I libri di Paolo

«Quando vieni, porta il mantello che lasciai a Troas presso Carpo, e i rotoli (nota in calce: “libri”), specialmente le pergamene». – 2 Timoteo 4:13

 Paolo possedeva personalmente diversi scritti, in particolare copie delle Scritture Ebraiche. Paolo era un apostolo che leggeva molto e attentamente. Non era un predicatore che improvvisava i suoi discorsi. Nonostante si trovasse in prigione a Roma e avesse predicato in tanti posti il messaggio di Gesù, vuole ancora i libri. Questa sua passione non era mai venuta meno. Le sue straordinarie esperienze, che già di per sé formano un libro, non gli bastavano. Libri, pergamene, rotoli e ancora libri! Gli servivano per edificarsi. Timoteo ricevette il comando di Paolo di portargli il mantello, i libri e le pergamene, quando si trovava a Efeso, distante da Roma circa 1.600 chilometri e doveva arrivare prima dell’inverno (2 Tim 4:21). Inoltre, gli disse: “Applicati alla lettura” (1 Tim. 4:13). Doveva farlo a beneficio dei cristiani che non possedevano i rotoli.

“Portami il mantello e soprattutto le pergamene”: lo strumento dell’uomo di cultura, dello studioso che ha voglia ancora di rimettersi sui libri, di consumarsi gli occhi sulla Parola di Dio. Le pergamene sono anche il simbolo della parola che deve annunciare alla gente: “Guai a me se non predicassi”. Paolo fu uno straordinario predicatore di tre culture: giudaica, greca e romana. Per poter predicare in maniera completa e meglio aiutare i popoli pagani, Paolo non poteva non conoscere le più importanti idee di queste civiltà. Se lesse altri libri, prendeva nota e appunti, non lo sappiamo con certezza. Sappiamo però che Paolo era in grado di sostenere qualsiasi ragionamento e per riuscirci bisogna conoscere cosa pensano gli altri.

Il cristiano che legge poco o non legge mai, non usa molto il cervello e cosa peggiore dimostra di non avere un cervello. E’ assurdo che coloro che sono predicatori della Parola di Dio leggano poco e niente. Ci riferiamo non solo alla Bibbia, ma anche a tutti quei testi che parlano in maniera approfondita della Bibbia stessa. Paolo dice: “porta i libri”. E noi che libri portiamo? Paolo è un esempio di praticità. E’ in prigione, non può predicare, così legge. Se un’occupazione ti è tolta, prendine un’altra e lascia che i libri dell’apostolo ti insegnino qualcosa almeno di pratico. Oggi, a quelle pergamene e libri che Paolo aveva chiesto a Timoteo, si sono aggiunte anche le sue lettere, che compongono la maggior parte dei libri delle Sacre Scritture Cristiane.

A noi la responsabilità di indossare il mantello del viaggiatore che passa per le vie, le strade, i paesi e le città con i libri per predicare e insegnare la Parola di Dio. Cristiani che non eseguono solo ordini, ma sanno inventarsi strade, percorsi spirituali che conducono a Dio. Insegnare una veduta negativa della cultura non fa altro che aumentare l’ignoranza. Fa riflettere notare come alcuni tdG, quando erano attivi, gli era stato tolto l’entusiasmo e la voglia di leggere. Ora che sono lontani “divorano” un sacco di libri e soprattutto hanno ritrovato la passione di leggere la Bibbia.

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA