I Babau

Una riflessione sugli spauracchi

Nei tempi biblici lo SPAURACCHIO era raffigurato con un palo o un mucchio di sassi simile a una figura umana, situato in un campo per allontanare gli uccelli, molto simile allo spaventapasseri. Per indicare che gli idoli non sono altro che delle falsità, la Bibbia li paragona a spauracchi posti in un campo di cetrioli che non possono fare nulla perché non hanno il potere di fare nulla (Geremia 10:5).

Il BABAU [dal bau bau del cane] si riferisce a un mostro immaginario che si nomina per far paura ai bambini. Per estensione è attribuito a una persona che si fa temere, che incute terrore, che ha fama di terribile. Il babau è da sempre presente nelle fiabe per bambini dove viene immaginato come un piccolo essere che causa incubi.

Gli psicologi lo associano a un inconscio collettivo, a una rappresentazione delle paure, ai demoni più nascosti nell’animo. Si tratta di comportamenti di natura universale che riguardano ogni individuo, riferito perlopiù a un immaginario turbatore della quiete, il capro espiatorio per eccellenza, colui che tormenta le notti e i sogni. Qualcuno lo identifica con l’ombra oscura della nostra anima.

Il babau è un personaggio molto utilizzato sia in letteratura che in cinematografia. Noti personaggi politici del passato e del presente o alcune ideologie di massa vengono descritti come spauracchi della libertà e della democrazia.

La religione non è da meno, in particolare quando essa impiega figure come i demoni o immagini terrificanti come l’inferno e i suoi tormenti per impaurire i fedeli a seguire certi dogmi. Il peccato continuativo viene rappresentato come il male assoluto da cui aspettarsi pene eterne.

Anche termini biblici come Armaghedon, Satana, spiriti malvagi, Leviatan (il serpente sinuoso di Isaia 27:1), il Dragone e le altre bestie spaventose descritte nel libro della Rivelazione, vengono usati per impaurire la gente.

Addirittura per fermare i testimoni di Geova in Unione Sovietica prima e in Russia oggi, essi vengono considerati come uno spauracchio per bambini. Esiste un programma ben congegnato di propaganda menzognera per diffamarli e indurre le persone a nutrire timore e diffidenza nei loro confronti. In genere, c’è molta diffidenza in loro anche nei paesi occidentali, descritti a volte come quelli che rovinano le famiglie o quelli che fanno morire i loro bambini quando hanno “bisogno” del sangue.

Nell’uso comune, il TIMORE è associato all’attesa di qualcosa di dannoso o doloroso, ed è in genere un sentimento angoscioso caratterizzato da ansia, paura, inquietudine. Tuttavia timore può anche avere il senso di sereno e meditato riconoscimento di qualcosa che può nuocere o danneggiare, un riconoscimento che induce a essere ragionevolmente cauti e previdenti.

Un tempo la gente aveva un sano timore di Dio, ma ora questo timore va scomparendo. La Bibbia ci incoraggia a non aver timore dei demoni e di Satana. Non c’è bisogno di affidarsi a talismani, amuleti e pozioni magiche per ricevere protezione. La Bibbia ci rassicura con queste parole: “Riguardo a Geova, i suoi occhi scorrono tutta la terra per mostrare la sua forza a favore di quelli il cui cuore è completo verso di lui” (2 Cronache 16:9).

Inoltre sottoporsi a Dio e opporsi al Diavolo permette a Dio di rassicurarci che nessuno avrà potere su di noi, al di fuori di Lui stesso (Giacomo 4:7). Che dire degli spauracchi che di tanto in tanto veicolano anche in alcune congregazioni? E che dire ancora di quella mentalità che induce i fedeli a fare certe cose in congregazione più per paura di essere puniti da un comitato giudiziario che per sano timore di Geova?

Alcuni non si rendono conto di essere spauracchi in un campo di ortaggi. La paura è un’emozione usata per manipolare il popolo di Dio e impedirgli di sottomettersi alla sua guida. La paura della paura è un aspetto frequente nella religione. Chi ne soffre mette in moto un meccanismo ossessivo e una serie di comportamenti atti a evitare e scongiurare qualsiasi fonte di peccato. Il peccato o presunto tale diventa un chiodo fisso nell’adorazione.

A forza di pensare in modo distorto, la mente finirà inevitabilmente con l’ingigantire l’idea del peccato e a percepirlo in modo più spaventoso di quanto sarebbe realmente. Se si coltivano pensieri negativi e timorosi al posto di pensieri consapevoli, si finisce per commettere più peccati di quanto se ne temono, con il conseguente allontanamento volontario o forzato dalla congregazione.

Esiste dunque in congregazione il babau o più correttamente “l’uomo nero in giacca e cravatta”? Secondo noi sì. Non importa se è concreto o è solo immaginato. La paura esiste e ci fa qualcosa. È dunque un sentimento che va affrontato seriamente affinché il proclamatore abbia la forza spirituale per affrontare non solo le sue paure ma anche letteralmente lo spauracchio teocratico che invece di amare e farsi amare per le sue qualità morali adotta la strategia del timore per i suoi fini di potere.

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