Giù la maschera!

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Se tieni la maschera per troppo tempo, diventerà la tua faccia.

Una qualsiasi maschera si tiene sempre nel proprio armadio spirituale. A volte, la si usa per nascondere le imperfezioni, altre volte i peccati. Non sempre la faccia si copre per nascondere gli errori. Ci sono situazioni, provvisorie e non gravi, che possono giustificare timori e ansietà. Se invece, la maschera è un trucco per nascondere ciò che si è realmente o perché si ha timore di affrontare apertamente il problema, allora si tratta di ipocrisia, di incrostazione deformante che sfigura irrimediabilmente il vero volto.

Un tale modo di vivere, oltre che falso, è anche pericoloso: una volta adottato è difficile cambiarlo. Si precipita di inganno in inganno, di falsità in falsità.  Prima o poi arriva il momento dello smascheramento: “I peccati di alcuni uomini sono pubblicamente manifesti, conducendo direttamente al giudizio, ma in quanto ad altri uomini [i loro peccati] pure divengono manifesti in seguito. Nello stesso modo anche le opere eccellenti sono pubblicamente manifeste e quelle che non lo sono non possono esser tenute nascoste”. (1 Timoteo 5:24,25) Le illusioni create saranno spazzate via come foglie secche al vento, lasciando scoperto il vero volto e la sua amara verità.

Pastori non illudetevi quando mascherate al sorvegliante in visita la vostra inattività sugli inattivi del vostro territorio. E tu, viaggiante di turno, non riuscirai a nascondere né potrai giustificare l’inciampo che hai causato l’ultima volta che hai parlato con l’inattivo. Corpo degli anziani e sorvegliante, se ciò che dite dell’inattivo corrisponde al vero e avete fatto tutto il possibile per aiutarlo nel modo come Cristo vi ha comandato, allora la benedizione vi raggiungerà. (Deuteronomio 28:2) Invece, se ciò che dite o scrivete nei vostri rapporti è da ipocriti, e serve soltanto a placare i rimorsi della vostre coscienze o a difendere il vostro scranno, presto o tardi, la maledizione sarà mandata su di voi e smaschererà la vostra nudità spirituale (Deuteronomio 28:20). L’amore non può essere nascosto da una qualsiasi maschera. Se c’è è evidente; quando manca non si può fingerlo. L’amore genuino accende il cuore, irradia il viso, fa vibrare la voce di passione e trasforma i pensieri in azioni. Quando l’amore non c’è, presto se ne percepisce la sua falsità. E’ l’ipocrisia di chi ostenta una fede che non possiede.

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J.Ensor, Autoritratto circondato da maschere , Menard Art Museum, Komaki, Japan

James Ensor, il pittore delle maschere. James Ensor, artista belga, raffigurato al centro del dipinto, vuole rivelare per mezzo delle sue opere la doppiezza delle persone. La fisionomia delle maschere è volutamente esagerata. L’unico volto reale è quello del pittore, che si guarda intorno in cerca di ciò che è autentico. Per mezzo delle sue opere, dai toni forti e violenti, il pittore denuncia la società della menzogna e della morte spirituale. Per Ensor, ogni credente che indossa una maschera beffarda, respinge Cristo, trascinandolo e inghiottendolo in una grottesca farsa da palcoscenico.

 

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