GLI SCARICABARILE

Fare a scaricabarile, è un modo di dire riferito a due o più persone che cercano di esimersi dai propri doveri o responsabilità, riversandoli l’una sull’altra.

Quella di dare la colpa agli altri è un’abitudine pessima e contagiosa. In base a una indagine è emerso che vedere qualcuno incolpare pubblicamente un altro, sollevandosi così da qualsiasi responsabilità, porta gli osservatori a mettersi sulla difensiva e ad assumere questo comportamento come prassi comune. Ad esempio, se qualcuno accusa uno o più Testimoni di Geova, tutti i tdG, sentendosi in pericolo, si mettono sulla difensiva per proteggere la loro immagine e la loro reputazione. Si tratta di un fenomeno assai diffuso nella società odierna e riguarda qualsiasi campo e attività. Il problema diventa un serio pericolo quando all’interno di una qualsiasi organizzazione diventa una pratica comune dare la colpa agli altri. I soggetti meno coinvolti non vogliono correre rischi perché la colpa in sé crea paura. Perciò la tipica reazione è quella di scaricare la colpa sugli altri.

Ieri, il direttore di Libero, Vittorio Feltri ha scritto un editoriale, su questo argomento. Lagnarsi non è altro che la solita solfa che si ripete di anno in anno. Si piagnucola se fa caldo e si impreca se fa freddo. Di qualsiasi cosa si parli si è stucchevolmente ripetitivi. E nemmeno ce ne accorgiamo.

«Da fessi bastoniamo gli ultimi arrivati – scrive Feltri – e trascuriamo i loro predecessori che ci hanno ridotto in brache di tela», riferendosi alla politica. «L’ attività più praticata – continua il direttore –  è lo scaricabarile. Coloro che ricevono il testimone sono da fucilare, gli antenati, compresi quelli che hanno concesso le baby pensioni a una moltitudine di compatrioti, vengono assolti per cattiva memoria. Anche negli episodi di cronaca nera siamo distratti. Litighiamo poiché Desirée è stata uccisa da alcuni farabutti spacciatori di droga e ciascuno di noi attribuisce il delitto a Tizio e a Caio, senza considerare che una ragazzina che frequenta appestati per tradizione familiare, prima o poi è colpita dalla peste e se ne va all’ altro mondo. Ciò addolora ma non può stupire».

Nei fatti di cronaca, i genitori hanno la tendenza a incolpare le scuole, la polizia, i tempi in cui viviamo; ed è vero che tutti meritano una parte di colpa. Ma la maggiore responsabilità grava sui genitori dei giovani delinquenti, poiché non ci dice la Parola di Dio: “Inculca al fanciullo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne dipartirà”? — Proverbi 22:6VR.

Un altro caso è la controversia razziale. Oggi c’è tanta violenta agitazione in molti paesi a causa delle ingiustizie della discriminazione. Ma la colpa è interamente dell’altra persona? Sebbene molti provengono da luoghi poveri, ognuno (sia bianco che nero) ha la responsabilità di fare ciò che può per migliorare la sua sorte e non seguire la via più facile per guadagnare, come la criminalità.

Insomma, lo scaricabarile è una prassi oramai consolidata. Per chi conosce la storia biblica, sa che la mancanza di addossarsi la colpa è una debolezza antica come la razza umana. Non è una novità trovare famosi scaricabarili: Adamo ed Eva, Ponzio Pilato, solo per citarne alcuni. Perché l’uomo tende ad attribuire ad altri le proprie colpe e responsabilità? Nella Bibbia non c’è nulla che raccomandi di cercar di sottrarsi alla giusta colpa. Non è né onesto né amorevole; e né saggio, poiché, come per tutte le condotte basate sull’imprevidente interesse personale, i suoi vantaggi sono di breve durata e superati dagli svantaggi.

Per fare un altro esempio, quando c’è di mezzo un cambiamento, la paura può impedire di individuare gli aspetti favorevoli futuri. Il passato, anche se ha attraversato un periodo di crisi, in genere, se superato tranquillizza, rassicura. La preoccupazione di ripetere gli stessi errori e di non vedere soluzioni ad eventuali problemi, può paralizzare il cambiamento.

Se poi si comincia a scaricarsi le colpe degli sbagli passati, la situazione di transizione si cristallizza e si blocca. La ricerca di un colpevole fa ammalare le persone, mentre l’organizzazione perde lucentezza e allora si ricorre ai ripari o in casi estremi a soluzioni drastiche.

Se abbiamo agito poco saggiamente, con negligenza, con egoismo, è saggio addossarci la colpa. È molto più probabile che riceviamo un trattamento giusto e misericordioso quando ammettiamo apertamente la nostra mancanza e ci assumiamo le nostre responsabilità. Chi ammette francamente le sue mancanze suscita rispetto.

Quando ci addossiamo la colpa dei nostri errori, questo ha un salutare effetto su di noi. Ci rafforza a fare il bene e ci fa avere rispetto verso noi stessi. E inoltre, possiamo evitare che sia incolpato un innocente; riceviamo una lezione che può aiutarci ad evitare di rifare lo stesso sbaglio, e, soprattutto, mostriamo di preoccuparci più di ciò che Dio pensa di noi che di ciò che pensa l’uomo. La prontezza ad addossarsi la colpa è del tutto raccomandabile!

Serve a poco che fratelli attivi e inattivi si scarichino le colpe gli uni sugli altri per quanto riguarda le loro vicende. Non serve a nulla farsi la guerra e poi scaricarsi le colpe addosso. “Lo scrittore scadente incolpa la sua penna”, un detto questo che rispecchia la debolezza umana di voler evitare la responsabilità quando si tratta di riconoscere una colpa. Sii perciò uomo e assumi la tua responsabilità!

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