I commedianti, che fascino!

Molte persone ‘fanno la commedia’ fingendo di essere ciò che in realtà non sono, simulando sentimenti che non provano, parlano e agiscono senza sincerità, spesso lo fanno con un secondo fine in maniera teatrale.

“Ora che avete . . . affetto fraterno senza ipocrisia, amatevi di cuore gli uni gli altri intensamente”. (1 Pietro 1:22)

Con queste parole, Pietro specifica che il nostro affetto per i fratelli non dev’essere solo una maschera. Dev’essere sincero, deve venire dal cuore. È un amore intenso e richiede sforzo. Infatti, Pietro aggiunge: “Amatevi di cuore gli uni gli altri intensamente [letteralmente: “estesamente”]”.

Implica che ‘estendiamo’ il nostro cuore, allargandolo così che possa includere persone da cui normalmente non saremmo attratti, ad esempio gli inattivi. A tal proposito:

Fratelli ‘lontani’, avete permesso che l’ipocrisia di alcuni vi abbia inasprito fino al punto di allontanarvi dalla congregazione cristiana?

Il discepolo Giuda mise in guardia la congregazione dagli ipocriti paragonandoli a ‘scogli nascosti sott’acqua’, a ‘nubi senz’acqua portate qua e là dai venti’, ad ‘alberi di tardo autunno, ma infruttuosi’. (Giuda 12). Gli ipocriti ci sono anche nelle congregazioni, perciò evitate di farvi ingannare da chi si finge amorevole, ma in effetti è egoista e incoraggia opinioni che non si basano sulla Parola di Dio. Una persona del genere può causare il naufragio spirituale degli incauti. (1 Timoteo 1:19) Attenzione però a non sospettare dei motivi di tutti i fratelli. Avere a che fare con uno o più ipocriti non vuol dire che tutto il popolo di Geova sia tale.

È fin troppo facile far notare le manchevolezze altrui e ignorare le proprie! Questa inclinazione, potrebbe esporci all’ipocrisia. “Smettete di giudicare. . . Perché, dunque, guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, ma non consideri la trave che è nel tuo occhio?” (Matteo 7:1-5).

Quando gli altri a volte fanno cose che sembrano rivelare ipocrisia, dobbiamo stare attenti a non etichettarli frettolosamente come ipocriti. Per esempio, l’apostolo Pietro “si ritraeva e si separava” dai compagni di fede gentili di Antiochia per far piacere a persone di estrazione ebraica che venivano da Gerusalemme. Anche Barnaba ‘fu indotto a seguire Pietro e altri in questa finzione’. A volte alcuni esprimono giudizi (sinceri o sprezzanti) nel Web. Chiedetevi: “Questo passo falso da parte di Barnaba e Pietro li mise nella stessa categoria degli scribi e dei farisei o di Giuda Iscariota?”. Dall’altra parte, non etichettiamo questi fratelli lontani, che possono aver commesso degli errori, come ipocriti o quant’altro di negativo ci passa per la testa.

L’ipocrisia alla fine sarà smascherata. “Non c’è nulla di coperto che non sarà scoperto”, disse Gesù Cristo, “né di segreto che non sarà conosciuto”. (Matteo 10:26; Luca 12:2) Il saggio re Salomone dichiarò: “Il vero Dio stesso porterà in giudizio ogni sorta di opera in relazione a ogni cosa nascosta, in quanto a se è buona o cattiva” (Ecclesiaste 12:14).

Nel frattempo, perché lasciare che l’ipocrisia di altri influisca su di noi al punto da privarci dell’amore sincero dei veri amici che ci sono nelle congregazioni? Possiamo essere cauti, senza però diventare eccessivamente sospettosi di tutto e di tutti. Chi è convinto di “essere nella verità” dovrebbe produrre “un affetto fraterno senza ipocrisia”, non esteriore (1 Pietro 1:22). Il vero cristiano non indossa una maschera né recita una parte per ingannare gli altri. Il suo affetto è sincero, profondo. In questo modo i nostri compagni di fede (inclusi i lontani) si fideranno di noi, perché sapranno che siamo proprio quello che sembriamo. Questa sincerità prepara la strada a rapporti franchi e onesti tra anziani e fratelli lontani e contribuisce a creare un’atmosfera serena quando andremo a trovarli.

I commedianti – Renato Zero

(testo)

È l’allegria che aiuta i principianti / non certo la retorica / la presunzione in certi primi attori è tipica. / Nel cartellone dei replicanti / il nome tuo ancora non c’è… / Se metti in scena i tuoi sentimenti…vali! / Testi noiosi dialoghi penosi / imbarazzante recita / mentre la strada chiama alla ribalta / l’anima…

È la paura che ci tradisce / quando il coraggio non si esibisce, in pubblico. / Così finiscono quei talenti / fra gli sbadigli e gli abbonamenti…

Apri il cuore e vai / interpreta chi sei…

Sentirai tutti gli occhi addosso a te / sensazione più magica non c’è / questo è il teatro / ricerca di un’identità / strano equilibrio / fra dubbio e razionalità / un espediente una medicina / un’illusione credibile / convincersi per poi convincere…

Un’audizione, chiedi un’audizione / con grande slancio ed ironia / sarà fatale qualche delusione, vita mia… 

E ci sarà chi saprà capirti / certo che c’è un applauso per te / ma non restartene lì / eterno assente.

Ancora troppe timide comparse / dal gruppo non emergono / se i figli d’arte, i furbi, i mestieranti, ostentano…

Senza quei trucchi, senza costumi / la verità riempie i botteghini, credimi…

E l’ambizione fa la sua parte / di questo vivere fanne un’arte. / Lezione utile recita per te…

Sentirai tutti gli occhi addosso a te / sensazione più magica non c’è / questo è il teatro un gran mercato di bugie / dove la gente / confronta le sue fantasie…

Non deve entrarci quell’arroganza / nessuno spazio all’ipocrisia / irriducibili guitti via!

I commedianti / strani fenomeni si sa / i commedianti beato chi li capirà / sfidano il giorno senza copione / la notte poi si trasformano / i commedianti, che fascino!

Si tratta di un testo che può avere due interpretazioni: il teatro simbolico della vita e il teatro letterale quello dove gli attori recitano. Riferito al mondo dello spettacolo, indica coloro che si fanno strada, cioè i raccomandati e i furbi, mentre coloro che hanno talento rimangono nell’ombra. Ci vuole coraggio per esibire davanti a un palcoscenico le proprie qualità e quando esso manca il talento non emerge. Se non sei tu il primo a crederci non lo faranno gli altri. Mai prendersi troppo sul serio, perché le delusioni sono dietro l’angolo, ma sarà molto più facile affrontarle con entusiasmo ed ironia. Spesso, il teatro è un mercato di bugie, di mestieranti, di guitti, dove si dà spazio all’ipocrisia, dove l’ambizione è l’arte di questo vivere e sentirsi gli occhi puntati addosso una sensazione magica.

Riferito al teatro della vita, indica quel commediante che è in noi. L’audizione può riferirsi alle occasioni che riserva la vita, dove non sempre emergono i talenti naturali. A volte sono le conoscenze, le circostanze fortuite, il momento giusto, a far sì che siano scelte al posto nostro persone banali, immeritevoli. Altre volte, la colpa è da imputare solo a se stessi, in particolare quando può esserci scarsa fiducia nei propri mezzi, quando si temono i fischi e gli insuccessi. Chi ha paura delle delusioni e delle critiche difficilmente riuscirà a farsi strada nella vita. In queste circostanze è difficile esibirsi sul palcoscenico della vita.

Chi ha la forza di mettere in scena i suoi sentimenti vale. Apri il tuo cuore e vai, non aver paura di essere chi sei. Fai un grande slancio e vivi la tua vita da protagonista e non da gregario anonimo. C’è sempre qualcuno a capirti, ad applaudirti. Sii coraggioso, non restare nella tua eterna assenza, da timida comparsa. Credici! Apri il tuo cuore, interpreta chi sei e racconta la tua favola ogni giorno.

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