G. Jackson, Commissione Reale e inattivi

commissionerealeaustraliana

Traduzione in italiano della trascrizione in lingua inglese dell’audizione di Geoffrey Jackson davanti alla Commissione Reale, solo per quanto riguarda la posizione degli inattivi, dalla pagina 15975 alla pagina 15982

(D. =  Domanda;  R. = Risposta)

COMMISSIONE REALE  IN RELAZIONE A RISPOSTE ISTITUZIONALI

RIGUARDO ABUSI SESSUALI SUI MINORI

Audizione Pubblica – Indagine sul caso 29 (Giorno 155)

Livello 17, Governatore Macquarie Tower – Farrer Place, Sydney

Venerdì, 14 agosto 2015 ore 10.00

Al cospetto

Il Presidente:       Giudice Perr McClellan AM

Commissario:         Professore Helen Milroy

Legale assistente:   Mr Angus Stewart SC.14/08/2015 (155)     15929

Trascrizione prodotta dalla DTI

 

D. Da quello che ho inteso, le persone che non vogliono essere riconosciute come Testimoni di Geova, ma che lo sono state, si devono dissociare, ho capito bene?

R. No, non necessariamente. Incontro molte persone nei miei viaggi che forse sono stati Testimoni di Geova un tempo, ma che poi hanno deciso di non essere più attivi. Non sono passati da un processo formale.

D. Bene ho scelto le mie parole deliberatamente, Sig. Jackson

R. Okay.

D. Se qualcuno non volesse più essere riconosciuto come appartenente ai Testimoni di Geova, deve dissociarsi, è giusto questo?

R. Certo sempre che vogliano fare questo, hanno totale libertà.

Se non vogliono dichiarare ufficialmente di essersi dissociati dai Testimoni di Geova, possono dire a chiunque loro vogliono che non sono più Testimoni di Geova.

D. Ritornerò comunque su questo argomento più avanti, ma forse posso portarla a leggere la tavola 109, pagina 155. Questo è il manuale Organizzati per la Volontà di Geova?

R. Questa è la sezione dove si parla di dissociazione?

D. Si, certo. Questo è il manuale che viene distribuito quando un Testimone di Geova viene battezzato. E’ giusto?

R. Si, è corretto, ma mi consenta di spiegare. Anzi scusi mi faccia essere più preciso: a quelli che sono autorizzati ad andare di porta in porta. Così a qualcuno che si sta preparando al battesimo ed è un proclamatore non battezzato è consentito averne una copia.

D. Così tutti i Testimoni di Geova battezzati saranno guidati da questo, ma inoltre lei dice che anche chi non è ancora battezzato ne può avere una copia?

R. Si è corretto.

D. Grazie. E questa è l’edizione attuale 2005. Non c’è vero una edizione più recente?

R. No, non ce n’è nessuna disponibile.

D. Allora, se diamo una lettura alla prima frase, viene detto:

Il termine dissociazione si riferisce ad un’azione intrapresa da un componente battezzato della congregazione, che ripudia il suo stato di Cristiano deliberatamente, rigettando la congregazione attraverso azioni o affermando che non vuole più essere riconosciuto o conosciuto come un Testimone di Geova.

Per cui se una persona non volesse più essere riconosciuto o conosciuto come Testimone di Geova, deve allora dissociarsi?

R. No, non è detto che si debba fare qualche cosa, Se si continua nella lettura si vedrà che c’è un processo. Questo da il diritto ad una persona di fare un annuncio pubblico che non è più un Testimone di Geova. Ma come ho già detto, se decidono che non vogliono esercitare tale diritto, non cadranno automaticamente sotto questo provvedimento.

D. Ma allora le persone che non esercitano questo diritto sono in altre parole come hai descritto inattivi, sebbene soggetti ai regolamenti dell’organizzazione, non è vero?

R. Devo indagare su questo argomento, perché personalmente non è il mio settore. Ma per quanto io sappia, se le persone hanno reso noto dalle loro azioni nella comunità nel corso di un dato periodo di anni che non sono più testimoni, noi dovremmo tenere solo dei rapporti in sospensione sino a quando loro decideranno che vogliono rientrare.

D. Signor Jackson, devo dire che per quanto io abbia compreso, se qualcuno in quella posizione viene colto a trasgredire a una delle regole,   queste persone sarebbero soggette a procedimenti disciplinari, inclusa la possibilità di disassociarsi, è vero?

R. Questa è una possibilità, ma per rispondere in tutta onestà alla sua domanda, ritengo vi siano delle circostanze in cui questo si verifichi, ma non potrei commentare a riguardo in maniera definitiva.

D. Così per fare un esempio, se fossero diventati inattivi, o cercassero di allontanarsi senza disassociarsi formalmente, e gli anziani andassero in visita e li trovassero a celebrare il Natale o un compleanno, sarebbero considerati come trasgressori delle regole, non è vero?

R. Non è proprio quello che io intendo. Ma nuovamente, come ho detto, non è il mio campo, rientra in una norma che si applica per questo tipo di cose, ma per quanto riguarda la mia esperienza personale, questo non è il caso.

D. Signor Jackson, lei dice non essere il suo campo, ma lei è membro del Corpo Direttivo che è responsabile, come lei aveva detto, per tutta la materia, inoltre lei è stato membro per 10 anni e tutti comitati sono responsabili e sono tenuti a rispondere al Corpo Direttivo.

R. Questo è corretto.

D. Così è il suo campo, non è vero?

R. Solo per quanto concerne l’approvazione dei principi basici scritturali. Così, c’è un principio scritturale che avete in mente e riguardo al quale mi volete chiedere qualcosa, oppure state parlando di politiche o di implementazioni di politiche. C’è una differenza a riguardo.

D. Si. E le politiche sono tutte soggette ai principi scritturali, vero?

R. Si, e se avete domande relative ai principi scritturali, sono lieto di darvi spiegazioni.

D. Ed è per questo motivo, che le politiche devono essere approvate dal Corpo Dirigente, affinchè ci si assicuri che si attengano ai principi scritturali?

R. E’ esatto. Ma il fatto che ci sia la necessità a volte che le politiche vengano modificate mostra che c’è una certa libertà d’azione.

D. E se questo non è il caso, come lei sembra suggerire che ci sia una possibilità, sebbene lei dica di non sapere, che qualcuno che non si è dissociato attivamente, ma semplicemente che ha tentato di svanire o di diventare inattivo, non sia sotto il controllo delle regole, può dire in tal caso dove si trova la linea di demarcazione tra coloro che sono soggetti alle regole e quelli che non lo sono?

R. Questo è una ottima domanda e qui è il nocciolo della sentenza. Per “sentenza” intendo che si sta utilizzando la mente di una persona affinché qualcuno venga ancora percepito come Testimone di Geova nella comunità.

D. Non è il caso che se qualcuno viene percepito come Testimone di Geova nella comunità, significa che non si è dissociato o disassociato?

R. Beh, questo ha a che fare con quello che una persona dice ad altre persone.

D. Infatti, non c’è via di mezzo, vero? Voglio dire, puoi essere un membro soggetto all’organizzazione o non lo sei – non è questo il caso?

R. Si, ma pensavo che mi steste facendo domande riguardo alla disassociazione.

D. Si, certo. Così se qualcuno non si è disassociato ma ha cercato semplicemente di diventare inattivo o di svanire, è comunque soggetto alle discipline e regolamentazioni dell’associazione.

R. Se ammettono di essere Testimoni di Geova.

D. E se fanno il contrario, cioè che non fanno parte dei Testimoni di Geova, la conseguenza significa disassociazione?

R. Questo se decidono di intraprendere quella strada.

D. E se non si dissociano attivamente, in tal caso vengono disassociati come rinnegati?

R. No, un rinnegato è qualcuno che va attivamente contro gli insegnamenti della Bibbia.

D. Bene, se un anziano va a bussare alla porta di un membro che è inattivo e si è allontanato e gli dice, “Allora, sei o non sei ancora un Testimone di Geova?” e quella persona gli dice, “ Beh, no, io non voglio essere un Testimone di Geova!, la conseguenza di questo sarebbe una disassociazione o dissociazione, non è vero?

R. No, non sono d’accordo con questo, non per quello che ho visto. Posso solo riportarvi questa situazione ipotetica, che probabilmente potrebbe presentarsi, in cui due anziani suonano alla porta di qualcuno, non esordirebbero dicendo “Salve, stiamo celebrando il Natale”. Presuppone che i Testimoni di Geova abbiano una sorta di rete di spie che monitori queste persone, cosa che non abbiamo. Ma se questa persona dice, “Guarda sono stato battezzato come Testimone di Geova, ma non sono attivo da tempo, non c’è alcun dubbio che gli anziani direbbero, “Beh ti incoraggiamo a rientrare. C’è qualcosa che possiamo fare per aiutarti?” Ora, in quel processo di rientro, se si sentono in grado di ammettere che hanno vissuto uno stile di vita contrario a quello consono per un Testimone di Geova, in tal caso dovremmo gestire questa evenienza.

D. Facciamo questa ipotesi. Diciamo che visitano questa abitazione. Signor Jackson mi sta sentendo?

R. Si la sento, potete ricominciare, non ho sentito la domanda.

D. Si, c’è stato un eco di ritorno, che ora sembra essersi risolto. Signor Jackson, facciamo l’ipotesi di due anziani che visitano l’abitazione di qualcuno che è inattivo da qualche tempo e che cercano di indagare se questa persona voglia ritornare ad essere attivo e lo incoraggiano a farlo e facendo questo, visitando la sua abitazione dovessero verificare che questa persona, secondo gli occhi di un Testimone di Geova, sta vivendo nel peccato. Questa persona sarebbe pertanto soggetta alla disciplina dell’organizzazione, vero?

R. In un caso come questo, si.

D. E l’unico modo per evitare questo sarebbe disassociarsi?

R. Se non volessero sottoporsi al processo. Ma posso menzionarvi, nella vostra situazione ipotetica, che la persona ha indicato di volere rientrare e molti, molte persone in questa situazione vogliono rientrare.

D. No signor Jackson, la mia ipotesi non aveva nulla a che fare con qualcuno che vuole rientrare. La mia ipotesi era una premessa sulla base che qualcuno voglia abbandonare o non voglia essere coinvolto, e io sto esplorando la possibilità che avete sollevato che loro possano diventare inattivi e che non finiscano confinati fuori dall’organizzazione o che non finiscano per disassociarsi. Lei mi capisce?

R. Si, mi scuso. Avevo frainteso il fatto che lei aveva detto che avevano indicato di volere rientrare. Mi spiace.

D. Il punto è che, da quello che ho inteso, una persona che è diventata inattiva e che desidera semplicemente rimanere tale è comunque ancora soggetta alle regole e discipline dell’organizzazione, non è vero?

R. Se vogliono rientrare. Ma noi non agiamo secondo una politica di stato andando e forzando le persone affinché si attengano alle nostre convinzioni.

D. Lasciando questo da parte, il punto è, per esempio, se gli anziani nel corso di una visita dovessero trovare una persona che vive nel peccato agli occhi di un Testimone di Geova, in tal caso gli anziani attenendosi alla prassi e alle procedure, punirebbero quella persona secondo le regole dell’organizzazione, non è così?

R. Si, come in una situazione dove si è appurato che qualcuno, che ha rivendicato essere uno dei Testimoni di Geova, viveva nel peccato, in tal caso gli anziani tenterebbero di verificare bene che cosa è necessario fare. Noi vogliamo ovviamente aiutare questa persona, cosicché i primi passi sarebbero accertarsi se queste persone vogliano rientrare, vogliano cambiare quello che stanno facendo. E in ultimo, se la persona è intenzionata a parlarci, in tal caso questo coinvolgerebbe il processo giudiziario.

D. Ma se non lo fossero, in tal caso devono disassociarsi o verrebbero defraternizzati?

R. Questo avverrebbe in questo caso particolare, ma posso pensare ai molteplici scenari in cui non sarebbe così.

D. E’ corretto che in caso di disassociazione e defraternizzazione, i membri rimanenti dei Testimoni di Geova non possono associarsi con le persone disassociate o defraternizzate?

R. Si, questo è in conformità ai principi della Bibbia, che sono certo lei abbia già letto.

D. E questo include anche i membri della famiglia che non vivono sotto lo stesso tetto.

R. Si è corretto.

D. Così qualcuno che vuole lasciare l’organizzazione deve scegliere, lei conviene, tra libertà dall’organizzazione da una parte e gli amici, la famiglia e le reti sociali dall’altra parte.

R. Pensavo e l’avevo spiegato che non sono d’accordo con questa ipotesi. State parlando di un grande peccato che è stato commesso o solo di qualcuno che vuole abbandonare i Testimoni di Geova? Fatemi chiarire. Se qualcuno non vuole più essere un Testimone di Geova attivo e nella comunità non è più visto come Testimone di Geova, noi non abbiamo una cosidetta forza politica per andare a gestire la materia.

D. Signor Jackson, la realtà della situazione è che una persona che è stata battezzata come un Testimone di Geova è pertanto o nell’organizzazione, o è fuori di essa; è giusto?

R. Penso che lei abbia una visione dei fatti lievemente errati.

D. Non penso che sia corretto, perché lei ha già accettato, Signor Jackson che una persona nella situazione da lei ipotizzata di essere semplicemente diventato inattivo, è ancora soggetto alle regole dell’organizzazione?

R. Si però se posso farle presente, Signor Stewart, la sua prima affermazione che ha presentato, che ha incontrato qualcuno che stava celebrando il Natale – lei sa, questa persona non è associata con altri Testimoni di Geova, non sta attivamente cercando di cambiare altre persone, e così via – una persona come questa non può venire gestita da un punto di vista giudiziario, per quanto io sappia. Per cui, mi dispiace ma devo essere in disaccordo con lei, ma credo che lei possa vedere –

D. Signor Jackson, lei è d’accordo sull’esempio di quanto hanno fatto di sbagliato. Questo non è quello che io intendo. Il mio punto di vista è che può essere che non facciano nulla di sbagliato, ma sono comunque sempre soggetti alle regole dell’organizzazione nel caso che ad un certo punto facciano qualcosa di sbagliato?

R. Io convengo con questo. Ma non sono d’accordo con l’affermazione indiscriminata che abbiano solamente due scelte. Questo è il punto in cui io mi sono trovato in disaccordo.

D. Bene, concordo, allora, non è perché non vogliono essere soggetti alla disciplina e alle regolamentazioni dell’organizzazione, in tal caso devono attivamente abbandonare l’organizzazione, è questa le verità?

R. Questo è, se definitivamente non vogliono più restare, si.

D. Si

R. Ma ci sono alcuni che non vogliono allontanarsi attivamente.

D. Bene, il risultato allora è che si trovano ad affrontare da una parte la scelta tra la libertà dall’organizzazione e perdere la propria famiglia ed amici e tutta la rete sociale dall’altra parte?

R. Questo è come lei vuole porre la questione, Signor Stewart, ma io pensavo di avere cercato di dire che ci sono persone, di cui ho saputo, che semplicemente si sono allontanate e non sono Testimoni di Geova attivi.

D. E Signor Jackson, lei l’ha messa in modo che questi hanno una scelta, abbandonare o non abbandonare. Ma per qualcuno che vuole abbandonare, forse perché ha sofferto per l’abuso di qualcuno nell’organizzazione e non ritiene di essere stato trattato propriamente o adeguatamente, è una scelta difficile, non crede, perché devono scegliere —–

R. Sono d’accordo.

D. E può essere una scelta molto crudele per loro, non crede?

R. Sono d’accordo è una scelta difficile.

D. E può essere personalmente devastante, perché possono perdere tutta la rete sociale e le loro famiglie?

R. Questo può essere il caso, certo.

D. Accetterebbe che, mettere le persone di fronte a questa scelta, attraverso questo sistema di disassociarsi da loro o rigettarli, come alcune volte si riferisce, è contrario al credo dei Testimoni di Geova nella libertà di scelta religiosa?

R. No questo non lo accetto. Ritengo che lei stia anticipando la conclusione, ma comprendo che ha questa opinione.

D. Su quale base lei non accetta questo?

R. Perché già durante tutto l’accordo preso con i Testimoni di Geova, le persone devono fare delle scelte sulla base del libero arbitrio. Per esempio, di essere battezzati – se qualcuno si alza e ci dice, “Voglio essere battezzato” – non gli consentiamo di essere battezzato. Devono prima di tutto comprendere il senso della vita Cristiana. Solitamente impiegano da uno a due anni per prendere visione delle pubblicazioni che abbiamo, affinchè possano assumersi questo impegno. Così questa è la scelta che fanno. Ora noi non li costringiamo in alcun modo a rimanere nella nostra organizzazione. Ma un punto da tenere presente è che il criterio ultimo in cui noi crediamo è nella Bibbia, e riteniamo che per le persone sia un bene vivere secondo la Bibbia. Il fatto che molti che sono stati defraternizzati ritornino liberamente è un’indicazione che parimenti ancora credono che sia un buon stile di vita.

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Ci sono diversi punti, in apparenza non chiari e contradditori. Questa trascrizione sarà oggetto di studio e riflessione. Speriamo in futuro di pubblicare quanto abbiamo cercato di comprendere, soprattutto in alcune frasi di difficile interpretazione.  (i.i.)

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