Gli opposti

Secondo il vocabolario on line Treccani la polarità, in senso figurato, significa essere all’opposto, in antitesi, come il caldo con il freddo, l’amore e l’odio, il bianco e il nero, il bene e il male, gli angeli e i demoni, e così via.

La legge della polarità fa parte della nostra vita, sia interiore che esteriore e si muove tra opposti. Negare un opposto comporta il rischio di estremizzare l’altro opposto. Come potè constatare l’apostolo Paolo, ciò che desideriamo non accade e ciò che rigettiamo si verifica. (Romani 7:19)

Nel caso della verità, se si rifiuta l’opposto in modo assolutistico si afferma una mezza verità e si denota una coscienza limitata. Chi giudica l’opposto negativamente, in modo sprezzante, polemico e provocatorio, mostra scarsa consapevolezza, non dà mai una chiarezza di visione, perché le sue argomentazioni sono fumose, confuse, distorte, spocchiose.

Chi critica l’altro, parla più di sé che dell’altro. Non vale la pena prendersela, perché costui pecca di ignoranza e la critica gli serve più per evidenziare se stesso che l’oggetto della critica. L’avversione limita la capacità di giudizio. Anziché indugiare su parole che feriscono, seguite il consiglio: “Non porre il tuo cuore a tutte le parole che il popolo può pronunciare” (Ecclesiaste 7:21).

Spesso ciò che viene visto come un problema può dipendere da una percezione sbagliata della realtà. Questo vale anche per la nostra realtà interiore. Quando ci condanniamo o svalutiamo le nostre capacità è perché non ci vediamo per quello che siamo.

La critica agli altri è anche una critica a se stessi, un modo per autosabotarsi addossando ad altri problemi che sono nostri, impedendoci così di reagire in maniera equilibrata e non restare vittima di inerzia, passività e rassegnazione.

La Bibbia menziona due atteggiamenti mentali opposti che influiscono profondamente sul comportamento umano: la “modestia di mente” e la “stima eccessiva di se stessi” (umiltà e orgoglio). A quelli che umilmente lo cercano, Dio “insegnerà la sua via” (Salmo 25:9).

Per coltivare queste qualità, è consigliato di non divenire ‘egotisti, suscitando competizione gli uni con gli altri, invidiandosi gli uni gli altri’. (Galati 5:26) Similmente l’apostolo Paolo scrisse: “Dico a ognuno che è fra voi di non pensare di sé più di quanto sia necessario pensare; ma di pensare in modo da avere una mente sana”. (Romani 12:3)

Inoltre, la Parola di Dio dice ai veri cristiani di non fare “nulla per contenzione o egotismo, ma con modestia di mente, considerando che gli altri [servitori di Dio] siano superiori a voi, guardando con interesse personale non solo alle cose vostre, ma anche con interesse personale a quelle degli altri”. (Filippesi 2:3, 4) “Ciascuno continui a cercare non il proprio vantaggio, ma quello altrui”. (1 Corinti 10:24)

Se glielo permettete, Dio può cambiare i vostri opposti, il male in bene, la falsità in verità, il disprezzo in apprezzamento, l’inimicizia in amicizia, l’odio in amore. Ma state attenti, Dio non prenderà l’iniziativa per trasformare il vostro amore in odio, la giustizia in ingiustizia, la morale in immoralità. Ognuno è responsabile delle conseguenze delle sue scelte.

L’opposto può trasformarsi in vicinanza, la vicinanza in lontananza, l’attività in inattività e l’inattività in attività. Molto dipende da voi.

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