Guarda Geova e non voltarti

Orfeo-ed-Euridice«Ma null’altro strinse, infelice, che l’aria sfuggente»

«Non voltarsi indietro» è la chiave di lettura di numerosi episodi riportati nella Bibbia. La figura più emblematica è quella della moglie di Lot.

Si narra che Ade e Persefone, signori degli inferi, rapiti dalla struggente bellezza del canto di Orfeo, acconsentirono a restituirgli Euridice, sua moglie, uccisa dal morso di un serpente, a patto però che non si voltasse prima di essere uscito dal regno dei morti. Vicini all’uscita, per eccesso di amore o per controllare che sia proprio Euridice a seguirlo, Orfeo non resiste e si volta. In un attimo Euridice scompare, risucchiata per sempre negli inferi.

la-moglie-di-lot

«Non voltarsi indietro» è la chiave di lettura di numerosi episodi riportati nella Bibbia. La figura più emblematica è quella della moglie di Lot: «Si volse a guardare indietro [le cose che stava lasciando e la città di Sodoma di cui era ben integrata] e divenne una colonna di sale». (Genesi 19:26)

«Ricordate la moglie di Lot» ammonì Gesù a proposito di quelle attività che avrebbero distratto i suoi discepoli nel tempo della fine. (Luca 17:32) Nessuno dei suoi discepoli deve tornare alle cose lasciate indietro e fece un esempio molto chiaro delle terribili conseguenze di un comportamento del genere. (Luca 17:26-32)

Quando iniziò a guardare con nostalgia le cose mondane del passato, Dema abbandonò Paolo, suo compagno d’opera. La nostalgia è il desiderio doloroso di tornare a vivere in un luogo che è stato abituale e che ora rimane lontano. Esprime amarezza di chi vede che la realtà non corrisponde alle sue attese.

Quando la nostalgia assume una forma patologica, gli psicologi la chiamano nostomania, una forma morbosa cui il soggetto, divenendo incapace di adattarsi in un ambiente non più abituale, prova un intenso bisogno di tornare ai luoghi d’origine.

Procrastinare o sottrarsi alle proprie responsabilità per rivolgere l’attenzione alle cose del passato può costare la vita. Chi ha la memoria corta tende a minimizzare i problemi di un tempo e a ingigantire le cose positive che si facevano prima di conoscere la verità.

Per alcuni le ingiustizie subite in congregazione, reali o presunte, sono diventate un chiodo fisso. Nei momenti di crisi se si rimane legati al passato si corre il rischio di rimanere bloccati nel presente. Ha dubbi chi non è ancora convinto delle promesse del Regno e nel suo cuore crede che ciò che sta abbandonando sia tuttora la cosa migliore.

«Chi torna indietro, non stringe null’altro, che aria sfuggente»

Oggi è di vitale importanza non guardare indietro. Gesù sottolineò questo aspetto con le parole: «Nessuno che abbia messo mano all’aratro e guardi alle cose che sono dietro è adatto per il regno di Dio». — Luca 9:62. Triste a dirsi, alcuni ripensano alle rinunce fatte nel corso del tempo e le considerano occasioni mancate. Inoltre, se qualcuno ci ha offeso ne risponderà a Geova, ma questa non è una valida ragione per abbandonare il popolo di Dio.

Nulla deve interferire con la «conduzione» del nostro aratro spirituale. Il rischio di fare solchi «storti» è molto alto. Il passato non ritornerà, è passato. Avere fede nel futuro significa vivere al presente una realtà invisibile come reale. Non seguiamo il sentiero dei figli di Giuda, che invece «di andare avanti si sono voltati indietro» e ne pagarono le amare conseguenze. (Geremia 7:24) Chi torna indietro non stringe null’altro che aria sfuggente.

Tags: , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA