«Ho ascoltato il tuo grido di aiuto!»

Gridare il proprio dolore davanti a Dio non è un peccato, è una preghiera del cuore. Gridare il proprio dolore per avere giustizia davanti agli anziani e all’organizzazione non è “del tutto fuori luogo”.

Continuano ad arrivarci pessime notizie che riguardano la classe degli anziani. Alcuni di questi proclamatori non sanno più a che “santo” votarsi. Noi non possiamo fare altro che dare spazio e denunciare certi fatti. Non siamo contenti quando veniamo a conoscenza di certi episodi imbarazzanti che violano i principi del buon senso e fanno soffrire i fratelli. Anche se si tratta di una minoranza, essa non va giustificata o tenuta nascosta, perché si tratta di anziani autodistruttivi e mortalmente infettivi.  

LA BUROCRAZIA è un insieme di apparati e di persone al quale è affidata l’amministrazione a diversi livelli. Ciò che distingue la burocrazia è la rigorosa divisione dei propri compiti in gerarchie regolate da un complesso di norme scritte che tendono a vincolare chi le esercita a una condotta tipicamente impersonale e formalistica.

Per il burocrate, il suo dio sono le regole scritte. I danni e le disfunzioni che essa ha prodotto negli anni, ha spinto la società a una ‘deburocratizzazione’ del suo apparato amministrativo. Le esigenze di una società in continua trasformazione, rende rapidamente obsolete le competenze e le specializzazioni della burocrazia, che si mostra sempre più insofferente ai vincoli posti dalle sue regole e dalle sue procedure.

LA TEOCRAZIA è il potere governativo, che l’uomo esercita in nome di Dio, da coloro che si definiscono suoi rappresentanti. In pratica, Dio esercita teoricamente la sua sovranità, nella realtà essa è esercitata da un’autorità umana religiosa che controlla tutti gli aspetti della vita, sia quelli sacri sia quelli profani. Perciò, la Congregazione Cristiana deve coincidere con le leggi dello Stato o lo Stato deve essere subordinato ad essa. Poiché la salvezza eterna delle persone è considerata superiore a ogni altro interesse materiale, la teocrazia presuppone la sottomissione del potere temporale a quello spirituale. In realtà, tale forma di governo assume di fatto i caratteri di un sistema politico in cui la casta direttiva è superiore a ogni altro potere civile. La parola “teocrazia” è attribuita a Giuseppe Flavio, storico ebreo del I secolo E.V., che la coniò nel suo scritto Contro Apione. Giuseppe Flavio non pretese mai di essere cristiano. Non scrisse mai sotto ispirazione di Dio.

IL TEOCRATE è colui che vive sotto una forma teocratica e che adatta la sua vita religiosa e civile alle leggi divine. Ogni religione cristiana è convinta che Cristo abbia consegnato provvisoriamente nelle sue mani il governo del Regno dei Cieli, in attesa del grande giorno del giudizio, quando il re Cristo già insediato prenderà in mano definitivamente l’esercizio del governo sulla terra. In pratica, religioni e uomini imperfetti esercitano un’autorità perfetta. Come ci riescono è un mistero della fede.

«Poiché il dominio teocratico di Geova è di gran lunga superiore a ogni altra forma di dominio, non sorprende che Satana abbia cercato di includerne alcuni aspetti nelle imitazioni di origine umana, ma senza riuscirci. Tutte queste sedicenti teocrazie si sono dimostrate di gran lunga inferiori all’ideale. In realtà, nessuna di esse è mai stata un dominio esercitato da Dio o da suoi rappresentanti. Sono state scadenti imitazioni della realtà, espressioni dell’imperfetto dominio dell’uomo sotto il controllo di un falso dio». (Svegliatevi! 22/12/90)

«Nella congregazione cristiana non c’è posto per uno spirito del genere. Ecco perché bisogna stare attenti. Gli anziani di congregazione non sono perfetti, proprio come non erano perfetti gli anziani dei giorni di Mosè né quelli del tempo dell’apostolo Giovanni. È possibile che commettano errori che si ripercuotono su di noi personalmente. Se questo dovesse verificarsi, sarebbe del tutto fuori luogo reagire secondo lo spirito del mondo, chiedendo a gran voce che sia fatta “giustizia” o affermando che il responsabile non può farla franca. Geova può decidere di passare sopra a certe mancanze meno gravi. Non possiamo fare la stessa cosa? … ».

«In quanto Capo della congregazione, dunque, ha il pieno controllo dei corpi degli anziani. Se all’interno di un corpo c’è qualcuno che ha davvero bisogno di essere corretto, Gesù, che ha “occhi come fiamma di fuoco”, farà in modo che ciò avvenga nei tempi e nei modi da lui stabiliti. (Riv. 1:14) Nel frattempo noi continueremo a mostrare il dovuto rispetto a coloro che sono stati nominati dallo spirito santo. Paolo, infatti, scrisse: “Siate ubbidienti a quelli che prendono la direttiva fra voi e siate sottomessi, poiché essi vigilano sulle vostre anime come coloro che renderanno conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando, poiché questo sarebbe dannoso per voi”. — Ebr. 13:17». (La Torre di Guardia 15/10/2012)

È questo, in sintesi, il pensiero dell’organizzazione dei testimoni di Geova riguardo all’esercizio dell’autorità teocratica: ubbidienza e sottomissione e se “gridi” sei fuori luogo perché manifesti lo spirito del mondo. In congregazione si tace e non si grida. Complimenti per l’intendimento.

Devi sempre essere sottomesso e ubbidiente, mai fuori luogo o con lo spirito di questo mondo

Noi non discutiamo l’esercizio del Regno di Dio da parte di Cristo. Da tempo ci soffermiamo su alcuni modi d’intendere l’autorità nelle congregazioni da parte di uomini imperfetti che hanno indotto molti fratelli a diventare “inattivi”. È comprensibile che il CD difenda a spada tratta i suoi rappresentanti e ne giustifichi certi comportamenti con l’imperfezione. A nostro modo di vedere si tratta di una difesa, pur se legittima, debole e controproducente. Non discutiamo gli errori dovuti all’inesperienza, alla scarsità di giudizio, all’imprevedibilità, alla complessità del caso, all’ignoranza, eccetera. Discutiamo gli errori voluti, cercati, che non hanno una logica, errori fatti in modo deliberato. Errori di presunzione, di abusi del potere, di ritorsione, di giustizialismo. Errori compiuti da parte di teo-burocrati che mettono al primo posto regole umane assurde che non hanno nessuna base scritturale, direttive comprese male o applicate peggio.

«Chiedere a gran voce che sia fatta giustizia», secondo la Torre di Guardia sopracitata, «sarebbe del tutto fuori luogo reagire secondo lo spirito del mondo». Ma quale spirito del mondo. A parte che invocare giustizia ad alta voce è una richiesta legittima, in particolare quando non si viene ascoltati da chi di dovere. Ma poi cosa vuol dire “alta voce”? Non ci risulta che in congregazione chi chiede giustizia si mette a urlare come un ossesso durante le adunanze, né abbiamo assistito a marce di protesta davanti alle Sale del Regno. E’ a Geova che molti di questi fratelli elevano un grido di disperazione.

Molte volte le richieste sono fatte in maniera educata e spirituale senza essere prese in considerazione. O peggio, interpretate male e subito respinte con relativi provvedimenti disciplinari. Cosa deve fare chi è vittima di abusi e ingiustizie da parte dei nominati? Ingioiare il rospo e vivere da frustrato la sua vita teocratica, continuando giorno dopo giorno a soffrire fino ad ammalarsi mentalmente o scappare letteralmente come un disperato dalla congregazione? Semmai, qui si verifica il contrario. Non si tratta di ubbidienza e sottomissione, ma di mancanza di rispetto da parte degli anziani nell’esercitare l’autorità di Geova. Ci chiediamo, se per primi gli anziani sono ubbidienti e sottomessi a Geova. Che colpa ne ha un fratello che è vittima di abusi? “Cornuto e mazziato” dicono nel mondo per indicare qualcuno che ha subito il danno e la beffa. (Dizionario De Mauro).

Quello che non si vuole capire è che il problema non è la vittima con le sue reazioni (oltretutto legittime e comprensibili), ma l’anziano che esercita colpevolmente un’autorità che non è sua. L’anziano incapace fa leva sulla sottomissione e sull’ubbidienza per esercitare in modo sbagliato la sua autorità. Fin quando voi del CD lo giustificherete, lui non cambierà mai e continuerà a fare danni in congregazione. Dovete cacciarli dalle congregazioni, assumendovi la responsabilità spirituale che Dio vi ha assegnato. Finchè continuerete con questa solfa (insistendo con la monotona ripetizione di espressioni e articoli irritanti) non risolverete mai il problema demoniaco dell’autorità teocratica esercitata in questo modo nelle congregazioni.

Aumentano sempre di più quelli che iniziano ad avere dubbi, che anche voi, come scrivete nella Svegliatevi sopra riportata, possiate essere o divenire una “scadente imitazione della realtà”.

A differenza vostra che siete sordi, Dio ascolta il grido d’aiuto dei suoi servitori.

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