I creativi suscitano sempre invidia

nasa

Che cos’è l’uomo mortale di fronte alla grandezza del nostro Creatore?

Nel “mondo”quelli che occupano una posizione sono continuamente minacciati. La teocrazia alleggerisce soltanto questa minaccia. Chi innova disturba sempre qualcuno e se ha successo, suscita comunque invidia, a volte anche spietata. Molti, nel tempo, invece di esplorare nuove strade, aprirsi a nuove idee, si inaridiscono perché sono prigionieri delle loro abitudini. Non mantengono più la genuinità e l’entusiasmo di un bambino. Col tempo si spengono.

L’impegno di ogni Testimone di Geova nella teocrazia è volontario ed è rivolto principalmente a Dio e a Gesù. La ragione per cui aiutiamo il prossimo è di natura morale. Quando prestiamo le nostre forze a una causa, non aspettiamoci gratitudine eterna dagli uomini. Fu la mancanza di riconoscenza che spinse Satana alla ribellione. Non accettava la posizione di essere il secondo. Molti fratelli e sorelle si prodigano con tutto il cuore per offrire a Geova i loro doni, indipendentemente dal ruolo in cui servono. E’ capitato a molti di aver aiutato, addestrato e supportato i nostri fratelli, e di averlo fatto con tutta quella generosità che ci contraddistingue. Troppa generosità può mettere in imbarazzo e chi la riceve, se non può, non sa come ricambiarla. “C’è felicità nel dare”, non nel troppo dare. Altri reagiscono in modo diverso. Ad esempio, quando ci “spendiamo” per alcuni fratelli, questi potrebbero considerarlo un dovere da parte nostra e se smettiamo di farlo ci criticano e ci accusano. Serviamo Geova e non gli uomini. E’ da Dio che dobbiamo aspettarci la gratitudine e la riconoscenza per le nostre fatiche. Serviamo la teocrazia perché lo riteniamo giusto senza aspettarci nulla in cambio. Se poi gli altri ricambieranno la nostra gratitudine, sarà solo il dono di un animo generoso.

I creativi hanno in sé una forza vitale che genera entusiasmo, ottimismo, gioia di esistere. Anche loro soffrono, convivono con le loro debolezze e paure. Non si lasciano vincere dalla disperazione. Riflettono e trovano comunque una soluzione, perché sanno vedere i propri errori e correggerli subito. Gli invidiosi danno la colpa dei loro insuccessi alle circostanze, alla malvagità, all’incomprensione di altri. Si lamentano, criticano, disprezzano, alla fine diventano fastidiosi. I creativi, invece, sanno rigenerarsi. Chi ama la vita non la teme. Chi crede con passione, chi ama e sa donare, produce tanto e lascia molto.

E’ meglio evitare di prendere decisioni importanti quando si è depressi, malati o dopo una sconfitta. La depressione indebolisce la capacità di amare, sperare e volere. Ritirarsi da ciò in cui si crede, non genera nulla di positivo. Non si deve rinunciare al dovere di guida, né sul lavoro, in famiglia o in congregazione.

Durante la malattia siamo debilitati e incerti, spesso dipendiamo dagli altri. Anche in questo caso è saggio non prendere decisioni importanti. Lo faremo quando saremo guariti, quando avremo riacquistato la nostra capacità di scegliere liberamente, quando nessuno, neanche i nostri familiari avranno più il potere di condizionare le nostre scelte.

La sconfitta spinge ad arrendersi. Ed essa si appropria dei nostri valori, creando in noi la convinzione che ce la siamo meritata, che sia superiore alla nostra fede. Nella sconfitta rinunciamo a noi stessi, alla verità. Anche in questo caso dobbiamo aspettare a decidere solo quando abbiamo riacquistato la nostra forza interiore. Non prendete mai la decisione di lasciare Geova quando siete depressi, malati o vittime di una cocente sconfitta, anche quella immeritata. Geova e Gesù non sono invidiosi di voi. Gli invidiosi dovrebbero riflettere sull’ottimo esempio di Mosè quando altri (aggiungiamo i creativi) ricevono privilegi nel servizio di Geova. Anziché essere geloso e cercare la propria gloria, Mosè fu felice quando Eldad e Medad cominciarono ad agire da profeti. Comunque, Mosè gli disse: “Provi gelosia per me? No, io vorrei che tutto il popolo di Geova fossero profeti, perché Geova porrebbe su di loro il suo spirito!” – Numeri 11:29.

Cari fratelli, non siete voi gli inattivi, ma le vostre opere di un tempo. Così come le avete inattivate, potete farcela a riattivarle. In voi è ancora viva la forza rigeneratrice della verità. Geova e Gesù vi sono vicini. La vostra sconfitta è la loro sconfitta. E loro, non rinunceranno mai a perdervi.

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Commenti (1)

  • giovanni ricco

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    Quando leggo Post di grosso spessore spirituale come questo mi ricarico spiritualmente.
    Quando leggo passaggi dalle profonde implicazioni come questo: Geova e Gesù vi sono vicini. La vostra sconfitta è la loro sconfitta. E loro, non rinunceranno mai a perdervi, mi viene voglia di affacciarmi nel balcone e gridare: Geova, Gesù, vi voglio bene.
    Grazie. G.R.

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