Grazie Mille

Grazie mille, è il titolo di una canzone del 1999 di un giovane Max Pezzali degli 883, che dopo aver inneggiato agli amori, alle amicizie, alle disavventure giovanili, esprime la sua gratitudine per ogni giorno, ogni istante, ogni attimo che ha ricevuto dalla vita.

Dire “grazie” è una delle espressioni più belle, più concilianti, più gentili e attraenti del linguaggio umano. Può trattarsi di una replica cortese a chi ci ringrazia a sua volta; oppure per aver ricevuto gratitudine; può essere un modo per esprimere il proprio sollievo, la propria soddisfazione quando si viene aiutati.

Dire “grazie” è una dolce espressione che indica quanto si è apprezzata una parola, un gesto, un dono, una cortesia, una riconoscenza. Una parola di cinque lettere che fa piacere sia a chi la dice sia a chi la riceve.

Dire “grazie” non è scontato, uno studio indica che 1 su 20 dice grazie. Al tempo di Gesù andava meglio: su dieci lebbrosi guariti solo uno tornò indietro per ringraziarlo, tra l’altro era un samaritano. In quel caso, Gesù associò la gratitudine con il dare la gloria a Dio. (Luca 17:15-19). Ciò non significa che le persone siano sgarbate per natura. A volte si confonde il sentimento di gratitudine con l’atto di esprimerlo. Si può non dire grazie, ma questo non significa che la persona che non lo dice non provi sentimenti di gratitudine. Il problema è che ci si abitua a non dirlo, forse ci si dimentica o si è più disposti a fare un gesto, un’azione che esprimersi a parole.

Gli altri nove lebbrosi non erano cattive persone. Poco prima avevano espresso apertamente la loro fede in Gesù e ubbidito alle sue istruzioni, il che comportava recarsi a Gerusalemme per mostrarsi ai sacerdoti. Avranno provato una profonda gratitudine per il benevolo gesto di Gesù, ma non gliela manifestarono. Cristo non rimase deluso dal loro comportamento. Il punto è che se ricordiamo di dire grazie ai nostri simili, è più probabile che ricordiamo di dire grazie al Creatore, il Datore di ogni dono buono e regalo perfetto (Giacomo 1:17). Geova ci ha dato la vita e tutte le cose buone che rendono la vita piacevole. Anche se gli uomini se lo dimenticano, chi apprezza i doni ricevuti, rende sempre grazie, perché rendere grazie per ogni cosa è volontà di Dio. (1 Tessalonicesi 5:18).

Che semplice parola è “grazie”. Non ci vuole molto fiato per dirla. Eppure spesso viene ignorata. È segno di debolezza dire “grazie” per una gentilezza, per un dono ricevuto, o per aver avuto salva la vita? Coloro che non apprezzano il più grande dono (vita e morte di Gesù) che Dio ha fatto all’umanità, ringrazierebbero mai Geova Dio, il grande Datore di vita, per la loro stessa vita? Se non sono capaci di ringraziare qualcuno che vedono, è probabile che ringrazino Colui che non possono vedere? La mancanza di apprezzamento è uno dei segni che viviamo negli “ultimi giorni”. L’apostolo Paolo avvertì: “Negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili. Poiché gli uomini saranno amanti di sé stessi… ingrati”. (2 Timoteo 3:1, 2).

E se oggi gli altri non si mostrano grati?

Facendo del bene a chi manca di gratitudine imiteremo il nostro premuroso Creatore, Geova Dio. Il fatto che molti non apprezzino l’amore che Geova mostra non lo trattiene dal fare loro del bene. (Romani 5:8; 1 Giovanni 4:9, 10) Egli “fa sorgere il suo sole sui malvagi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”. Se ci sforziamo di manifestare gratitudine pur vivendo in un mondo ingrato, ci dimostriamo “figli del Padre [nostro] che è nei cieli”. — Matteo 5:45.

La felicità che il donatore prova nel dare è accresciuta dalla riconoscenza che mostriamo.

Alcune espressioni di ringraziamento riportate nel teso della canzone Grazie mille:

Grazie mille…  Quando mi alzo e sento che ci sono… per ogni istante che sto vivendo”. “Grazie mille… per ogni giorno che mi è stato dato”. Pezzali rivolge il primo grazie all’inizio di ogni nuovo giorno, per il dono della vita, il regalo più prezioso dato da Dio all’umanità.

“Grazie mille… quando ho l’entusiasmo di fare …quando so che ce la posso fare”. Dio è Potenza e ci concede la forza per affrontare le disavventure della vita e l’entusiasmo per gioire di essa. 

“Grazie mille… quando il mondo mi sembra migliore”. Il mondo in cui Dio ci permette di vivere vale la pena viverlo, cogliendo quelle opportunità meravigliose per ringraziarlo. Un’esistenza vissuta senza gratitudine è destinata ad impoverirsi e a svuotarsi di significato.

La vita è un dono di Dio. Riconoscendo Geova quale Datore di vita, uno scrittore biblico disse: “Egli stesso dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa. Ed egli ha tratto da un solo uomo tutte le nazioni degli uomini, perché abitino su tutta la superficie della terra”. (Atti 17:25, 26)

La nostra presenza rivela chi siamo

15 Al mondo esiste un’unica famiglia spirituale di veri cristiani. Noi ne facciamo parte, e siamo felici di impiegare più tempo possibile per invitare altri a unirsi a noi. Più di tutto però ci interessa aiutare “quelli che appartengono alla nostra famiglia della fede”, ma che sono inattivi (Gal. 6:10). Dimostriamo di amarli quando li incoraggiamo a venire alle adunanze, e soprattutto alla Commemorazione. Come Geova e Gesù, proviamo una profonda gioia quando un inattivo ritorna da Geova, il nostro amorevole Pastore e Padre. (W gennaio 2019)

La Commemorazione della morte di Cristo verrà celebrata la sera di venerdì 19 aprile 2019 e sarà l’evento più importante dell’anno. Cosa ci spingerà a essere presenti? LA GRATITUDINE!!!

(guarda il video della commemorazione)

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