati, malati senza che qualcuno li assista. Si riconoscono da come camminano, dalle espressioni del volto. Chi soffre di solitudine avverte che gli manca qualcosa, ma non sempre lo fa notare, perché essa è vista quasi sempre in maniera negativa. “Se uno è solo e non ha amici, la colpa può essere solo sua”, pensano molti. Perciò, è un segreto che a volte nascondiamo, anche a noi stessi.

Abbiamo scritto spesso sulla mancanza di visite specifiche ai fratelli lontani da parte dei pastori delle congregazioni. La rigidità con cui si muovono prima di fare visite pastorali, dà l’idea che molti pastori cristiani siano affetti dalla sindrome del “soldatino di piombo”. In realtà, ci sono anche anziani e amici di vecchia data, che si fanno vedere, senza tanti formalismi e senza tanti pregiudizi, a casa di alcuni fratelli lontani. Ci giunge notizia che due fratelli amici si sono presentati a casa di un loro amico e fratello di tante avventure spirituali. Questa visita è stata particolarmente apprezzata. La conversazione genuina, il tono amichevole delle parole dette, la gioia nel rivedersi, lo stare insieme nel rispetto della libertà delle proprie scelte, lo scambio affettuoso di idee diverse, tutte cose si si sono incrociate in un dialogo sereno ed edificante. I due, senza essere chiamati, o reclamati da continue lamentele, sono andati a casa del fratello lontano soltanto per stare con lui.

Semina il tuo seme e non far riposare la tua mano; poiché non sai dove questo avrà successo, o qui o là. (Ecc 11:6)

Chissà quanti di questi fratelli e sorelle portano con sé il telefonino con la speranza che qualcuno li chiami, qualcuno che si ricordi ancora di loro. Fratelli che vivono la loro solitudine in palazzoni popolari, dimenticati da tutto a da tutti. Eppure, conosciamo alcuni di questi tdG lontani con i quali abbiamo passato momenti felici in congregazione. Forse ci siamo affezionati o loro si sono affezionati a noi. Una visita inattesa è un dono di Geova. Non ricordarci è come dar loro da bere un calice di amarezza. Forse sono lontani, a motivo del loro brutto carattere, ma non perché non amano Geova.

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