Gli smemorati di Collegno

Fu un caso di cronaca giudiziaria che divise l’Italia del primo dopoguerra. Un vero caso mediatico dopo un annuncio sulla Domenica del Corriere del 6 febbraio 1927: “Ricoverato il giorno 10 marzo 1926 nel manicomio di Torino (casa Collegno). Nulla egli è in condizione di dire sul proprio nome, sul paese d’origine, sulla professione. Parla correntemente l’italiano. Si rileva persona colta e distinta dell’apparente età di anni 45”.

L’uomo distinto e colto fu ribattezzato lo smemorato di Collegno e fu conteso da due donne: la moglie di Giulio Canella, professore, e quella di Mario Bruneri, ricercato per reati di poco conto e alla fine della storia finito, per poco, in carcere. La sentenza giudiziaria e le ragioni del cuore giunsero a conclusioni opposte, lasciando di fatto sospeso il dilemma fino a oggi. Nel 1931 la corte d’appello di Firenze dichiarò infatti che lo smemorato era Mario Bruneri. Ma Giulia Canella, che nel frattempo aveva vissuto con lo smemorato come proprio marito provocando scandalo, non accettò la decisione dei giudici e quando l’uomo finì di scontare la pena si trasferì con lui in Brasile.

Questo storia realmente accaduta, ci fa comprendere quanto “la memoria rende la nostra vita più significativa. Senza di essa ci mancherebbe il senso di continuità e guardandoci allo specchio ogni mattina avremmo di fronte a noi un estraneo. Ogni giorno e ogni evento sarebbero un fatto isolato; non potremmo imparare dal passato né pianificare il futuro” (MYSTERIES OF THE MIND).

Il nostro cervello codifica le informazioni nel momento in cui le percepisce e le registra. Queste informazioni possono essere immagazzinate per essere utilizzate in futuro. I vuoti di memoria avvengono quando in una di queste tre fasi (codifica, immagazzinamento e recupero) si verificano delle anomalie. Purtroppo, tali anomalie si verificano anche all’interno delle congregazioni, dove alcuni smemorati ‘collegnesi’, si sono dimenticati dei loro fratelli lontani. Comunque, il problema dei vuoti di memoria riguarda sia i “cristiani tdG smemorati” sia i fratelli lontani “dimenticati”. Cosa possono fare entrambi gli smemorati?

Nella seconda lettera a Timoteo, Paolo scrive: “ Ricorda che Gesù Cristo è stato risuscitato dai morti […] 14  Continua a ricordare loro queste cose, avvertendoli davanti a Dio di non discutere intorno a parole, cosa che non è di nessuna utilità, perché danneggia quelli che ascoltano”. Paolo fa appello alla memoria: ricordarsi di Gesù risorto e continuare a ricordare il modo per salvarsi. Timoteo deve «andare indietro per andare avanti», ricordare è quindi un modo per rafforzarsi a vicenda. Riportare alla memoria chi eravamo agli inizi del nostro percorso cristiano e le belle esperienze avute in seguito, sono un modo per non dimenticare il fervore con il quale i nostri fratelli compivano fedelmente negli anni l’opera di Geova.

Dobbiamo tornare indietro con la memoria per riprendere questi cari ricordi che possono toccare le corde allentate del nostro cuore. Dobbiamo ricordarci di chi ci ha trasmesso la conoscenza della Bibbia e di chi ci ha insegnato la legge dell’amore, come Paolo esorta Timoteo a fare: “14  Tu, comunque, rimani fermo nelle cose che hai imparato e sei stato persuaso a credere, perché sai da chi le hai imparate [la mamma e la nonna], ed è dall’infanzia che conosci gli scritti sacri”. Nei momenti di sconforto è necessario ritornare indietro nel tempo in cui eravamo felici per aver conosciuto la verità se vogliamo ripristinare le radici di una fede incrollabile. La memoria rafforza la speranza e viceversa. Ricordiamoci dei nostri fratelli lontani, non dimentichiamoli. Un tempo erano come noi, forse migliori di noi.

 

 

DIMENTICARE, A VOLTE È UN BENE!

Pensate come sarebbe la vostra vita se riusciste a ricordare tutto, sia le cose importanti che quelle insignificanti. La mente sarebbe continuamente in subbuglio. Meno male che la mente ha la capacità di sfoltire le informazioni inutili o datate. Saper dimenticare in modo efficace torti veri o presunti, ricevuti o commessi, ha un ruolo fondamentale nel buon funzionamento della memoria e nel ripristinare quei rapporti fraterni dimenticati. Rimuginare logora la memoria. Dimenticare, a volte, è un bene.

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