Hai scelto l’ateismo a Dio

Da tdG attivo a inattivo e poi ateo

Dal credere al non credere, un bel salto, non c’è che dire. Recentemente è stato pubblicato un libro, s’intitola Gente di poca fede, scritto da Franco Garelli, sociologo delle religioni, che da anni studia gli scenari religiosi italiani.

Secondo le statistiche nazionali c’è una diminuzione della pratica religiosa, una fede più incerta che certa, che diventa forte o debole in base alle vicende personali della vita. Una fede a fase alterna, incerta e confusa.

Rimane il sentimento religioso, a testimonianza che l’uomo non nasce ateo, ma ha una predisposizione naturale a credere in un essere superiore, anche quando sceglie volontariamente di non credere.

Come molti cattolici sei diventato un TdG nominale. Non avvertivi più l’esigenza di adeguarti a un modello di guida, hai avuto la convinzione di poterti gestire da solo. Si inizia sempre così, con una fede più intenzionale che pratica, più intellettuale che spirituale.

Comunque, diventare ateo non vuol dire che non credi più. Molti che non credono dichiarano che è plausibile credere anche se la cosa non li riguarda. Adesso consideri la congregazione inutile, come qualcosa di distorto con il mondo. Ora non sei più impegnato a lottare per un mondo migliore, pensi che la società si evolva in positivo senza Dio. Ora il tuo dio è l’uomo, anzi tu stesso sei dio di te stesso.

Eppure il Covid-19 ha dimostrato che l’uomo non è in grado di affrontare e gestire una pandemia mondiale. E anche se dovesse riuscirci, l’ateismo non eliminerà mai l’enigma della morte, anche quando spera nella tecnologia per trovare condizioni di vita migliore. Di fronte alla morte sono tutte illusioni. Solo la speranza di una vita eterna può aiutare l’uomo a guardare il futuro con fiducia.

Un ateo quale speranza può predicare? Senza fede non si osa. Senza una chiara parola di fede, il mondo sprofonda. La congregazione cui appartenevi è lì per annunciare senza sosta, da secoli, che Gesù ha vinto la morte con la sua resurrezione. Senza questa convinzione “la nostra fede è inutile”, anzi si diventa “falsi testimoni di Dio” (1 Corinti 15:14-19).

Statisticamente, gli esperti dicono che il senso della vita diventa più chiaro intorno ai 60 anni. A questa età molte cose confuse diventano cristalline. A 20 anni si è insicuri, dai 30 ai 50 le relazioni si consolidano, a 60 si coglie il senso dei propri sacrifici. A questa età si ricomincia a ridefinire la propria identità e aumenta il benessere spirituale e psicofisico.

Potevi aspettare di raggiungere questa età prima di scegliere l’ateismo. Tanto, prima o poi ci arriverai a 60 anni, te lo auguriamo. A quell’età cosa farai quando capirai che il senso della vita lo hai buttato alle ortiche? Vabbè, Geova è misericordioso e lui non fa caso all’età, sei sempre in tempo per ritornare a casa, finché ci sarà tempo. Comunque, anche se 60 anni è l’età del rinsavimento, speriamo che ritorni prima.

Altro che ateismo, siamo geneticamente predisposti a credere nel Padre Eterno. Lo dimostra la preghiera. Più siamo vicini a Dio, come lo è un bimbo in braccio a sua mamma, più piacere proviamo, perché in questi momenti produciamo endorfine che annientano il dolore e la sofferenza.

Queste endorfine ci fanno stare bene perché ci fanno sentire amati da Dio, perché sentiamo il suo sguardo amorevole su di noi. Il canto è una preghiera e anche quando cantiamo lodi a Dio il nostro corpo produce oltre che endorfine anche serotonina che ci fa stare calmi e quieti.

E che dire della stessa creazione che nega il concetto umano di giustizia? La giustizia non è un concetto dell’evoluzione che in natura non esiste, esso appartiene solo alla spiritualità umana.

Il cristianesimo ha dato un’etica e un senso di responsabilità morale. L’amore per Dio, per sé stessi e per il prossimo valorizza la qualità della vita, e questo induce a trovare la libertà di ubbidire a Dio. Ubbidire perché si sceglie di ubbidire, sia chiaro. Aiuto gli altri e ne sono felice. Dove non c’è cristianesimo c’è cattiveria. Senza Dio non si va da nessuna parte.

Rispettiamo la tua scelta anche se non condividiamo nemmeno una virgola. Comunque, ricorda:

L’errore più grande che hai fatto è stato quello di aver misurato Dio con la figura di un anziano e del corpo direttivo e hai fatto un costrutto “fai da te”. Hai impacchettato Dio con le tue vicende personali e hai collocato il tuo ego al centro dell’universo.

Che colpa ha Geova se altri hanno calpestato i suoi comandi. È vero che alcuni Testimoni controtestimoniano Geova con le parole e le azioni. In questi scontri se ne esce spesso ammaccati. Bisogna giudicare dai migliori e non dai peggiori. E la verità si giudica da Cristo, dagli apostoli e dai numerosi esempi passati e moderni, non da una minoranza di “semicristiani”.

In questo modo, ti sei autodistrutto come cristiano perché hai permesso che si profanasse la tua religione, la tua fede e il tuo spirito. Solo così sei diventato ateo, non per scelta, ma perché è stato compromesso gravemente il sacro di Geova che era in te.

Non gli anziani, il CD o l’ateismo, ma “Io, Geova, sono il tuo Dio, Colui che ti insegna per il tuo beneficio, Colui che ti fa calcare la via per la quale devi camminare” (Isaia 48:17, 18).

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