I contrasti tra anziani e inattivi si possono gestire?

Il contrasto rivela quasi sempre una contrapposizione di vedute, che in assenza di risoluzione, genera discordia, scontro e spinge a considerarsi fratelli avversari. Quando ciò avviene è una sconfitta per entrambi.

I conflitti tra responsabili delle congregazioni ed “inattivi” si possono gestire in maniera spirituale? In radiologia si usano i mezzi di contrasto per avere una trasparenza ai raggi X diversa da quella dei tessuti del corpo umano, che una volta introdotti nelle cavità naturali o nel contesto dei vari organi, li rendono visibili all’esame radioscopico e radiografico, esito che viene accettato sia quando è positivo o negativo.

Alcuni contrasti evidenziano certi aspetti positivi e negativi della propria personalità, che vanno affrontati e risolti, dove è possibile. Quando i cristiani si comportano in maniera pacifica è difficile che sorgano contrasti in congregazione. Per fare la guerra bisogna essere almeno in due. Uno che si fa guerra da solo ha evidenti problemi psicologici. Perciò, in un conflitto, almeno uno dei due contendenti deve promuovere la pace.

Un conflitto si verifica anche quando vi è discordanza sull’autorità competente a decidere su una determinata questione. Gli inattivi, spesso, non riconoscono l’autorità degli anziani con cui sono in contrasto. Comunque, in casi conflittuali come questi, esistono aspetti positivi, come ad esempio, quando due o più anziani che conoscono nel merito la questione agiscono spiritualmente per amore della verità.

VITTORIA O SCONFITTA?

Il vero conflitto è primariamente un contrasto di relazione, dove la qualità dei contenuti è avvelenata da parole di sfida tra due presunti vincitori. In realtà, in un conflitto carnale, perdono tutti. Quando si è coinvolti in un conflitto, si dice di tutto e di più. Non si pensa più a una soluzione del problema. Dicono che quando si innesca un conflitto e siamo attaccati si reagisce contrattaccando o si fugge.

Difficilmente si sfrutta questa circostanza per trasformarla in un’occasione per migliorarsi spiritualmente. Manca proprio questa consapevolezza all’inizio di un contrasto tra fratelli, cioè saper gestire uno scontro per crescere nell’amore cristiano. La soluzione è quella che trasforma l’ostilità riuscendo a mantenere una buona relazione cristiana.

COMINCIARE IN MANIERA SBAGLIATA

È completamente sbagliato portare avanti il conflitto con lo scopo di dimostrare chi ha ragione e chi ha torto. Ma è ancor più sbagliato voler dimostrare che è stato l’altro a cominciare la discussione. In genere, non si nega che la discussione è diventata accesa e insostenibile, ma si cerca di accusare l’altro per dimostrare che uno dei due è l’effetto e non la causa del diverbio.

Se l’anziano e l’inattivo si irrigidiscono nelle loro posizioni e non sono disposti a cambiare la loro visione del conflitto, non si potrà che assistere a un’ulteriore prova di forza, un’escalation di parole ostili e divisive. Chi mostra amore cristiano decide di abbandonare “le armi” e mettersi a conversare spiritualmente e a ragionare in base ai principi biblici.

SAPER GESTIRE LE EMOZIONI

Un conflitto causa sempre uno stress emotivo, che non dipende da ciò che si dice o si fa durante la dinamica conflittuale, ma dipende dall’interpretazione che si dà a esso. Mancando di flessibilità non si arriva mai a una soluzione. Capire l’origine delle emozioni e cosa le fa scaturire aiuta a controllarle durante la disputa.

Anziani ed inattivi evitate di “accendervi”

Ognuno di voi ha delle buone qualità, cercate di vederle. Sradicate i sentimenti negativi come si estirpano le erbacce. I conflitti sono cosa comune nel mondo. Nel popolo di Dio questo modo di fare non dovrebbe esistere tra fratelli (Efesini 4:1-3). Le differenze di vedute e di personalità non devono necessariamente essere fonte di contrasti.

NEVROSI CONFLITTUALE

Ci si riferisce a quegli atteggiamenti caratterizzati da un’accentuata opposizione all’ambiente e sostenuta da critiche. Alla base della nevrosi conflittuale c’è un sentimento di inferiorità e varie problematiche sociali. Chi soffre di questo disturbo è cosciente di questo disagio e lo avverte come una sofferenza, anche se non si può considerare ragionevolmente alla stregua di un folle.

In alcuni casi la nevrosi è legata a una maggiore intelligenza e a certe emozioni che altri non riescono a percepire. Il nevrotico odia l’ipocrisia e tende ad aiutare il prossimo. Pur non nascondendo i suoi sentimenti, è dotato di energia e immaginazione, senza mai mettersi in situazioni di pericolo.

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