I BALLERINI del cielo

Ovvero la forza della compattezza

LO STORMO a cui ci riferiamo è un gruppo compatto di uccelli in volo

Almeno una volta nella vita ci è capitato di rimanere stupefatti di fronte allo spettacolo di uno stormo di uccelli che volteggia in cielo come un corpo di ballo, così compatto da sembrare un singolo uccello.

Quando un solo uccello, in qualsiasi punto dello stormo, comincia a cambiare direzione, quelli vicini rispondono entro millesimi di secondo. Quando l’onda si propaga a tutto lo stormo la velocità è ancora maggiore. E questo accade anche se l’uccello che comincia a cambiare direzione si trova in fondo allo stormo.

Nelle traiettorie dello stormo è un singolo uccello – non sempre lo stesso – che comincia a curvare per primo. I vicini cominciano a seguirlo, i vicini dei vicini fanno lo stesso e così via. Gli uccelli si imitano impiegando dai 20 ai 40 metri di velocità al secondo per sincronizzarsi l’un con l’altro.

Un sincronismo perfetto

È una delle meraviglie più affascinanti della creazione per quanto riguarda l’unità di insieme, cioè la capacità di volare uniti e di virare contemporaneamente, da destra a sinistra, dall’alto in basso. Il segreto è nell’interazione, nel saper reagire reciprocamente.

Negli stormi, gli uccelli sono separati ma vicini, allineati e coesi. Un uccello isolato è una facile preda, ecco perché tutti cercano di mantenere l’allineamento e la coesione posizionandosi possibilmente più vicini al centro perché all’esterno sarebbero facilmente attaccati da altri uccelli predatori. Si tratta di una tattica per disorientare il nemico.

Dormono con un occhio solo. Per non essere vulnerabili gli uccelli che dormono in stormo di tanto in tanto aprono un occhio e sbirciano per assicurarsi che non ci sia nessun pericolo. In questo modo il cervello mantiene un livello di vigilanza che permette loro di reagire al minimo segnale di pericolo.

Un sistema anticollisione

I biologi chiamano questo modo di volare “intelligenza di sciame”. Si tratta di strategie collettive che gli uccelli (anche gli sciami di animali) adottano per risolvere i problemi impossibili da affrontare in modo isolato. Gli uccelli avanzano a zig-zag in direzioni opposte senza mai urtarsi.

Questi enormi stormi non seguono gli ordini di un capo: ogni uccello ha la stessa importanza e ricopre lo stesso ruolo nel gruppo. Ognuno prende riferimento dal suo compagno più vicino.

Ci vengono in mente le parole di Salomone: «Meglio due [ancor di più se è uno stormo] perché otterranno una buona ricompensa per la loro fatica; poiché se uno cade l’altro lo rialza, ma se è da solo chi può rialzarlo?» (Ecclesiaste 4:9-10).

Come gli uccelli hanno una conoscenza istintiva così complessa da svilupparsi e trasmettersi alle generazioni successive rimane un mistero per chi non crede in Dio.

Noi, invece, abbiamo molto da imparare sulla straordinaria sapienza di Colui che creò tutte le cose, inclusi i volatili (Rivelazione 4:11). Ancor di più oggi, in tempo post Covid. In particolare, siamo esortati a ragionare in termini collettivi più che singolarmente. La mancanza di compattezza si sa crea divisioni.

Ecco perché, in questo periodo, la compattezza tra TdG deve essere evidente, così come lo sono i legami della Costellazione di Chima  che si vedono a occhio nudo (Giobbe 38:31). Il legame tra fratelli – l’unificante vincolo d’amore – è una seria responsabilità di ogni singolo Testimone.

Non devono prevalere i tratti di una personalità ribelle e divisiva, ma una compattezza che rincuora e rafforza i nostri legami spirituali. In questo periodo i ragionamenti singoli, per quanto apprezzabili, non devono avere la priorità sulle direttive di comunità.

Geova apprezza i singoli servitori, infatti la scrittura dice: “Nemmeno [un passero] cadrà a terra senza che il Padre vostro lo sappia” (Matteo 10:29). Però, sono anche vere le parole di Isaia 60:8 «Chi sono questi che volano come nuvole [come uno stormo diremmo noi], come colombe verso le loro colombaie?»

La risposta è data oggi dalle migliaia di persone che affluiscono all’organizzazione di Geova dove imparano a sperare e a confidare in Dio. Inoltre, in mezzo al popolo di Dio scoprono che i valori spirituali, una fede viva e compagnie sane danno un senso di pace e sicurezza paragonabile a quello che la colomba trova nella sua colombaia (Isaia 60:9).

Le domande che ognuno di noi deve porsi sono:

  • «Faccio parte in maniera attiva dello stormo allineandomi con esso o sto vivendo la verità isolato dal resto della congregazione?»
  • «I miei ragionamenti sono collettivi per il bene della congregazione o accetto solo i singoli ragionamenti che passano per la mia testa o per la testa di chi scrive nel web?».
  • «Mi muovo compatto e in sincronia con lo stormo senza urtarmi con altri o vivo malamente la verità perché non sono d’accordo con certe direttive?»

Uno stormo di fenicotteri in volo è uno spettacolo eccezionale: una “fiammata” di rosa misto a nero e vermiglio che si leva verso il cielo gridando e oscurandolo. Uccello di fuoco! Così gli antichi greci definivano la fenice, un uccello mitologico che terminava la sua vita tra le fiamme e poi risorgeva dalle ceneri. In seguito il nome della fenice fu dato a un uccello vero, il fenicottero. Esso tiene fede a questo nome meglio di qualsiasi leggenda.

«Lodate Geova dai cieli; voi tutti, uccelli alati. Tutte queste cose lodino il nome di Geova, perché egli comandò, e furono create. Le mantiene stabili per l’eternità» (Salmo 148).

(i.i)

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