Giustificarmi o darvi spiegazioni? No, non le meritate!

Perché non vieni più in Sala? Non ti rendi conto che stai sbagliando? Cosa c’entra Geova con gli anziani?

La decisione di allontanarsi dalla congregazione suscita quasi sempre un coro di disapprovazione, di domande e spesso una serie di giudizi negativi. Non è una novità. Ci sono sempre persone che hanno qualcosa da dire sul nostro comportamento e sulle decisioni che prendiamo. Alcuni si sentono autorizzati dallo Spirito Santo di mettere bocca sul nostro stile di vita o su quello che pensiamo. Altri, invece, si sentono investiti di autorità e pontificano sulle nostre scelte.

Che sia corretto dare spiegazioni quando le nostre scelte coinvolgono altri non ci piove. In caso contrario, perché dovremmo dare spiegazioni a chi non si è mai interessato di noi, a chi fa fatica a salutarci persino in Sala del Regno o ci ha sempre visto in maniera negativa o a chi non ha a cuore i nostri bisogni?  A volte, vengono a chiederci spiegazioni proprio coloro che ci hanno causato i guai peggiori, facendoci ammalare spiritualmente.

E poi chi ce lo garantisce che questi “impiccioni” siano di mente aperta e disponibili a un dialogo che contraddice le loro tesi? Dicono che sono gli insicuri o chi teme il giudizio degli altri a dover dare spiegazioni per giustificare le proprie scelte. Ci sono spiegazioni che diamo solo a noi stessi, tanto quanto basta per convincerci che la scelta fatta sia la migliore.

E’ saggio non dare spiegazioni a chi vuole contraddirci o usare le nostre parole per poi ritorcerle contro di noi. In Sala o in altre occasioni, certi fratelli si sono dimostrati ottusi nei ragionamenti, senza nessuna voglia di ascoltare veramente. Perché dovremmo rivolgerci a persone con idee preconcette e che non hanno a cuore i nostri interessi? E se il problema non li riguarda? E se vogliono imporre un loro punto di vista?

Una volta dentro casa o in saletta, state attenti a non farvi “prendere in castagna”, cioè a farvi trovare in errore o nel dire parole inopportune e sconsiderate che riguardano l’Organizzazione o gli anziani. Come minimo vi faranno un comitato giudiziario.

 Spesso quello che è importante per noi non lo è per loro. Anche se le spiegazioni degli altri sono importanti, questo non vuol dire che dobbiamo accettarle per forza. Se non vogliamo dare spiegazioni, gli altri non hanno nessun diritto di saperle.

Nessuno può obbligarci a dire sì. Ci sono casi in cui è bene porre dei limiti alla conversazione, soprattutto, quando senza accorgercene, ci troviamo coinvolti in una discussione senza volerlo o perché presi alla sprovvista. Probabilmente diremmo cose che non capirebbero o di cui potremmo pentirci. Se proprio vogliamo essere diplomatici, ringraziamo del loro interesse, ma “ci sentiamo bene così, come siamo”. Chiuso argomento e parliamo di calcio.

Semmai, le spiegazioni è necessarie darle a chi ci rispetta pur non condividendo il nostro punto di vista. Difficilmente chi non ci capisce cambierà opinione su di noi. Se si sceglie di intraprendere una strada diversa da prima e la consideriamo sacra, non abbiamo nessun dovere di giustificare questa scelta a nessuno. Chi ha rispetto per le scelte degli altri non ha bisogno di spiegazioni.

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