«Io fui la radice della pianta maligna»

«Io fui radice de la mala pianta che la terra cristiana tutta aduggia, sì che buon frutto rado se ne schianta».

Ugo Capeto fu il capostipite della dinastia reale francese dei Capetingi, non certo famosa per aver compiuto grandi imprese, anzi alcuni dei suoi discendenti si contraddistinsero per ladrocinio, avarizia e violenza. E non per colpa dei peccati del capostipite ma per la smodata avidità della sua progenie.

Capeto se ne attribuisce la responsabilità: «Io fui la radice della pianta maligna che fa ombra a tutta la Cristianità, cosicché raramente se ne colgono buoni frutti». Queste parole che Capeto pronuncia a Dante quando lo incontra nel Purgatorio sono un monito per tutti coloro  soprattutto per quelli che discendono da una persona per bene –  che con la loro condotta (radice maligna) oscurano (fanno ombra) i principi cristiani.

Ulivi plurisecolari, Getsemani, Monte degli Ulivi

Gli alberi con le loro radici offrono una serie di spunti per recuperare storie che richiamano ai valori della vita e non è un caso che la Bibbia parli, in senso simbolico, di persone provviste di una radice che non sarà mai smossa e che produrrà frutti sani (Pr 12:3, 12), e di un’altra velenosa dai frutti contaminati (Eb 12:15).

In senso figurato mettere radici significa affondare nel terreno e quindi prosperare. Una radice particolare è quella dell’olivo. L’olivo non è molto imponente come il cedro del Libano. Il suo legno non è così pregiato come quello del ginepro e i suoi fiori non sono una delizia per l’occhio come quelli del mandorlo. Ciononostante, la parte più importante dell’olivo non si vede perché sta nel terreno.

Le sue radici, che possono arrivare fino a 6 metri di profondità, sono il segreto della produttività e della longevità della pianta. Le radici permettono agli olivi sulle colline rocciose di sopravvivere alla siccità. Consentono alla pianta di continuare a produrre olive per secoli, anche se il tronco contorto può dare l’impressione di essere adatto solo come legna da ardere.

“Fate come gli alberi, cambiate le foglie, ma conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri principi”.

Per Hugo, il fusto dell’albero rappresenta i pensieri, le opinioni, l’educazione, mentre le foglie e i frutti sono i comportamenti, le decisioni e gli stili di vita. Nel pensiero di Hugo, il fusto, le foglie e i frutti esistono solo grazie alle radici. Si può cambiare opinione, ma i princìpi (radici) devono rimanere sempre gli stessi. La radice ha una notevole forza di adesione e di coesione.

Inoltre, le radici possono penetrare nel suolo a una profondità maggiore dell’altezza dell’albero o estendersi orizzontalmente ben oltre l’ampiezza del fogliame. Le radici permettono all’albero di ricavare dal suolo acqua e sostanze nutritizie a sufficienza. Se la radice è forte difende l’organismo dalle intemperie. La radice lavora in silenzio, si nasconde sotto la terra per far splendere l’albero, il fogliame e i suoi frutti. Da piccoli germogli, gli alberi diventano robusti e folti. La radice cerca terreno fertile nelle viscere della terra per trasformarlo in vita.

Non possono esistere uomini senza radici, senza storia, senza principi. “Mettere radici e crescere” fa parte della vita cristiana. Un albero con una radice recisa non potrà avere fogliame né produrre frutto. Viene travolto dalle tempeste e piano piano muore. Mettere radici in Dio è il bisogno di ogni essere umano.

Di solito gli alberi più alti del mondo crescono insieme nei boschi, dove si sostengono a vicenda. Spesso le loro radici si intrecciano, e insieme sono in grado di resistere a una tempesta molto meglio di un singolo albero. Forse l’apostolo Paolo si riferiva all’albero quando disse che i cristiani devono continuare “a camminare unitamente a lui [Cristo], radicati ed edificati in lui e resi stabili nella fede”. (Colossesi 2:6, 7)

Se si vuole vivere una vita cristiana insieme si devono avere radici “ben piantati per terra” e ci si deve sostenere a vicenda. Quando ciò avviene è difficile che un tdG diventi inattivo o che si trasformi in una “radice di pianta maligna” come accadde a Capeto.

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA