Geova ha cura delle sue pecore

di Mark Sanderson

Il corpo Direttivo mi ha chiesto di parlarvi del tema: “Geova ha cura delle sue pecore”.

Ebrei 2:1 dice: “E necessario che prestiamo più che la massima attenzione alle cose udite, affinché non siamo portati alla deriva”. Triste a dirsi alcuni servitori di Geova sono andati alla deriva tanto da non frequentare più le adunanze o uscire in servizio. Per qualche motivo sono diventati inattivi. Questa è la vostra situazione?

In tal caso non dimenticate mai le parole riportate in 1 Pietro 5:7. Qui la Bibbia dice di gettare su Geova tutta la nostra ansietà, e poi aggiunge: “Perché Egli ha cura di voi”. Cosa significano queste parole? È vero che Pietro si stava rivolgendo a un gruppo di cristiani quindi usò il plurale “voi”. Ma questo significa forse che Geova ha cura del suo popolo solo come gruppo? Oppure ha cura di me e di te a livello individuale?

La realtà è che la nostra mente imperfetta potrebbe rifiutare l’idea che Geova abbia cura di noi personalmente. In questo mondo, più potere una persona ha e meno gli sta a cuore il benessere dei singoli. Ad esempio, un politico può fare una campagna elettorale per ottenere il tuo voto, ma non sa nemmeno come ti chiami. Potrebbe essere quasi impossibile avvicinarlo. Non è così con il nostro Dio!

Geova ha cura di ogni singolo individuo che ha stretto una relazione con lui. Come facciamo a dirlo? Apriamo la Bibbia in Giovanni 6:44. Qui Gesù fa una dichiarazione significativa a proposito di chi sceglie di servire Geova. In Giovanni 6:44 leggiamo: “Nessuno può venire a me a meno che il Padre, che mi ha mandato, non lo attiri”.

Riflettiamo sul significato di queste parole. Grazie all’opera di predicazione, che raggiunge ognuno di noi singolarmente, e al suo spirito santo che ci aiuta a capire la verità, Geova ci attira individualmente sia a suo figlio che alla sua organizzazione. Per attirare a sé una persona, Geova deve vedere in lei qualcosa di prezioso e ciò significa che questa persona sinceramente gli sta a cuore. Che dire se per qualche motivo ti sei allontanato dalla congregazione? Significa che Geova ti ha dimenticato? Assolutamente no!

Rifletti sull’amore che Geova mostrò verso il suo popolo, gli israeliti, anche quando questi furono presi prigionieri e portati in esilio dagli assiri. Geova si dimenticò di loro? Li rigettò? Li avrebbe mai riaccolti a sé? Quando gli israeliti furono disposti a cambiare condotta, Geova lo notò. In Geremia 31:18 disse: “Ho positivamente udito Efraim dolersi”.

In cosa consisteva il lamento di Efraim? Qual era l’invocazione che il popolo sta rivolgendo a Geova? “Fammi volgere indietro, e prontamente mi rivolgerò indietro, poiché tu sei Geova mio Dio”. O come dice un’altra traduzione: “Fammi ritornare e io ritornerò perché tu sei il Signore, mio Dio”.

Quando gli israeliti chiesero a gran voce l’aiuto di Geova, lui li ascoltò, si interessò di loro e rispose. Geova può fare lo stesso con te? Certamente. In realtà lui ti sta già cercando. Apriamo la Bibbia in Ezechiele 34:16. Leggendo questo versetto, notate quattro cose che Geova fa per le sue preziose pecore che si sono smarrite.

In Ezechiele 34:16 dice: “Ricercherò la smarrita e ricondurrò la dispersa, e fascerò la fiaccata e rafforzerò la malata” Avete notato le 4 cose che Geova fa per quelli che si sono persi? Innanzitutto li ricerca: quando li trova, li riconduce a sé; poi fascia le loro ferite e infine li rafforza.

Se sei inattivo, ti emozionano le parole di Geova riportate in Ezechiele 34:16? Forse provi gli stessi sentimenti dello scrittore del Salmo 119, che al versetto 176 supplicò Geova dicendo: “Sono andato errando come una pecora smarrita. Oh cerca il tuo servitore, poiché non ho dimenticato i tuoi propri comandamenti”.

Il fatto che stai guardando questo programma dimostra che non hai dimenticato Geova e lui non ha dimenticato te. Infatti, forse proprio grazie a questo programma, Geova ti sta cercando. La domanda non è perché sei inattivo o da quanto tempo sei inattivo. Quello che conta veramente è: “Sei pronto per tornare a casa?” Senza dubbio tornare richiederà sforzi. Ma quale sarà il risultato se farai questi sforzi?

Giacomo 4:8 dice che quando ti accosti a Geova, lui si accosta a te. Questo vuol dire che si interessa di te come persona. È urgente però agire senza indugio. Perché? Apriamo la Bibbia in Luca 21:34-36. Il chiaro avvertimento che Gesù diede dovrebbe far riflettere tutte le preziose pecore di Geova. In Luca 21:34-35 Gesù disse: “Prestate attenzione a voi stessi affinché i vostri cuori non siano aggravati dalla crapula nel mangiare e nel bere e dalle ansietà della vita e quel giorno non piombi all’improvviso su di voi come un laccio. Poiché verrà su tutti quelli che abitano sulla faccia della terra”

Ora notate l’invito all’azione contenuto nel versetto 36: “State svegli, dunque supplicando in ogni tempo affinché riusciate a scampare da tutte queste cose e stare in piedi dinanzi al figlio dell’uomo”. Il messaggio di questi versetti è chiaro: La fine è vicina, perciò è urgente che prestiamo attenzione a noi stessi.

La Torre di Guardia del 15 agosto 2015 [paragrafo 7] conteneva degli spunti di riflessione sull’argomento. Diceva: “Quanto dobbiamo aspettarci che peggiorano le condizioni mondiali prima della grande tribolazione? Per esempio dobbiamo aspettarci forse che ci siano guerre in ogni paese, che manchi cibo a tutti, e che ogni famiglia sia piagata da malattie? In simili condizioni persino gli scettici si vedrebbero costretti ad ammettere che le profezie bibliche si stanno avverando.

Tuttavia Gesù disse che la maggioranza delle persone non si sarebbe accorta della sua presenza e avrebbe continuato a vivere come se nulla fosse finché non sarebbe stato troppo tardi. Pertanto le scritture lasciano intendere che le condizioni mondiali durante gli ultimi giorni non sarebbero diventate difficili al punto da obbligare le persone a credere che la fine sia vicina”.

L’articolo [paragrafo 17] proseguiva dicendo: “Non dovremmo pensare che occorra molto tempo perché la situazione di questo mondo arrivi al punto in cui le 10 corna e la bestia selvaggia di Rivelazione 17:16 attacchino Babilonia la Grande l’impero mondiale della falsa religione. Ricordiamo che sarà Dio a mettere nei loro cuori tale intenzione e questo potrebbe accadere in qualsiasi momento e in modo repentino! La fine di questo sistema di cose non è lontana”.

Fratelli e sorelle avvertite il senso di urgenza che trasmettono queste parole? Forse finora pensavate che alcuni eventi a livello mondiale vi avrebbero fatto capire chiaramente la necessità di ritornare a Geova. La Bibbia ci dice però che la grande tribolazione scoppierà in modo così improvviso che coglierà le persone di sorpresa, e non ci sarà più tempo di fare cambiamenti. Se sei inattivo e stai aspettando il momento giusto per tornare, quel momento è proprio ora.

E puoi star certo che Geova ti riaccoglierà a casa. Per lui ogni pecora è una parte preziosa della sua congregazione. Infatti nota cosa dice Geova riguardo al suo popolo in Malachia 3:17. Mentre leggiamo il versetto, pensa al valore che Geova attribuisce a ogni componente della sua organizzazione, anche a chi si è allontanato. In Malachia 3:17 Geova dice in merito al suo popolo: “Certamente diverranno miei, ha detto Geova degli eserciti, nel giorno in cui produrrò una speciale proprietà”.

La nota in calce nella Traduzione del Nuovo Mondo [in inglese] fornisce un’ulteriore possibile traduzione per “speciale proprietà”, cioè “bene prezioso”. Anche se ti sei allontanato dalla congregazione, Geova non ti ha abbandonato. Perché? Perché per Geova sei ancora prezioso! Lui dice: “Sono miei” Ti considera una “speciale proprietà”, un “bene prezioso”.

Questo significa che se ti sei smarrito lui vuole ritrovarti. Se ti sei ferito, lui vuole che tu guarisca. E lo vogliamo anche noi! Dopo tutto sei parte della nostra famiglia: siamo l’uno per l’altro padri, madri, figlie e figlie, fratelli e sorelle. Non vediamo l’ora di riaverti tra di noi per adorare Geova di nuovo insieme. Il messaggio quindi è chiaro: ora è il momento. Non c’è luogo migliore in cui trovare delle protettive braccia di Geova. Geova ti sta cercando e ti invita a tornare a casa! Agisci subito senza indugio.

Guarda il video: Geova ha cura delle sue pecore

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NOTA:

Tutte le congregazioni, su disposizione del Corpo Direttivo, hanno trasmesso il video: “Geova ha cura delle sue pecore” pronunciato da Mark Sanderson, membro del Corpo Direttivo durante la parte sui Bisogni locali (15 minuti) in programma nell’Adunanza Vita e ministero del 13-19 aprile 2020.

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Commenti (2)

  • V.

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    CON IL CORONAVIRUS CRESCE TRA GLI INATTIVI LA VOGLIA DI DIO.

    Ciao amici. Negli ultimi tempi la maggiore sensibilizzazione del corpo direttivo verso gli inattivi sta crescendo perché probabilmente il numero dei rientri è in aumento. Non è una questione di numeri, sappiamo che la matematica è una cosa fredda, ma ha il pregio di non mentire.

    Interesse che è cresciuto in questi tempi di Coronavirus? L’utilizzo di nuove tecnologie sta compensando la mancata frequenza attiva alle adunanze e il desiderio di tornare a Geova? Intanto l’organizzazione si è data molto da fare per garantire alle congregazioni forme alternative di partecipazione e di edificazione spirituale.

    Sia la Commemorazione che le adunanze digitali, a mio parere, hanno dato un tocco di umanità alla cosiddetta teocrazia. Stare a casa, collegarsi, regolare i dispositivi elettronici quando commentare, scegliere chi vedere sul monitor, salutarsi in modo diverso prima e dopo le adunanze, sono modi che stanno personalizzando l’immagine di rapportarci tra fratelli. Secondo me, questa novità, permette non solo di fraternizzare da lontano, ma sta ravvivando un nuovo modo di convivenza e di intendere la verità. Soprattutto permette di socializzare in un periodo di desocializzazione.

    Per gli inattivi, assistere tramite zoom alle adunanze o come nel caso della Commemorazione in streaming, può aver tolto, almeno per alcuni, l’imbarazzo dell’entrata in una Sala del Regno e la timidezza che si prova nel primo impatto con la congregazione. La quarantena sta facendo crescere l’interesse per una spiritualità lasciata in sospeso per anni. Attraverso Internet, chiunque di questi fratelli inattivi può decidere di collegarsi con il sito JW.ORG e farlo come e quando vuole, senza aspettarsi che due anziani decidano di andare a trovarlo a casa. Con l’avvento della tecnologia è l’inattivo che stabilisce i tempi di un ritorno. Inoltre può scegliere dal sito le informazioni che secondo lui sono quelle più adatte ai suoi bisogni.

    La Rete da la possibilità all’inattivo di selezionare, di vedere, di connnettersi e di scegliere la realtà spirituale che più gli è confacente, così da interpretare meglio il tempo presente e la sua condizione spirituale. E’ pur vero che il virtuale non cancella il bisogno di un rapporto umano diretto.
    Comunque, il distacco forzato dettato dalle misure restrittive sanitarie crea una nostalgia di comunità fisica nonché spirituale. Nonostante ciò è possibile soddisfare questo bisogno spirituale all’interno di uno spazio digitale dove le immagini sono reali e vive. Ognuno di noi ha necessità di uno spazio, di un luogo che faccia da riferimento, di una bussola, di un ambiente fatto di volti, di parole e di saluti, pur se virtuali.

    Non per nulla i più presenti sono i fratelli convinti e partecipativi, ma anche quelli che normalmente vivono la loro fede con timidezza, con un po’ di ansia quando c’è da commentare. Questa fascia di fratelli e sorelle, pur con le difficoltà di gestire un congegno elettronico, sono fra i più entusiasti.

    Ho notato che in questo periodo sono aumentati i contatti telefonici tra fratelli. Non parliamo dei molti messaggi che ci si scambia su WhatsApp, me compreso. Non ho mai ricevuto, in questo periodo di isolamento così tanti messaggi di fratelli da ogni parte d’Italia e dal mondo. A mio parere sono pochi i fratelli che si staccano dalla congregazione in questo periodo. Anzi, sembra che l’interesse per le cose spirituali stia aumentando anche tra gli inattivi. Voi dovreste saperlo meglio di me, visto che siete sul campo di battaglia da tempo.

    E’ paradossale come oggi la distanza sociale sia aumentata tra esseri umani e si sia ridimensionata con Dio. Credo che la direzione presa dal corpo direttivo in questi anni nei confronti dei “quasi credenti” che vivono la fede ai margini prossimi della congregazione e l’attenzione loro rivolta sia quella giusta. Quella su cui puntare maggiormente nei prossimi giorni per farli rientrare a casa.
    Sta emergendo un modo di diverso di “raccolta” delle pecore di Cristo, un diverso alfabeto da imparare e sviluppare in una maniera più personalizzata rispetto ai canoni ufficiali applicati fino a oggi. C’è una diversa lettura della realtà degli inattivi. Una nuova visione, una nuova luce sul modo di vedere questi fratelli, che sta squarciando la penombra degli anni passati.

    Credo che ognuno in congregazione debba prendere consapevolezza di questa nuova connessione con gli inattivi. Forse un tempo “sconnessi” con l’organizzazione, ma ora più facilmente rintracciabili e recuperabili. La pandemia, pur nella sua particolare virulenza, ha permesso di porsi più domande di senso verso le quali occorre ricalibrarsi e adattarsi per relazionarsi con il senso spirituale crescente di questi cari fratelli, non poi così tanto “lontani” da noi.

    Con affetto, V.

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