Hai lasciato che le tue capacità ti conducessero all’inattività

Non ne hai fatto buon uso

Le capacità quando non sono accompagnate da sapienza, modestia e umiltà, possono trasformarsi in difetti. Ad esempio uno che ama il suo lavoro potrebbe diventare un maniaco del lavoro.

Una persona prudente verrà difficilmente ingannata, ma troppa prudenza potrebbe non fargli prendere mai una decisione. Anche l’efficienza è una buona qualità, ma se portata agli estremi, al punto da trascurare il fattore umano, potrebbe creare un ambiente freddo e rigido in cui le persone sono infelici.

Una mente sveglia è una risorsa preziosa. Ma potrebbe tramutarsi in uno svantaggio se cominciasse ad avere un’esagerata opinione di sé o se assumesse un atteggiamento intellettualoide verso la Parola di Dio e la congregazione.

Eri un fratello dalla mente brillante con tanti privilegi. Poi hai iniziato a fare affidamento sul tuo bagaglio di conoscenza e sulle tue capacità. Ti credevi così abile da confidare sempre meno nello spirito di Dio. Hai sprecato i tuoi doni diventando inattivo.

Sapevi bene che la conoscenza gonfia e non edifica le relazioni fraterne. Oberato da troppi impegni hai iniziato a trascurare le cose più importanti. Hai cominciato ad avere un’opinione esagerata di te e hai trasformato il tuo talento in un difetto.

Il TdG capace non si fa ingannare dai social. Non cerca il plauso in qualche blog, né smercia le cose spirituali di valore come se fossero “perle da dare ai porci”.

HOMO SUPERBUS

L’uomo orgoglioso nasce dalle qualità spirituali e consiste nel crearsi un’immagine che lo fa apparire grande ai suoi occhi, degno di ammirazione e di preferenza. Questa immagine se l’è formata su una piccola qualità coperta di vanità, che solo lui vede risplendere nel sapere umano.

Da homo Deus a homo informaticus

Da uomo spirituale a uomo virtuale, con preferenza i social, sempre meno sensibile agli ambienti reali. Frequenta di più il mondo digitale, sempre meno quello teocratico. Si illude di poterci vivere anima e corpo.

RAVVIVA IL FUOCO DENTRO MA NON BRUCIARTI

Paolo scrisse a Timoteo di “ravvivare come un fuoco il dono di Dio che era in lui” (2 Timoteo 1:6). Quel “dono” che Dio gli aveva dato, doveva coltivarlo in modo che non venisse usato male o diventasse inattivo.

Non sono le proprie capacità a produrre risultati spirituali, ma Dio (2 Corinti 3:4-6). Un cristiano può avere le conoscenze necessarie per dedicarsi a un progetto, ma è lo spirito di Dio che riempie l’uomo volenteroso in sapienza, intendimento e conoscenza.

Qualunque capacità naturale ogni uomo di Dio possa avere, se viene potenziata dallo spirito santo è anche in grado di trasmetterla ad altri. Lo spirito di Geova può accrescere le conoscenze e le capacità e aiutare il cristiano ad assolvere qualsiasi responsabilità gli venga affidata. (Esodo 35:30-35).

Caro fratello nostro, operavi così bene verso tutti, usavi in maniera eccellente il dono che Dio ti aveva fatto. Il tuo impegno per onorare e glorificare Geova era lodevole. Come hai potuto permettere che i tuoi pregi diventassero un difetto?

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