Gesù affrontò il problema degli abusi spirituali?

Durante tutta la sua storia il popolo di Dio ha vissuto il fenomeno degli abusi spirituali, a volte senza rendersene conto e altre volte senza capire dove fosse lo sbaglio. Gesù, durante il suo ministero, affrontò questo problema in modo diretto.

 Per molti tdG è impensabile che nella propria organizzazione, uomini scritturalmente qualificati possano arrivare al punto di commettere abusi spirituali. L’abuso spirituale stravolge completamente la relazione che un credente ha con il suo Dio, perché oltre alla religione e ai suoi rappresentanti, mette in discussione l’intero modo di adorarlo. Può indurre il credente a non credere più, il fedele a perdere ogni speranza, il servitore a ribellarsi a Dio. La questione è molto seria.

Le condizioni spirituali descritte da Geremia erano disastrose. Non si riusciva a trovare a Gerusalemme un uomo giusto e fedele. Agivano con stoltezza, i loro atti di infedeltà erano numerosi: “Cavalli dai forti testicoli presi da calore sessuale”. Erano divenuti di cuore ostinato e ribelle. Spiavano e mettevano trappole rovinose per catturare uomini per potersi arricchire. Non difendevano la causa dell’orfano né sostenevano i poveri. I maggiori colpevoli di quelle condizioni erano quelli che avrebbero dovuto essere le guide religiose: i profeti e i sacerdoti. Nonostante ciò, non capivano perché Geova avesse decretato di annientarli. (Vedi il capitolo 5 di Geremia). Condizioni simili si verificarono anche durante la vita della maggior parte dei profeti del popolo di Israele. Perciò il problema degli abusi non è una novità per quanto riguarda le Scritture Ebraiche.

Nei Vangeli abbondano i casi di persone danneggiate da un sistema religioso legalistico. Una lettura attenta dei vangeli dimostra che Gesù si scontrò quasi sempre con coloro che detenevano il potere religioso e mai con i peccatori. (Vedi Matteo capitolo 23). Gesù risolse il problema degli abusi religiosi, invitando le persone affaticate e oppresse a rivolgersi a lui per essere rinfrancate e rinvigorite. (Matteo 11:28-30) In una guida religiosa che non genera gioia ma infelicità, stanchezza invece che riposo, abbattimento e non edificazione, giogo e non libertà, esaurimento e non pienezza di spirito, c’è qualcosa di seriamente sbagliato e antiscritturale.

Come i farisei e i capi religiosi di allora, anche oggi, i mezzi usati per abusare spiritualmente sono gli stessi: incuranza dei bisogni, legalismo e necessità di riconoscere quell’autorità che ha la pretesa di guidare la vita degli altri imponendo regole di rendimento spirituale. Con l’aggravante, che non è permesso di parlare liberamente di problemi, ferite e abusi. Anzi, la vittima non solo non viene recuperata, ma addirittura colpevolizzata per aver portato alla luce il problema dell’abuso in congregazione o all’opinione pubblica.

Gesù affrontò il problema con coraggio e determinazione. “Guide cieche”, “ipocriti”, “sepolcri imbiancati”, “serpenti e progenie di vipere, “colpevoli del sangue dei giusti”, “lupi rapaci”, sono epiteti con i quali Gesù definiva quella categoria di guide religiose. Parole forti che scandalizzavano. Il popolo oppresso e stanco andava al tempio di Gerusalemme per ricevere conforto e incoraggiamento e non giudizi negativi e condanne da parte dei responsabili religiosi. Così oggi, si va in congregazione per essere ristorati dalle stanchezze e dalle ingiustizie che ogni cristiano affronta ogni giorno. Non si aspetta che in Sala del Regno riceva rimproveri o giudizi negativi. E’ un suo diritto essere edificato nella fede, incoraggiato e incitato nell’amore e nelle opere eccellenti. (Ebrei 10:24,25)

Gesù, in un’occasione, mandò i suoi discepoli a cercare le pecore smarrite in casa sua, avvertendoli che li avrebbe mandato in mezzo ai lupi. Le pecore disperse non si trovano in buona compagnia. Ed è in mezzo a questo pericolo che i discepoli devono muoversi con cautela. Perciò, Gesù non esclude la possibilità che in casa sua ci siano lupi famelici. Gli abusi non li causano le pecore ma i “lupi” cioè le guide religiose, i “falsi pastori”. (Matteo 10:6,16) Non meravigliamoci dei “lupi” che si trovano dentro la casa di Gesù, di cui alcuni di questi sono bestialmente attivi nell’opera pastorale. La missione di Gesù fu anche quella di smascherare un impianto religioso che perpetrava abusi. Egli smascherò “questi falsi profeti”, cioè coloro che si reputavano le guide di Dio, i più religiosi, i più ubbidienti alle regole, religiosi che conoscevano a memoria i versetti della Legge, persone che davano la decima e frequentavano attivamente le sinagoghe. Gesù li affrontò apertamente, anche se la cosa più scandalosa, è stata quella di essere accusato lui come il vero problema, perché ebbe il coraggio di dire che c’era il problema.

Abusi spirituali – quinta parte

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